La Provincia di Alessandria è una provincia del Piemonte di quasi 430 mila abitanti che occupa l'estremo settore sud-orientale della regione.
Il territorio della provincia è per 3/4 montuoso o collinare. A nord il basso Monferrato si caratterizza per una immensa distesa di colline e valli in cui scorrono il fiume Po e il Tanaro. Al centro è situata una fertile pianura attraversata dal Tanaro, dal Bormida e dai loro affluenti. A sud-ovest ancora le colline della Val Bormida, della Val d'Erro e della Val d'Orba, che si congiungono con i monti dell'Appennino. A sud-est le zone collinari del novese e del tortonese, con le valli dello Scrivia e dei suoi affluenti, costituiscono le estreme propaggini dell'Appennino Ligure, sui quali la provincia confina con quella di Genova.
La vasta pianura centrale è dedicata essenzialmente alla coltura cerealicola: grano, orzo, mais, soia, girasole. Diffusa la coltivazione della barbabietole da zucchero, destinata alla produzione industriale. Nelle zone pianeggianti del casalese, il paesaggio si caratterizza per la presenza di estese risaie. Nel novese, le poche zone pianeggianti sono in gran parte adibite all'agricoltura cerealicola e i campi si caratterizzano per la presenza di filari di gelsi, introdotti nel a cavallo del XVII-XIX secolo, per la bachicoltura. Nelle zone collinari del novese, casalese, acquese, tortonese ed ovadese la vite domina incontrastata e notevole è la produzione del vino.
La Val Curone è una tipica zona di produzione di frutta. Diffuse le coltivazioni a prato nei fondovalle dell'acquese. Lungo i fiumi (il Bormida in particolare) si estende la pioppicoltura.
ARTE E AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA
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Alessandria (Lissändria in Piemontese) è una città del Piemonte, capoluogo dell'omonima provincia. Sorge nella pianura tra il Tanaro e la Bormida, in prossimità della confluenza dei due fiumi.
Il centro della città è caratterizzato dalla vastità di Piazza della Libertà, piazza d'armi voluta da Napoleone e ottenuta mediante la demolizione dell'antica cattedrale (1803), di cui sono stati recentemente portati alla luce i resti delle fondamenta. Al centro, la statua di Urbano Rattazzi, di Giulio Monteverde. Vi si affacciano: il Palazzo del Municipio o Palazzo Rosso (dal colore della facciata, XVIII secolo) dotato di un particolare orologio a tre quadranti (da notare sulla sommità il galletto sottratto dagli alessandrini ai casalesi nel 1225); Palazzo Ghilini, oggi sede della provincia e della prefettura, progettato da Benedetto Alfieri nel 1733, di pregevoli forme barocche; il Palazzo delle Poste (1939-1941) con un mosaico lungo 38 metri di Gino Severini; Palazzo Cuttica di Cassine, futura sede del museo civico.
La nuova Cattedrale neoclassica (1810-1849) è situata a breve distanza. Conserva al suo interno la statua lignea della Madonna della Salve. Sul lato sinistro della facciata Gagliaudo che regge una formaggetta lodigiana, scultura romana raffigurante l'eroe alessandrino che secondo la leggenda si distinse nel corso dell'assedio del Barbarossa. Di notevole interesse è la chiesa di S. Maria di Castello (XV secolo): in essa si fondono epoche diverse, infatti lo stile tardo romanico della costruzione si unisce al portale rinascimentale e a diverse opere di epoche successive (il crocefisso, l'altare, la fonte battesimale, la sacrestia); inoltre nei sotterranei, da qualche tempo riaperti al pubblico, si possono osservare i resti di 2 precedenti chiese. Nonostante una fase di decadenza, negli ultimi anni sono stati notevoli i lavori di ristrutturazione. La chiesa è sita nell'omonima piazza vicina a via dei Guasco; in questa stessa via si può ammirare anche la facciata barocco-piemontese di "Palazzo Guasco" oggi sede di Assessorati provinciali. In attesa di restauro alcuni saloni del Palazzo che conservano la struttura architettonica Settecentesca.
In fondo a via Dante, l'arco di trionfo fu eretto nel 1768 a ricordo della visita di Vittorio Amedeo III e di Maria Ferdinanda di Spagna.
Sull'altra sponda del Tanaro sorge la Cittadella, imponente costruzione militare su progetto di Ignazio Bertola. La costruzione, voluta dai Savoia nel XVIII secolo, comportò l'evacuazione e la demolizione dell'intero quartiere di Borgoglio. Di proprietà del Demanio Militare, è visitabile solo in rare occasioni: è a pianta stellare, con sei baluardi attorniati da fossati. Di notevole interesse architettonico-militare i quartieri militare con gli edifici Settecenteschi e Ottocenteschi.
Di prossima riapertura il Museo civico, nella nuova sede di palazzo Cuttica di Cassine che conserva, tra l'altro, due arazzi fiamminghi di pregevole fattura, un interessante polittico di Gandolfino da Roreto, i paramenti sacri di papa Pio V e i corali destinati al convento di S. Croce di Bosco Marengo da lui stessi ordinati.
La provincia di Alessandria propone agli amanti dell’arte, oltre al capoluogo, diverse affascinanti località da visitare:
Acqui Terme
(Äich in Piemontese) è un comune della provincia di Alessandria, sulla sponda destra del fiume Bormida, al margine sudorientale del Monferrato.
La cattedrale di Santa Maria Assunta fu fondata nel 989 e consacrata nel 1067. Edificio a croce latina a 5 navate, presenta una facciata con pronao seicentesco e porticati laterali e portone maggiore opera del Pilacorte. All'interno si conservano l'altare di San Guido, in stile barocco e il trittico della Madonna del Monserrato del Bermejo.
Il castello dei Paleologi, oggi sede del museo archeologico, fu fondate nel 1056, ma ricostruito nelle forme attuali nel XV secolo da Guglielmo VII. Si rivelò spesso inadeguato dal punto di vista difensivo e fu più volte espugnato.
La chiesa dell'Addolorata fu fondata nel VII secolo dai longobardi. Profondamente trasformata nel XVIII secolo e portata agli antichi fasti solo nel secolo scorso. Restano originali la navata principale, le absidi, il campanile romanico a pianta ottagonale.
La chiesa di S. Francesco, neoclassica, ha una facciata con grande timpano e l'interno con volta a botte, affrescata da Ivaldi il Muto.
La Bollente è un'elegante edicola ottagonale inaugurata nel 1879. Questa struttura circonda una fonte termale che emette acqua sulfurea alla temperatura di 75,5° C. Il monumento alla Bollente si trova nell'omonima piazza nella quale si può ammirare anche la torre civica costruita nel 1763 sopraelevata su una porta medievale appartenente all'antica cinta muraria.
La torre civica sopraelevata in seguito di un piano e dotata di campana e altri congegni funse da orologio civico cittadino a partire dalla fine del settecento. Attorno a questa piazza anticamente sorgeva il ghetto degli ebrei che finanziarono tra l'altro la costruzione della torre facendo un prestito al comune.
Piazza Italia, situata nel cuore della città, ospita dal 1° gennaio del 2000 due fontane monumentali: delle Ninfe e delle Ninfee.
La Piazza del comune ospita due importanti palazzi: il palazzo del comune costruito nel XVII secolo e palazzo Robellini eretto nel 500 e ristrutturato nel XVIII secolo.
Visibili dal ponte Carlo Alberto, gli archi, ormai assunti a simbolo della città, resti dell'acquedotto romano, risalente probabilmente al II secolo d.C. e utilizzato anche come ponte per l'attraversamento della Bormida.
Le Antiche Terme, documentate già nel '400 furono distrutte nel XVII secolo da una frana. L'attuale edificio (1687) fu ampliato nel XIX secolo con l'aggiunta di padiglioni e di un intero piano.
Albera Ligure
Albéra Ligure è un comune della provincia di Alessandria in val Borbera. Borgo già insediato anticamente, appartenne durante il medioevo all'Abbazia benedettina di Vendersi edificata intorno al IX secolo sui resti di un preesistente antico monastero. Dell'antica pieve si conserva, addossato al lato sud della chiesa parrocchiale un porticato a due piani con volte a vela. Nella sacrestia, la parte più antica del complesso, vi sono volte affrescate con stemmi pontifici e motivi floreali.
Dell'importante abbazia di Vendersi rimane solo un coperchio di sarcofago in granito, a sezione con aggetti angolari, lungo 2 metri e largo 0,80, addossato al muro esterno della chiesa. forse utilizzato in età medievale come copertura della tomba di un alto prelato o di un benefattore.
Arquata Scrivia
Arquata Scrivia (Arquâ in lingua ligure) è un comune della provincia di Alessandria situato sulla sinistra dello Scrivia, presso la confluenza del Borbera nello Scrivia. Il toponimo ricorda probabilmente la presenza nella zona dell'acquedotto che riforniva la vicina Libarna.
Il Palazzo Spinola, antica abitazione dei marchesi, è ora sede municipale. La chiesa di S. Giacomo, seppur di antiche origini, presenta rifacimenti barocchi e ampliamenti più recenti (1825): conserva opere di artisti liguri quali Giovanni Battista Carlone, Lazzaro Tavarone e Piola. La casa del Tranquillo o casa gotica è un particolare edificio risalente al XV secolo, con una caratteristica struttura portante in legno e decorazioni in laterizio.
Accanto al cimitero, vi è un piccolo cimitero inglese in cui sono sepolti i militari britannici di stanza nel campo base, posto ad Arquata durante la prima guerra mondiale, morti di febbre spagnola nel 1917.
A 2 Km da Arquata, nel territorio del Comune di Serravalle Scrivia, sorgono i resti, visitabili, di Libarna, antica città romana sulla via Postumia tra Genova (Genua) e Tortona (Derthona).
Bassignana
Bassignana è un comune di 1.802 abitanti della provincia di Alessandria. Si tratta di un borgo situato alla confluenza del Po con il Tanaro. Tra i luoghi di interesse, i ruderi del Castello Sforzesco (notizie storiche però fanno risalire l'edificazione del "Castrum" già in epoca longobarda). Una lapide marmorea rappresentante il "biscione" del ducato di Milano, qui ritrovata, è conservata al Museo Civico di Alessandria. Nel locale cimitero, una chiesa campestre romanica (plebs),dedicata a San Giovanni Battista, risalente al X secolo, recentemente restaurata. L'abside presenta, ancor ben visibili, affreschi bizantini con figure di santi, risalenti al XII secolo.
Belforte Monferrato
Belforte Monferrato appartiene alla provincia di Alessandria ed è situata sulle estreme propaggini collinari dell'Appennino Ligure, sull'estremità destra della valle del torrente Orba.
Il castello, massiccia costruzione a pianta quadrata, fu fondato intorno all'anno Mille, originariamente come monastero, intorno al quale si costituì il borgo. La parrocchiale conserva sul campanile una statua dorata della Madonna, e all'interno una tela raffigurante la Crocifissione, attribuita alla scuola del pittore Domenico Fiasella. L'oratorio di San Rocco, sede della confraternita della Santissima Annunziata, si caratterizza per una interessante meridiana.
Borghetto di Borbera
Borghetto di Borbera è un comune della provincia di Alessandria, sulla destra del torrente Borbera. La chiesa di San Michele si distingue per l'abside e il campanile di semplice ma interessante fattura. Nel catino absidale da notare un affresco del 1579 che raffigura Cristo in Croce con ai lati San Michele che uccide il drago e Maria con le pie donne.
Il castello di Torre Ratti, soggetto in passato a numerosi rimaneggiamenti, ha oggi assunto l'aspetto di una dimora residenziale fortificata con tratti architettonici tardo-rinascimentali e barocchi. I due corpi che formano il complesso sono strutturati con seminterrati, un tempo adibiti a cucina, piani nobili ad uso abitativo e piani sottotetto destinati ad uso militare.
Bosco Marengo
Complesso monumentale di S. Croce
Appena salito al soglio pontificio nel 1566, Pio V promosse la costruzione nella sua terra natia di un convento domenicano dedicato a S. Croce e Ognissanti. Sorto a metà strada tra i nuclei urbani di Bosco e di Frugarolo, secondo le intenzioni del pontefice l'edificio doveva costituire il centro di una nuova città, inglobante i due borghi. La chiesa era inoltre destinata a fungere da sepolcro per il Papa. Progettata da Ignazio Danti, i lavori proseguirono sotto la direzione di Martino Longhi.
Il complesso si compone della chiesa, posta a levante, e degli edifici conventuali. La chiesa, a croce latina, di gusto tardorinascimentale, possiede dieci cappelle che fiancheggiano la navata. Nonostante le distruzioni e le spoliazioni subite nel corso dei secoli, il complesso ancora conserva pregevoli opere: "Giudizio Universale" di Giorgio Vasari, originariamente pala di un altare, smembrato nel 1710; "Adorazione dei Magi" sempre del Vasari; uno stupendo coro ligneo con stalli intagliati da Angelo Marini, raffiguranti parecchi santi; il mausoleo di Pio V, purtroppo deturpato dalla separazione dell'urna funeraria.
Il convento, soppresso da Napoleone, fu nel 1815 destinato ad accogliere un Campo di Veterani Francesi e successivamente adibito a vari usi: magazzino, ospedale oftalmico militare e infine trasformato in Casa per la Rieducazione dei Minorenni (riformatorio). Attualmente è sede del World Political Forum fondato nel 2002 da Mikhail Gorbaciov.
Cabella Ligure
Cabella Ligure è un comune della provincia di Alessandria, situato sull'Appennino Ligure, presso la confluenza del torrente Liassa nel Borbera. Palazzo Doria (già Spinola Pallavicino) domina il borgo con un'imponente pianta quadrangolare con contrafforti angolari sporgenti. Di origine medievale, fu totalmente rimaneggiato nel XVII secolo dalla famiglia Doria. Oggi è proprietà privata della comunità Sahaja Yoga, fondata da Shri Mataji Nirmala Devi. La chiesa di S. Lorenzo, fondata nel 1607, fu ricostruita e decorata nuovamente nel 1876 su impulso della famiglia Spinola. Del Castello di Cremonte, costruito nel X secolo dai vescovi di Tortona, non restano oggi che i resti del basamento di una grossa torre circolare.
Casale Monferrato
Casale Monferrato è una città del Piemonte, provincia di Alessandria. Sorge sul fiume Po in un'area pianeggiante ai piedi delle colline del Monferrato.
Casale è una città ricca d'arte e storia. La cattedrale di Sant'Evasio risale al XII secolo, seppur rimaneggiata nel XIX secolo. In stile romanico lombardo, presenta due campanili duecenteschi. L'interno, a cinque navate, ha volte a botte e a crociera, nonché un matroneo con logge a trifore e quadriforme. Di particolare interesse la cappella di S.Evasio, di Benedetto Alfieri, con l'effigie del santo, patrono della città.
Il castello dei Paleologi, imponente costruzione militare quattrocentesca, è a pianta esagonale con quattro torrioni angolari ed è cinto da fossato. La torre civica, in mattoni a pianta quadrata, alta 60 m., fu elevata nel 1510 con l'apposizione della torre campanaria, mentre la cupola è posteriore (epoca sabauda). Il centro ospita, inoltre, la Sinagoga ebraica, situata nel caratteristico ghetto ebraico e riconosciuta come una delle più belle d'Europa. Di particolare pregio le Tavole della Legge in legno dorato risalenti al secolo XVIII, numerosi Rimonim (terminali per rotoli della Legge) e Atarot (corone per i rotoli della Legge) sbalzati, cesellati o in filigrana d'argento.
Tra i palazzi del centro storico, meritano una menzione: il palazzo di Anna d'Alençon (XV secolo), dotato di colonne circolari di laterizio, con capitelli cubiformi, un porticato con archi a sesto acuto, tipicamente rinascimentali e decorazioni a stemmi e tavolette dipinte rappresentanti personaggi della famiglia paleologa; Palazzo San Giorgio, oggi sede dell'amministrazione comunale, ha una facciata ripartita in tre ordini con finestre contornate da stucchi. Il portale, formato da colonne binate, è sormontato da un balcone con balaustra in pietra; Palazzo Magnocavallo, dallo scalone che si avvita intorno a due colonne, risulta di particolare bellezza per l'effetto monumentale, nonostante sia stato ricavato in uno spazio ristretto.
I musei civici sono oggi ubicati nell'antico convento di Santa Croce, il cui chiostro è decorato con dipinti del Moncalvo. Il teatro municipale (1791 ma restaurato verso la fine XIX secolo) dispone di cinque ordini di palchi e loggione decorati con stucchi, dorature e velluti.
Casaleggio Boiro
Il castello fu costruito nel X secolo su di una impervia rocca e ampliato nel XII secolo. Fu scelto come set per rappresentare il castello dell'Innominato nello sceneggiato televisivo "I promessi sposi" (1967, per la regia di Sandro Bolchi).
Casalnoceto
Casalnoceto è un comune della provincia di Alessandria, non lontano da Tortona, al confine con la provincia di Pavia. La Chiesa di S. Rocco è ricavata da un torre del XIV secolo, residuo dell'antica cinta muraria. All'interno, merita una menzione la volta affrescata dall'artista genovese Lazzaro Tavarone. In località Rosano, la chiesa di S. Maria, risalente al XIII secolo, è quanto resta di un antico convento francescano. Rimaneggiata nel XVII secolo, conserva nella cripta le tombe di dodici esponenti della famiglia Spinola.
Cassano Spinola
Cassano Spinola è un comune della Provincia di Alessandria situato alla destra del basso corso dello Scrivia. La chiesa parrocchiale, fondata nell'alto medioevo con funzioni di pieve, fu riedificata nel XV secolo, con il rifacimento dell'abside e l'allungamento del corpo di fabbrica. Nel XVI secolo furono aggiunte due cappelle laterali, S. Giuseppe e SS. Rosario, quest'ultima occultata nel 1910 per l'allestimento della grotta di Lourdes. Risale al 1634 il fonte battesimale donato da G. Visconti e mentre le due pile in marmo bianco per l'acquasantiera furono donate dagli Spinola nel 1628. Il pavimento (1941) è in marmo rosso contenenti ammoniti fossili. Le vetrate furono poste nel 1945.
Palazza Millelire fu residenza dalla nobile famiglia degli Spinola, (XVI sec.), in seguito all'abbandono del castello per una residenza più signorile. Tipica dimora ligure, fu completamente modificato alla fine dell'800, con l'edificazione di un nuovo piano, e la trasformazione del tetto in terrazza; la facciata venne decorata a bugnato al pian terreno e con elementi neogotici (finestre ad edicola e motivi floreali) al piano nobile. I loggiati, chiusi da ampie vetrate colorate, vennero successivamente eliminati nel 1930.
Il palazzo della Guacciorna è collocato ai limiti del territorio di Cassano in direzione di Tortona. La cascina, dotata di una vasta estensione di terreno, fu degli Spinola e poi dei De Mari di Genova. Il complesso mantiene nell'impianto le sue linee architettoniche originarie sebbene le monofore ad arco acuto siano di ispirazine neogotica.
Cassine
Cassine è un comune della provincia di Alessandria, posto sulle colline alla sinistra del basso corso della Bormida. La chiesa di San Francesco, del XII secolo in stile gotico lombardo, ha una facciata in cotto, decorata con archetti pensili e un portone strombato. Si presenta con due campanili, uno coevo, l'altro del 1644. Palazzo Zoppi, del XIV secolo, nacque come casaforte, in seguito trasformata in palazzo residenziale. Conserva all'interno affreschi quattrocenteschi, mentre nel cortile è situata una cappella al cui interno sono conservati una pregevole tavola trecentesca di scuola piemontese.
Castellania
Castellania è un comune della Provincia di Alessandria, sulle colline alla destra del torrente Scrivia. In località Sant'Alosio, sorgono i resti, ben conservati di due torri medievali. Castellania è comunque famosa per avere dato i natali a Fausto Coppi. La casa del campione, aperta al pubblico, conserva materiale documentale iconografico, filmati, giornali, cimeli, curiosità. Presso il cimitero del paese, sorge il mausoleo del ciclista e del fratello Serse, meta ogni anno di migliaia di appassionati del ciclismo e non solo.
Castellazzo Bormida
Castellazzo Bormida (Castlas an Burmia in dialetto castellazzese) è un comune di 4.526 abitanti in provincia di Alessandria, nella pianura tra l'Orba e la Bormida.
Chiesa di Santa Maria della Corte
La chiesa di Santa Maria della Corte viene citata per la prima volta in un istrumento del 1005 che nomina la fondazione della chiesa "in curte regia Gamundii" (da cui il suffisso della Corte) da parte di Maria figlia del re longobardo Adalberto. Da subito la chiesa è parrocchiale. Nel 1443 la chiesa con annesso convento, costruito agli inizi del XV secolo, passa ai padri serviti. La chiesa viene più volte demolita e ricostruita. La prima chiesa è probabilmente ad aula unica e anche molto piccola. Nel 1494, al termine della messa dello Spirito Santo, si dà inizio alla solenne demolizione. La chiesa viene ricostruita a tre navate, probabilmente in stile tardogotico. La consacrazione avviene il 2 febbraio 1534, il giorno dopo la consacrazione di San Martino appena ingrandita. Inondata dalla Bormida nel 1647, e bruciata dai francesi nel 1651 della chiesa rimane solo il campanile e un crocefisso dichiarato miracolato da papa Benedetto XV. Tra il 1665 e il 1717 la chiesa è ricostruita secondo il vecchio progetto per sfruttare le fondamenta rimaste; i lavori sono affidati all'architetto alessandrino Guglielmo Trotti che però modifica l'aspetto interno. Nel 1802 il Maire napoleonico dichiara sciolta la comunità di Santa Maria e nel 1807 i padri seviti abbandonano il convento che ritornerà nelle mani del clero secolare nel 1817. Il convento viene diviso tra la parrocchia e il municipio. Nel 1894 vengono intrapresi i lavori di risanamento della pavimentazione e degli affreschi interni. La chiesa di Santa Maria della Corte è la prima parrocchia del paese e si può vantare del leone alato simbolo di Venezia, lasciato appunto dalla serenissima repubblica di Venezia.
Chiesa dei Santi Carlo ed Anna
La chiesa venne costruita per volontà testamentale di Maddalena Trotti e nel 1631 venne posata la prima pietra. Le guerre del periodo ritardano i lavori che vengono interrotti per mancanza da materiale e mano d'opera (nel frattempo il titolo di parrocchia è tenuto dal vicinissimo oratorio della Santissima Annunziata). Nel 1665 venne terminato il coro e nel 1714 venne consacrata. Nel 1892 su progetto dell'ingegnere Crescentino Caselli, venne rialzato il campanile. Al suo interno è conservata una statua lignea della Madonna del Carmine (detta dai castellazzesi della provvidenza) della bottega del Maragliano. La chiesa dei Santi Carlo ed Anna è la terza parrocchia del paese.
Chiesa di San Martino
Sicuramente è la chiesa più antica di Castellazzo, fondata sicuramente prima del 1000. Il primo documento che la cita è un atto redatto nel 1106 nella piazza attigua dove si trova anche l'indicazione di Gamondio libero comune.
La chiesa è parrocchiale da sempre, e trova una sua gemella costruita nella nuova città di Alessandria. Dal 1264 la chiesa è retta dai Padri Agostiniani. Durante i vari ampliamenti la facciata viene posta a meridione rispetto all'originale che era posta a levante. La chiesa è ingrandita nel XIV secolo inglobando parte della primordiale chiesa. Nel 1534 terminano i lavori spostando ulteriormente la facciata in avanti fino ad inglobare la torre che era Albo Pretorio. Il primo febbraio la chiesa viene consacrata da Leonardo di Vercelli, vescovo di Betlemme. La facciata viene completata nel 1561. Nel 1895 prende fuoco il campanile posteriore. Viene ricostruito sopralzandolo di 15 metri sulle strutture del precedente dall'architetto Giuseppe Boidi Trotti. Negli anni trenta la chiesa viene ristrutturata pre riportarla al suo stato iniziale, scrostando l'esterno che era colorato a rigoni orizzontali. La chiesa di San Martino è la seconda parrocchia del paese.
Chiesa di Santo Stefano
La chiesa di Santo Stefano "extra muros" ha un'origine certamente monastica per la sua lontananza dall'abitato di allora. La fondazione risale all'incirca alla metà dell' XI secolo dall'impronta romanica che l'edificio conserva: tre absidi (rimaneggiate nel corso dei secoli) e la cripta. Le absidi trovano le loro gemelle nell'abbazia di Santa Giustina a Sezzadio, dello stesso periodo, ma anche a Castellazzo si ha nella storia un'altra chiesa con tre absidi: San Giovanni del Mortuzzo o delle rane. L'antica Santo Stefano vede periodi di abbandono nel 500 e solo alla fine del secolo (1596-97) vengono iniziati i lavori di restauro che si protrarranno fini alla metà del 1600. La chiesa viene rialzata e la facciata completamente rifatta. La chiesa, oggi di proprietà del comune, ha subito dei restauri nel 1997-98 che hanno portato alla luce che le dimensioni in pianta dell'oratorio originale erano le stesse di quello giunto ai giorni nostri.
Chiesa della Santissima Trinità da Lungi
Fondata dai canonici Regolari di Santa Croce di Mortara, probabilmente intorno al 1130, la chiesa (priorato, ma anche parrocchia) viene citata per la prima volta nel 1134. Costruita sicuramente all'interno di un complesso monastico, del quale nell'ottocento se ne trovano ancora abbondanti tracce di ruderi, nel ciquecento è usata come pagliaio. Gli interventi del Ghilini nel 1731 ci hanno fatto giungere molte parti antiche della chiesa. Il Ghilini, fece rialzare i muri per permettere una copertura a volta. Nel 1836 con la restrutturazione della volta e la tinteggiatura delle pareti, l'edificio è riaperto al culto. Gli ultimi interventi sono delgli anni trenta del novecento da parte dell'architetto Mesturino della Soprintendenza delle Belle Arti di Torino, che fece riaprire le monofore dell'abside che erano state chiuse. Di importanza romanica rimangno oggi gran parte dell'abside, dei mjuri perimetrali e i capitelli, forse il maggior segno di arte a Castellazzo.
Santuario di Nostra Signora della Creta
La prima edificazione dell'edificio è dovuta al castellazzese Giovanni Viola a seguito dell'epidemia di peste. La cappella, di circa 100 m2, aveva un soffitto a cassettoni, un campanile e conteneva un quadro raffigurante la Beata Vergine del Santuario di Crea, vicino a Casale Monferrato. La cappella viene demolita, per incuranza, nel 1764 e il suo materiale utilizzato per la costruzione della sagrestia e del primo campanile di San Carlo. I castellazzesi continuano a considerare il luogo sacro perciò, prima viene posta una croce di legno e poi viene eretto un pilone con raffigurata l'immagine della Madonna (il quadro venne posto in San Carlo dopo la distruzione della cappella). Nel periodo 1802-1848 si ha la costruzione della cosiddetta "Rotonda" intorno al pilone e alla fine del XIX secolo si ha l'inizio della costruzione del Santuario vero e prorpio. Viene inaugurato nel 1905 mentre la facciata con i campanili è terminata nel 1924. Le opere sono state condotte dall'architetto Giuseppe Boidi Trotti, sulla base del progetto dell'architetto Caselli di Alessandria. La facciata è opera del geometra Girolamo Buscaglia. Nel 1947 Pio XII conferì alla "Madonnina" (chiamata così d tutti i castellazzesi) il titolo di Patrona dei Centauri, e da più di cinquant'anni si tiene la seconda domenica di luglio il motoraduno internazionale; in quell'occasione le porte della chiesa si aprono alle motociclette e il primo centauro di ogni nazione fa l'ingresso con la sua moto. Sui muri del corridoi che conduce alla Rotonda si trovano molti ex-voto dipinti a significare la grande devozione per Santa Maria della Creta.
Torre dell'orologio
La torre dell'orologio è la torre più antica rimasta a Castellazzo. Sorge sul perimetro delle antiche mura, sorte nel XI-XII. Il percorso delle prime mura è a forma ellittica e via General Moccagatta dove sorge la torre segue proprio il percorso delle antiche mura. La pianta della torre è a tre quarti di cerhio. La torre ha subito rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Curiosità: nel 1858 durante degli scavi nell'attuale via Gamondio (anch'essa sul percorso delle vecchie mura) furono messe in evidenza le fondazioni di un'analoga torre, certezza in più che il comune era circondato da mura con varie torri per la sicurezza.
Torrione della Gattara
Il torrione detto della Gattara dal nome del rione su cui sorge, è l'unico supersiste di un sistema difensivo, costituito da mura e torri, fatto erigere dal commissario Cotta, per volontà del duca di Milano Ludovico il Moro, tra il 1496 e il 1498. Le mura del quattrocento dette le mura nuove, formavano un pentagono intorno al comune; oggi il percorso delle mura è ancora visibile dagli spalti che ne ripercorrono fedelmente il percorso dividendo il centro storico dalla periferia. Il torrione è a pianta circolare, è collegato attraverso ad un sistema di camminamenti sotteranei che portano al Castello. Il torrione è stato in tempo recente un deposito di ghiaccio.
Castelletto d'Orba
Castelletto d'Orba è un comune della Provincia di Alessandria, situato su una zona collinare sul margine destro della piana alluvionale del fiume Orba. L'abitato è dominato dall'imponente castello, costruzione quadrangolare quattrocentesca, con numerosi elementi gotici, tra cui le colonnine e gli archi di marmo sormontate dai caratteristici "occhi di bue" e da una coronatura di merli ghibellini. Interessante è la chiesa di Sant'lnnocenzo nei pressi del cimitero comunale, che ancora oggi conserva la sua configurazione romanica e possiede un bell'interno decorato da affreschi (1300-1400). La Torre Buzzi fu costruita in stile tardo gotico, agli inizi del '900, nel luogo dove alcuni storici ipotizzano fosse situato il primo castello di origine obertenga.
Castelnuovo Scrivia
Castelnuovo Scrivia è un comune della Provincia di Alessandria, situato nella Pianura Padana, sulla destra del torrente Scrivia. La chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Pietro e Paolo, in stile romanico, risale al XII secolo, sebbene rimaneggiata nel XVI e nel XIX secolo. interessante il portale con leoni stilofori, lunetta e capitelli, eseguiti dal magister Albertus all'epoca di Federico Barbarossa (come attesta l'iscrizione stessa). L'interno, a tre navate, conserva un dipinto su tavole di Alessandro Berri, L'Ultima cena, un affresco del XV secolo rappresentante la Madonna della Misericordia, e quattro capitelli del 1100, residui della antica pieve. Tra le cappelle merita una menzione quella del SS. Sacramento (cappella lunga).
Il palazzo pretorio (castello dei Torriani e Bandello) ha un bel porticato ogivale, bifore e arengo. Al piano superiore alcune sale con affreschi dei secoli XV e XVI. Il castello è dominato da una torre merlata, alta 39 metri.
La chiesa di Sant'Ignazio (XVII secolo), ospita pregevoli opere tra cui: il Cristo deposto, a grandezza naturale, in legno rosa di Rodi; la statua lignea di Santa Caterina d'Alessandria; la tavola raffigurante Cristo fra santi attribuita a Gabriel da Castronovo. Palazzo Centurione, di impronta genovese, del XVII secolo, è oggi sede del museo civico. Della cinta muraria, abbattuta nel 1828, non resta oggi che un grande arco secentesco. All'interno del centro storico si trovano, tra l'altro, alcune case quattrocentesche e la casa natale di Matteo Bandello. Da segnalare inoltre l'antica Fraz. Ova impreziosita dall'omonima Villa Ova.
Cremolino
Domina il paese il castello, sorto all'inizio del Secolo XIV ad opera di Tommaso Malaspina che vi si trasferì lasciando la sua residenza di Molare. L'antico borgo è raccolto intorno al castello, all'interno della seconda cerchia di mura, fatta costruire nel Quattrocento sessanta da Isnardo Malaspina ed ancora pressoché intatta. Meta di pellegrinaggi è il santuario della Bruceta, sorto nel secolo IX. Prende il nome dal dipinto della Madonna su pietra in esso conservato, e miracolosamente scampato all'incendio che distrusse la cappella preesistente. Nel 1918, Papa Pio VII concesse per questa chiesa l'indulgenza plenaria.
Fabbrica Curone
L'antica pieve di Santa Maria Assunta è un edificio romanico, composto da una navata centrale con tetto a capanna e da due navate laterali con tetto a falda semplice. L'ingresso è impreziosito da un portale in pietra, sormontato da una lunetta contenente un fregio romanico. Il protiro che movimenta la facciata è un'aggiunta recente (XIX secolo). In frazione Lunassi è stato recentemente istituito un Museo della civiltà contadina, in cui sono raccolti strumenti, attrezzi, macchinari, documenti ed oggetti che dimostrano al visitatore la lotta per la sopravvivenza di una popolazione attaccata ad una terra poco fertile.
Francavilla Bisio
Francavilla Bisio (AL) è un comune situato sulla riva destra del torrente Lemme, nel suo sbocco in pianura. L'abitato è dominato da un imponente castello, costruito intorno a un torrione già presente nel X secolo, ma oggetto di successivi ampliamenti; l'aspetto attuale, seppur medievale, è frutto di rimaneggiamenti ottocenteschi. La chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie (1950) ha una facciata in mattoni rossi che riprende il motivo del castello. Fuori dell'abitato la villa de conti di Bisio.
Fubine
Fubine è un comune di 1.681 abitanti della provincia di Alessandria. Fino al secondo dopoguerra articolato solo sulle prime colline del Monferrato casalese, quindi allargatosi anche a valle, l'abitato di Fubine si dispone intorno ad un'altura, al culmine della quale è collocata la Chiesa Parrocchiale eretta tra il 1490 e il 1512, successivamente modificata fino ai rifacimenti in stile neogotico del secondo Ottocento. Particolare la Via Crucis con i quadri del pittore Gaidano. Il campanile ottocentesco domina con i suoi 56 metri di altezza il panorama circostante di Fubine. Nella piazza della Chiesa dietro al monumento ai Caduti sia della prima che della seconda guerra mondiale, sorgono il Palazzo Comunale e la Casa Pane, bella dimora settecentesca. Proseguendo lungo la Via Michele Pavaranza, accanto a un maestoso muro medioevale a cui si aggrappano ciuffi rigogliosi di capperi, si giunge al Castello (con ampio parco) dei Conti Cacherano di Bricherasio, antichi signori del luogo, un Castello che ristrutturato ospita oggi una Casa di riposo per anziani. Della famiglia dei Conti Cacherano di Bricherasio è degno di visita il monumento sepolcrale, di Leonardo Bistolfi , nella chiesetta dei Cappuccini.
Gavi
Gavi (Gäi in lingua ligure) è un comune della provincia di Alessandria situato sulla destra del torrente Lemme alla confluenza con il Rio Neirone.
Il borgo antico è dominato dall'imponente Forte, costruito inglobando il castello esistente, su progetto del frate Gaspare Maculano detto Fra Fiorenzuola, in collaborazione con l'architetto genovese Bartolomeo Bianco che lo dotarono di sei inespugnabili bastioni: di Santa Maria, di San Giovanni Evangelista, di Mezzaluna, di San Bernardo, di San Tommaso (o di Passaparola) e di Sant'Antonio (o dello Stendardo), uniti fra di loro da robuste cortine munite di cannoniere. Risalgono al 1673, le fortificazioni sul colle accanto (Ridotta di Monte Moro).
La chiesa di San Giacomo Maggiore, parrocchiale, è in stile romanico, costruita con pietre di arenaria tratte da una cava nei pressi del forte. È stata rimaneggiata nel '600 e nel '700 ed è sovrastata da un tiburio che funge da campanile. L'impianto è di tipo basilicale a tre navate, con la centrale elevata sulle altre, ripartite internamente da colonne. La facciata è ornata da una serie di archetti ciechi, ed è movimentata al centro da un imponente portale strombato, sormontato da un rosone e da una bifora. Nella lunetta dell'architrave è rappresentata l'Ultima Cena.
Sulla sinistra della chiesa, sorge il palazzo municipale, antico edificio di cui sono state riportate alla luce le arcate medievali a sesto acuto. Un tempo cinto da mura, oggi smantellate, tranne alcuni tratti che scendono dal forte, dell'antico sistema difensivo non resta oggi che il Portino, unica porta superstite di quelle che permettevano l'ingresso nel borgo.
Il convento francescano di Valle (N.S. delle Grazie), situato fuori porta, costruito nel XVIII secolo su un presistente ospizio per i pellegrini dedicato a S. Bernardino, conserva la statua del santo e un dipinto della Vergine risalenti al XV secolo, un gruppo ligneo rappresentante L'estasi di S. Francesco e una statua marmorea di S. Bovo del 1702. Da vedere la sacrestia con mobili settecenteschi e il chiostro con logge al primo piano.
Il Santuario di N. Signora della Guardia, a croce greca, fu costruito dalla popolazione del luogo nel 1861, su un altura che domina la zona. Conserva al suo interno la bella statua lignea di N.S. della Guardia, costruita nel 1746, ex voto di un gaviese, Giacomo Bertelli, che aveva avuto l'abitazione miracolosamente risparmiata dai bombardamenti, durante l'assedio austro-piemontese.
Grondona
Dell'antico castello, distrutto da una frana nel 1934, non resta che il mastio. La chiesa dell'Assunta, (XII secolo), a tre navate, ha un campanile originario decorato con tre file di archetti pensili.
Lerma
Lerma è un comune della Provincia di Alessandria, su un colle dell'Alto Monferrato che domina la valle del torrente Piota. Il castello, riedificato dagli Spinola nel 1499, è posto in posizione pittoresca su uno strapiombo sul torrente Piota. Attorno alle mura del castello si sviluppa il ricetto: un borgo murato a cui si accede attraverso un arco. Era munito di due accessi, uniti dalla via principale da cui si diramano a pettine le vie che delimitano i vari isolati.
La parrocchiale di Lerma, è stata costruita trasformando in abside una torre preesistente. Nel 1975 casualmente vi fu scoperto un affresco di scuola genovese del 1608, il Battesimo di Gesù da parte del Battista raffigurante anche i committenti, Agostino e Cecilia Spinola, feudatari del luogo.
La pieve in pietra, conserva nel suo interno a navata unica con soffitto a capriate lignee splendide pitture del XV secolo, in particolare, nel catino absidale, il Cristo Pantocratore, raffigurato racchiuso in una mandorla, origine di vita, circondato dai simboli dei quattro Evangelisti.
Il Museo storico dell'Oro italiano contiene attrezzi per la raccolta dell'oro, materiale documentario sulle zone aurifere della Val d'Orba, sui giacimenti auriferi primari nelle Alpi e in Italia e i depositi alluvionali in Val Padana.
Melazzo
Melazzo è un comune della (AL) situato nella valle dell'Erro, in prossimità della confluenza con il fiume Bormida. Il castello, risalente nella struttura originaria al XI secolo, conserva ancora oggi poderose mura merlate. All'interno, una lapide ricorda una leggenda secondo cui qui vi passò gli ultimi anni della sua vita Edoardo II Plantageneto, re di Inghilterra. La chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo (XVIII sec.) contiene decorazioni in stile barocco piemontese. Nei pressi del paese sorge Villa al Quartino (fine del Seicento, inizi del Seicento) costruita dalla famiglia Scati, cui appartenne Costanza Scati, dama di compagnia della regina Maria Adelaide. Sulla rocca di Montecrescente sorge un fortificazione a quattro torri, nota con il nome di Tinozza, per la forma che ricorda un tino capovolto. Eretta nel XIV secolo, sorvegliava lo sbocco delle valli della Bormida e dell'Erro.
Montechiaro d'Acqui
Montechiaro d'Acqui è un comune di 582 abitanti della provincia di Alessandria suddiviso nettamente in due parti: la frazione Piana a fondovalle, attraversata dalla provinciale Alessandria-Savona che è anche la zona più popolata e ricca di negozi ed attività produttive ed il borgo storico di Montechiaro Alto, sede del comune, arroccato su una collina sede di un antico castello abbattuto nel XVII secolo dagli Spagnoli, è ancora oggi molto suggestivo per le vie in acciottolato, le antiche costruzioni, le scalinate in arenaria e le bellissime viste sulle valli. Nel borgo antico è possibile vedere anche l'antica osteria, alcuni ricordi del pittore Peluzzi mentre nella chiesa Parrocchiale di San Giorgio sono custoditi un pulpito ligneo intagliato e una Madonna settecentesca della scuola del Maragliano. L'antica chiesetta del XVI sec. dei Battuti è ora adibita a piccolo Museo Contadino, che raccoglie reperti, oggetti e attrezzature della civiltà rurale.
Isolato sotto il Bricco delle Forche si trova il Santuario della Madonna della Carpeneta, costruzione settecentesca, costruito attorno ad un pilone cinquecentesco di cui esiste un affresco raffigurante la Madonna della Misericordia.
Montegioco
Il comune è composto da vari centri sui versanti che discendono verso i torrenti Grue e Curone. Il capoluogo è situato su uno sperone collinare, dominato dall'altura su cui sorgono i resti di un castello (XI – XII secolo). Tra i principali luoghi di interesse, la parrocchiale di San Giovanni, la Cappella di Scrimignano (documentata già nel 1459) e l'oratorio di San Giuseppe in località Reguardia.
Mornese
Mornese è un comune della Provincia di Alessandria, nelle estreme propaggini collinari dell'Alto Monferrato, in prossimità dell'Appennino Ligure. I principali luoghi di interesse di mornese sono: la chiesa parrocchiale, iniziata nel 1590, inizialmente dedicata a San Nicola da Tolentino e successivamente a San Silvestro (nel sotterraneo della chiesa è allestito un presepe permanente); il castello dei Doria, risalente al XIV secolo e la chiesa di San Rocco (XVI sec.).
Il paese è fortemente legato ai luoghi di Santa Maria Domenica Mazzarello, fondatrice con San Giovanni Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che qui nacque nell'omonima frazione. Tra gli altri: la casa natia; la cascina Valponasca, dove la Santa visse l'infanzia e l'adolescenza, oggi ristrutturata in modo da conservare l'aspetto originario e adibita a luogo di riflessione e di preghiera; il collegio, sede originaria dell Figlie di Maria Ausiliatrice, costruito nel 1846, dagli stessi mornesini; l'imponente tempio, voluto dalle stesse Figlie di Maria e costruito con l'aiuto delle ex-allieve di 57 nazioni, consacrato nel 1972, in occasione del centenario della fondazione dell'istituto.
Novi Ligure
Centro di villeggiatura delle ricche famiglie genovesi nel XVII e XVIII secolo, il centro storico della città si caratterizza per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, molti dei quali dalla facciata dipinta. Da notare Palazzo Negroni, con decorazioni del XVIII secolo, con due meridiane, una della quali basata sul calendario rivoluzionario francese. Palazzo Durazzo conserva sul lato del cortile notevoli tracce della decorazione originaria seicentesca. La pieve di S. Maria è il più antico edificio religioso della città (XII sec.). Situata in posizione decentrata, sulla strada per Cassano, ha pianta a tre navata e absidi originali. All'interno, un affresco datato 1474, dipinto da Manfredino Boxilio, raffigura l'allora signora di Novi, Oriana di Campofregoso e alcuni santi (Sant'Anna, San Giovanni e Santa Margherita). Nell'oratorio di S. Maria Maddalena si conserva un imponente Calvario composto da 21 statue lignee e da due cavalli a grandezza naturale, opera di intagliatore ignoto nonché un Compianto sul Cristo costituito da 8 figure in terracotta, entrambi risalenti alla seconda metà del Cinquecento. Novi conserva ancora un breve tratto delle mura cittadine, erette nel 1447, demolite nel XIX secolo e la torre alta ben 30 metri (visitabile) del castello, smantellato già nel XVIII secolo. In estate è possibile visitare anche i sotterranei.
Nel 2003 è stato inaugurato il Museo dei campionissimi (dal soprannome con cui venivano chiamati i due grandi ciclisti di origine novese, Costante Girardengo e Fausto Coppi, quest'ultimo in realtà nato a Castellania). Si tratta di una vasta esposizione di 3.000 mq dedicata alla storia della bicicletta, del ciclismo agonistico e alle figure dei due campioni novesi. La struttura ospita anche importanti manifestazini fieristiche periodiche (in particolare Dolci terre di Novi, rassegna annuale enogastronomica e di promozione dei prodotti locali nel mese di dicembre e Mastro Artigiano, esposizione dell'artigianato di eccellenza piemontese, in primavera) e mostre temporanee.
Ovada
Ovada (Oâ in lingua ligure) è un comune della Provincia di Alessandria situato Oltregiogo, alla confluenza dello Stura nell'Orba.Vi nacque Paolo Daneo, proclamato santo e noto come San Paolo della Croce.
L'antica Chiesa di Santa Maria delle Grazie la cui facciata risale al XVIII secolo, è tuttavi un edificio cristiano dalle origini remote, probabilmente un Battistero, come ne farrebbe supporre la forma circolare. Di fronte, sorge il palazzo Spinola (seconda metà sec.XVII). La casa natale di S. Paolo della croce, fu dichiarata monumento nazionale nel 1918.
La Chiesa della Confraternita della SS. Annunziata (XIV secolo), contiene tele di Luca Cambiaso, del Brea e dello Schiena, nonché un Gruppo Ligneo della Madonna del Carmine e uno dell'Annunciazione opera del Maragliano. L'antica parrocchiale possiende un'abside romanica con successivi ampliamenti ad essa e collegata la torre civica del 1300. Dopo il trasferimento della parrocchia, due navate furono trasformate nella Loggia di S. Sebastiano, mentre la terza navata fu utilizzata per accedere all'Oratorio di San Giovanni Battista e della SS. Trinità. L'oratorio contiene al suo interno affreschi del Canepa da Voltri e il gruppo ligneo della Decollazione di S. Giovanni Battista ancora del Maragliano.
La chiesa dell'Assunta, seicentesca, domina l'intera città con i due alti campanili e la cupola. Al suo interno si può ammirare l'altare maggiore in marmo, realizzato su disegno dell'Antonelli e il grande organo. Fuori del centro storico sorgono il bel parco di Villa Gabrieli, il Castello di Lercaro e l'ex Ospedale Civile costruito su progetto dell'Antonelli.
Santuario di S.Paolo della Croce è stato edificato nel luogo dove per molti decenni si ergeva una piccola chiesa prefabbricata, dedicata a San Paolo della Croce e voluta dalla comunità di una nuova zona della città che si era andata nel tempo espandendo con la costruzione di nuove abitazioni. Grazie alla donazione di alcuni terreni da parte di famiglie della zona, nel 1984 è stata posta la prima pietra e la costruzione è stata terminata quattro anni dopo.
Pozzol Groppo
Il Castello Malaspina, potente e nobile famiglia feudataria e signora per secoli delle terre di Pozzol Groppo, fu costruito sul luogo dove sorgeva una torre di avvistamento d'epoca romana. L'imponente costruzione conserva al suo interno un bel cortiletto con pozzo medioevale e sontuose sale con camini, soffitti lignei e la decorazione ad affresco, mantenendo vivo il prestigio di un passato illustre. La parrocchiale, dedicata a San Lorenzo, è documentata per la prima volta nel XVI secolo.
Pozzolo Formigaro
Il castello, oggi sede municipale, è composto da una struttura più antica (XV secolo), che conserva la porta carraia con postierla e in cui sono ancora visibili le scanalature del ponte levatoio e da una struttura seicentesca. All'interno, nella sala consiliare, affreschi proveniente dalla chiesa della Ghiare e una madonna lignea del XV secolo.
Colpiscono di questo comune le antiche case in terra battuta modellata con un impasto di rossa gleba locale, sopravvissute allo sviluppo edilizio moderno. Un castello dall’architettura quattrocentesca, ma con una parte di struttura seicentesca, è il simbolo del paese, nonché sede del Palazzo municipale.
Rocca Grimalda
Rocca Grimalda (dial. "Ra Roca") è un comune della Provincia di Alessandria situato nell'Alto Monferrato, su uno sperone roccioso alla sinistra del fiume Orba.
Rocca Grimalda si presenta oggi come un borgo di impianto medioevale eccezionalmente ben conservato: il centro abitato si articola seguendo la conformazione dello sperone roccioso la cui funzione difensiva è testimoniata da alcuni toponimi come "via dei Bastioni", "la Torricella" e "la Porta", in prossimità del castello, rimasta ancor'oggi l'unico accesso all'abitato.
Il Castello, in origine costruzione militare risalente al XIII secolo, venne trasformato in abitazione signorile nel XVIII secolo dopo aggiunte anche nei periodi precedenti, con ali rinascimentali e barocche, insieme ad un pregevole giardino panoramico sulla valle sottostante. Si caratterizza per una torre circolare a cinque piani con scala elicoidale ricavata nello spessore delle mura che un tempo ospitava le prigioni: i muri interni ancora riportano le scritte e i disegni eseguiti da alcuni prigionieri del XVII e XVIII secolo.
La chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, di origine romanica, ma ampliata e rimaneggiata in seguito, conserva l'antica facciata inglobata nel muro perimetrale destro, con una serie di archi in pietra grigia e parte del basamento originale del campanile. Al suo interno le tre navate affrescate sono adornate da quadri sulla vita di san Giovanni Battista, originario patrono della comunità. Il culto di san Giacomo Maggiore, molto diffuso nei paesi limitrofi, si ricollega al passaggio nel comune di uno degli antichi tracciati utilizzati dai pellegrini per raggiungere il santuario di Santiago di Compostela, ove sono ancora oggi conservate le spoglie del santo.
L'oratorio della Madonna delle Grazie, sede dell'omonima confraternita, conserva al suo interno numerose opere di devozione popolare nonché una pregevole statua processionale del Settecento della scuola del Maragliano mentre all'interno dell'oratorio della Santissima Trinità e di San Giovanni si posso ammirare i pregevoli affreschi della volta e un'altra statua processionale di più modesta fattura. La "Confraternità della Santissima Trinità" conserva inoltre archivi di spesa risalenti ai primi del Seicento che raccolgono un importante pezzo della storia del paese.
Sparse per la campagna ci sono numerose edicole votive oltre alla chiesa campestre dedicata a San Rocco del XVI secolo, e a quella di San Giacomo nell'omonima frazione.
La Chiesa di Santa Limbania in Castelvero, intitolata alla Madonna Assunta conserva pregevoli affreschi del XVI secolo nell'abside mentre la struttura attuale è frutto di ulteriori rimaneggiamenti che ne fecero una sorta di santuario per i mulattieri; essi trasportavano le merci attraverso l'Appennino Ligure e affidavano le loro sorti alla santa iniziando il loro viaggio presso la chiesina di Santa Limbania a Genova Voltri in Borgo Cerusa, e terminandolo a Rocca Grimalda: oggi tale percorso viene riscoperto a scopo turistico ogni estate mediante un pellegrinaggio enogastronomico, oltre che religioso. La statua lignea di Santa Limbania, veniva un tempo intagliata dalle madri del paese allo scopo di ricavarne schegge da mandare ai propri figli in guerra, pratica che dimostra la devozione popolare per questa santa cipriota.
Sale
La chiesa di S. Maria e S. Siro, di antica origine, è menzionata per la prima volta nel 1165. Notevolmente modificata tra il XIV e il XV secolo, deve a questo periodo le decorazioni in cotto dei tré portali in stile gotico tipico del novarese-lomellino. La facciata fu rimaneggiata agli inizi del XVIII secolo. All'interno affreschi di artisti lombardi del XV secolo, alcuni dei quali di recente scoperta.
San Cristoforo
Il castello degli Spinola è costituito da un complesso di edifici circondati da mura, in cui è compresa la chiesa parrocchiale. Il castello vero e proprio è un quadrilatero circondato da un fossato, costruito intorno all'antica torre del Gazzolo. A ovest del castello, la casa lunga, edificio del XV secolo, è oggi utilizzato come edificio di rappresentanza del comune mentre a est si trova la foresteria, un tempo collegata tramite un passaggio alla cappella oggi chiesa parrocchiale. Questa dedicata a S.Cristoforo martire, originaria del XV secolo, ma rimaneggiata e ampliata nell'800, conserva tre statue lignee dedicate a Nostra Signora del Carmelo, a San Cristoforo e alla Madonna del S. Rosario.
San Salvatore Monferrato
Al XV secolo appartiene la Torre (24 m.) che domina la città. Venne creata da Teodoro II del Monferrato, appartenente alla famiglia imperiale di Bisanzio, che in quel periodo governava il Monferrato.
Le chiese di San Martino e San Siro risalgono entrambe al XVI secolo e conservano interessanti dipinti dell'epoca. Non distante dal centro abitato è il Santuario della Madonna del Pozzo, risalente al XVIII secolo ed eretto in ricordo di un salvataggio miracoloso di un soldato che era caduto in un pozzo.
San Sebastiano Curone
La chiesa parrocchiale (1670) conserva una tela attribuita alla scuola dei pittore genovese Domenico Fiasella. Borgo medievale caratterizzato da strette viuzze è dominato dal castello Giani edificio in forme medievali ma ristrutturato negli anni '30 da Ulderico Giani. Il comune ha sede in una palazzina in stile liberty donata da un privato negli anni '30. Interessanti anche i due oratori, detti rispettivamente dei rossi e dei bianchi con facciate in stile barocco.
Sezzadio
Sezzadio è un comune della provincia di Alessandria, nella pianura alessandrina, alla destra del fiume Bormida, sul torrente Stanavazzo. L'abbazia di Santa Giustina, fu fondata nel 722 per volontà del re Longobardo Liutprando. Ampliata nel 1033, dal marchese di Sezzadio, Oberto, raggiunse il massimo splendore tra il XII e XIII secolo, rimanendo in possesso dei benedettini fino al 1474. La chiesa, dalla struttura romanica con elementi gotici, ha un'imponente facciata in cotto suddivisa da lesene e coronata da archetti pensili. L'interno è a tre navate concluse da absidi innestate direttamente sul transetto con volte a crociera del XV secolo. Interessanti gli affreschi del XIV e XV secolo dell'abside e della volta e il mosaico pavimentale dell'XI secolo della cripta.
Silvano d'Orba
L'abitato è dominato dal castello Adorno (1492), costruzione dall'aspetto militare medievale, con quattro torri massicce a pianta quadrata e coronamento di merlature sporgenti, ancora oggi di proprietà privata (famiglia Belimbau). Poco lontano i ruderi di un torrione è tutto ciò che resta di un altro castello distrutto nel 1446, ma già citato in documenti del 1182 e appartenuto ai marchesi del Bosco e poi agli alessandrini.
La chiesa di S. Pietro (ai piedi del castello) originaria del XV secolo, ma rimaneggiata nel XVII, divenne chiesa parrocchiale per volontà degli stessi Adorno; notevoli l'altare maggiore e la balaustra del presbiterio in marmo fine a vari colori e la cappella di S. Giuseppe, con la statua del santo in stucco.
Non lontano dall'Orba, su un terrazzamento fluviale sorgono i Torrazzi, ruderi di due torri, probabili resti di un sistema fortificato più ampio esteso sull'area dell'attuale cimitero.
Silvano d'Orba è altresì ricordato per le due importanti quanto vecchie distillerie, le quali producono grappa con il "metodo discontinuo dell'alambicco a bagnomaria alla piemontese". Ed è per questo motivo che, grazie all'istituzione della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) per la grappa da parte dell'Amministrazione Comunale, nel novembre 2004, si è arrivati a Silvano d'Orba, Borgo della Grappa.
Tagliolo Monferrato
Il castello di Tagliolo è uno dei meglio conservati dell'Alto Monferrato. Si caratterizza per una torre di forma quadrata, che costituisce la parte più antica, risalente al X secolo, che era utilizzata per avvistare le invasioni saracene. All'interno sono visitabili le cantine del Castello, in cui vengono ancora prodotti e conservati ottimi vini.
Tortona
Scarsi i resti del suo passato di fiorente città romana: sul colle del castello (colle Savo) si trovano resti di mura, databili al I sec. a.C.; un'enorme costruzione a pianta quadrata (m.8.90 x 8.70), databile al I sec. a. C, oggi inglobata nella Chiesa di S. Matteo, viene tradizionalmente identificata come il mausoleo di Maggioriano, imperatore assassinato nel 461; resti di sepolcri romani turriformi sono stati rinvenuti nei dintorni della città negli anni '70, mentre di più recente scoperta sono i resti di un ponte.
Palazzo Guidobono, risalente al XV secolo, ma rimaneggiato e parzialmente ricostruito nel 1939 con una facciata in stile gotico è oggi sede delle raccolte civiche. Il palazzo è situato lungo la Via Emilia, in una piazzetta dominata da una torre ricostruita nel 1939. La chiesa di S. Maria Canale è la più antica della città (XI-XII sec.). Restaurata nel 1853 con l'aggiunta della facciata a capanna, conserva tracce di affreschi rinascimentali, sebbene l'interno sia stato nuovamente decorato da Rodolfo Gambini (1918). Il duomo edificato nella seconda metà del XVI secolo su una chiesa preesistente presenta una facciata di ispirazione neoclassica (1880-85). All'interno, opere di artisti quali Gian Mauro della Rovere detto il Fiammenghino, Aurelio Luini, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Camillo Procaccini e Giuseppe Vermiglio. Conservate nel duomo sono anche le reliquie di S. Marziano, santo che, nella tradizione locale, avrebbe cristianizzato la città. Il palazzo vescovile, edificato per volere del vescovo Cesare Gambara nel 1584, presenta un bel portale in marmo bresciano. All'interno è conservato un trittico con Madonna con Bambino, santi Giovanni Battista e S. Bernardo di Macrino d'Alba (1499) e una tela avente per soggetto la Madonna col Bambino e sante Margherita ed Anna (1610) di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
Risale al 1838 il teatro Civico, su progetto di Pietro Pernigotti, costruito in pochi anni: i lavori cominciarono infatti nel 1836. L'interno, decorato da fregi e stucchi, è a tre ordini di palchi più il loggione.
La Basilica della Madonna della Guardia sorge alla periferia della città, nel quartiere S. Bernardino. Voluta da Don Orione ed edificato nel 1931, conserva le spoglie mortali del Santo di recente proclamazione. L'edificio è dotata di una elevata torre su cui poggia una gigantesca statua in bronzo (14 m) della Madonna col Bambino collocata nel 1959.
Viguzzolo
La pieve di S. Maria è il monumento più importante di Viguzzolo. Costruzione romanica semplice, a tre navate, con tre absidi semicircolari e tetto a doppio spiovente. La facciata, decorata da archetti pensili divisi irregolarmente da lesene, presenta una porta ad arco a tutto sesto, e un occhio circolare, probabilmente costruito, come il piccolo campanile a vela, in epoca successiva. All'interno le navate sono divise in quattro campate di pilastri di forma quadrangolare con semicolonne addossate e contrapposte. Nella navata di destra si apre l'accesso alla cripta costituita da tré piccole navate scandite da colonnine e capitellini di pietra che reggono volte a crociera.
Volpedo
Volpedo è un comune della Provincia di Alessandria sulle estreme propaggini collinari allo sbocco in pianura del torrente Curone. Vi nacque Giuseppe Pellizza da Volpedo. Principale monumento del paese è la pieve romanica, già citata in documenti del X secolo, rimaneggiata nel XV secolo. All'interno si trovano affreschi, alcuni anche pregevoli, attribuiti alla scuola dei tortonesi fratelli Basilio (XV - inizio XVI sec.), scuola attiva anche presso il Duomo di Milano. All'estremità del paese, verso il cimitero, si trova lo studio-museo del pittore Pellizza. In esso sono conservati alcuni cimeli e alcune opere minori.
Voltaggio
Voltaggio (Ottaggio in lingua ligure) è un comune della provincia di Alessandria situato sull'Appennino Ligure, sulla sinistra del Lemme. Conserva un bel ponte medievale sul torrente Lemme. Tra i principali edifici storici troviamo: Palazzo Grimaldi, antica sede degli esattori delle imposte; Palazzo Galliera con decorazioni trompe-l'oeil; Casa Scorza (XVI secolo). La parrocchiale dell'Assunta conserva tele di Sinibaldo Scorza, pittore locale e una statua lignea del Maragliano. Il convento dei Padri Cappuccini, ospita un'interessante pinacoteca con opere a carattere religioso tra il XVI e il XVIII secolo da artisti di scuola genovese e lombarda, quali Luca Cambiaso, Bernardo Strozzi, Lazzaro Tavarone, Domenico Fiasella e Gioacchino Assereto.
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La provincia di Alessandria promuove una serie di percorsi di interesse turistico. Tali percorsi puntano sul patrimonio artistico e sulle particolarità enogastronomiche delle varie località della provincia. Il Monferrato Casalese, ricco di monumenti e castelli, offre anche una gastronomia tipica, nonché il piacere delle degustazioni di vini schietti o raffinati. Ricca la presenza nel territorio di edifici della fede di notevole valore artistico: dalla Trinità da Lungi a Castellazzo Bormida al complesso di Santa Croce a Bosco Marengo, dall'Abbazia di Santa Giustina a Sezzadio al Sacro Monte di Crea, presso Serralunga di Crea, ora dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Fabbrica Curone
La frazione di Caldirola (1.110 m s.l.m.) è una nota stazione sciistica dotata di impianti di risalita. Altra frazione è Salogni (1.000 m s.l.m.) presso cui scorre il Rio Maestro. Da Salogni sono raggiungibili tramite strada asfaltata e sentieri i monti Chiappo (1699 mt s.l.m.) ed Ebro (1701 mt. s.l.m).
Lachera di Rocca Grimalda
La Lachera di Rocca Grimalda è un rito carnevalesco che si svolge nel comune di Rocca Grimalda. La danza ancestrale della Lachera viene riproposta ogni anno durante il carnevale con i suoi significati di rito fondante della comunità e propiziatorio per la stagione primaverile e si pone di diritto tra i carnevali più importanti d'Europa.
Tale tradizione è stata valorizzata mediante la costituzione di un Museo della Maschera che promuove scambi e convegni in collaborazione con strutture analoghe in tutto il resto del mondo. La Lachera viene rappresentata ogni anno nel periodo carnevalesco nella sua forma più completa, con una questua nelle campagne che dura 5 giorni di danze e musiche ininterrotti, fino a giungere nel borgo ove assume le sue caratteristiche più spettacolari. La manifestazione è stata spesso esportata in altre regioni e paesi europei come Belgio, Austria, Francia, Germania.
I personaggi sono molteplici, e hanno ruoli ben precisi tramandati dagli anziani della comunità. I costumi rispecchiano tutti i periodi storici che la Lachera ha attraversato: damerini settecenteschi, spadaccini del seicenteschi, personaggi della Commedia dell'Arte più popolare e altri ancora.
La Lachera nasce probabilmente come rito primaverile e agreste pagano, ma nei secoli il suo dimenticato significato originario è stato associato a numerose leggende che hanno accompagnato e ormai intriso il rito stesso. Secondo la tradizione le origini del rito risalgono ad una una coppia coraggiosa di sposi, che durante il medioevo si ribellarono ad un tiranno che pretendeva di esercitare lo ius primae noctis; il feudatario mandò i suoi sgherri per reprimere la rivolta ma i soldati passarono presto dalla parte della popolazione locale che tutta partecipò alla ribellione, sfilando orgogliosamente per le strade del paese in segno di sfida.
Il corteo è coloratissimo e composto da mulattieri, campagnole ma anche altri personaggi simili agli arlecchini, i Trapulin e insieme un personaggio diabolico, il Bebè, in parte uomo, in parte donna e in parte capra, che ancora oggi si diverte a scherzare, a infastidire, a tentare il pubblico con le sue proposte ammiccanti. I Trapulin sono invece gli unici personaggi della rappresentazione ad avere i baffi, simbolo di prestigio e autorevolezza, e si fanno garanti come custodi della tradizione, schioccando a ritmo di musica le loro fruste infiorate. Il feudatario (Uomo nero), lo sconfitto, l'inverno segue il corteo, che è pieno di colori e di movimento, e talvolta cerca di rientrare sulla scena ma viene energicamente scacciato...e la festa ricomincia.
Serravalle Scrivia
Nei pressi sorgono i resti di Libarna, antica città romana. Nel nuovo centro polifunzionale di Villa Caffarena, dove ha sede anche la biblioteca civica, è possibile visitare una piccola ma significativa esposizione di reperti archeologici provenienti degli scavi della città romana.
L'ENOGASTRONOMIA IN AGRITURISMO PROVINCIA DI ALESSANDRIA
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PIATTI E PRODOTTI TIPICI IN AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA
Formaggetta - È un formaggio di latte di capra, morbido, più o meno stagionato.
Filetto baciato - È un salume che si ottiene insaccando carne macinata di maiale attorno ad un filetto di maiale precedentemente conservato in salamoia. Questo salume ha una stagionatura di circa due mesi. Viene servito come antipasto.
Funghi - Funghi porcini, galletti, ovuli, chiodini, mazze di tamburo.
Tartufo
Amaretti - Sono dolci piccoli e tondi fatti con mandorle dolci e amare, zucchero e albume d'uovo.
Barbabietola rossa: detta in castellazzese biarava
Scorzonera: radice consumata prevalentemente in Liguria
Zucca
Giacometta: cioccalata spalmabile brevettata dal pasticcere castellazzese Giacomo Boidi, uno dei cioccolatai più famosi d'Europa.
Vini:
Dolcetto - È un vino da tavola rosso.
Barbera - È un vino da tavola rosso.
Brachetto DOCG - È un vino da dessert rosso frizzante.
Moscato DOCG - È un vino da dessert bianco frizzante.
Moscato passito DOCG - È un vino da dessert bianco frizzante.
IL FOLKLORE E L'AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA
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Alessandria:
- Rievocazione Storica della Battaglia di Marengo
Rievocazione della famosa Battaglia di Marengo vinta da Napoleone a Spinetta il 14 giugno del 1800. Battaglioni di austriaci, francesi e italiani, provenienti da tutta Europa, tornano a fronteggiarsi in uno scontro che sembra sospeso nel tempo. Manifestazioni, incontri e mostre trovano spazio in città e al Castello di Marengo. Periodo: prima metà di giugno. - Fraskettando SkaBluesJazz Festival
È l'appuntamento musicale dell'estate organizzato dal Circolo ARCI "Paolo Rossi" e il Circolo culturale "Il Ghilino", due associazioni che da alcuni anni si occupano di promozione culturale ed organizzazione di eventi e manifestazioni. Nel 1999 venne proposta la prima edizione di "Fraskettando", evento musicale nato per rivitalizzare i sobborghi della Fraschetta e per dare l’opportunità alle giovani band emergenti di esibirsi su un palcoscenico; ebbe un discreto successo e venne riproposto l’anno successivo. Accantonato per alcuni anni per motivi organizzativi, viene ora nuovamente riproposto con un progetto più ambizioso e rivisto nei contenuti e nell’immagine.
Teatro della manifestazione e la piazza principale di un piccolo sobborgo del Comune di Alessandria nella zona circoscrizionale Fraschetta: San Giuliano Nuovo. La piazza è stata recentemente ristrutturata, trasformata in un luogo accogliente ed idonea a contenere eventi culturali. Fraskettando SkaBluesJazz Festival vuole essere un punto di partenza per realizzare un progetto le cui finalità siano quelle di promuovere la cultura e la musica, soprattutto, nelle loro diverse espressioni. Ecco alcuni artisti che hanno partecipato: The Blues Brothers Band, Eddie Floyd, Soft Machine, Mick Abrahams & Clive Bunker, Roy Paci & Aretuska, Persiana Jones, Statuto. Periodo: prima metà di luglio. - Motoraduno internazionale Madonnina dei Centauri
in collaborazione con il comune di Castellazzo Bormida; periodo: seconda domenica di luglio. - Salone del biscotto piemontese
Organizzato in collaborazione da: Regione Piemonte; Province di Alessandria, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli; Amministrazione Città di Alessandria.
Acqui Terme:
- Fiera di San Guido - Si svolge a luglio
- Fiera di Santa Caterina - Si svolge a novembre
- Festa delle feste - Si svolge a settembre
- Tutti i sabati estivi musica in strada
Albera Ligure:
- Festa del Pane in località Molino di Santamaria. Prodotti al forno presso il Mulino ad acqua del 1700. A cura del Comune e della Comunità Montana Val Borbera. La domenica successiva a Ferragosto.
Arquata Scrivia:
- Festa patronale, il 16 agosto, a cura di Comune, Pro Loco, Croce Verde
- Festa della Madonna della Salute al campo in Località Rigoroso. Un tempo era tenuta nella Cappella-Santuario edificata nel 1815, oggi semplice tumulo per sessanta salme della famiglia Poggi.
Basaluzzo:
- Cena campagnola, 14 e 15 agosto, per festeggiare S. Gioacchino (17 agosto).
Belforte Monferrato:
- Sagra delle Trofie al pesto. (Prima edizione 1994). A fine agosto.
Bosio:
- Fiera di S. Bernardino, Rassegna enogastronomica vallemmese, il 19 agosto, a cura di Comune e Pro Loco.
- Festa ai piedi del Monte Tobbio. S. Messa e raviolata sui prati. Il primo sabato di settembre.
Cabella Ligure:
- Tradizionale grigliata d'agosto. In localià Piuzzo. 2a domenica di agosto.
- Festa della birra. Località Cosola. Vigilia di Ferragosto.
- Festa della montagna. In frazione Dova Superiore ad Agosto.
- Festa della patata quarantina. Località Cosola. 1° weekend di settembre.
Carpeneto:
- Ogni anno il primo venerdì di Agosto la "Notte Magica";
- a Luglio torneo di Tamburello a Muro in Notturna sulla piazza della chiesa;
- 23 Aprile Fiera di San Giorgio.
Casale Monferrato:
- Mostra mercato di San Giuseppe (intorno a metà marzo)
- Riso&Rose (quattro fine settimana di maggio)
- Mercatino dell'Antiquariato (ogni secondo week-end del mese, escluso agosto)
- Festa del Vino e del Monferrato (Intorno a metà settembre)
- Casale Città Aperta (Monumenti aperti e visita guidata gratuita ogni secondo week-end del mese)
Cassine:
- Nel mese di settembre, si svolge a Cassine un'importante manifestazione in costume, la festa medioevale.
Cassinelle:
- Na se-ma'n-na che ch'à ven à Una settimana come viene. La settimana di Ferragosto.
- Sagra del Fungo porcino, il primo sabato di Settembre.
Castellania:
- Grigliata, in località Sant'Aloisio, il pomeriggio di Ferragosto.
- Bolliti misti con salse, in località Sant'Aloisio, pranzo dell'ultima domenica di agosto.
Castellazzo Bormida:
- Il motoraduno internazionale Madonnina dei Centauri si tiene tutti gli anni durante la II settimana di luglio, in collaborazione con il comune di Alessandria. L'evento fu ideato dal farmacista castellazzese Marco Re. Curiosità: il primo motociclista di ogni paese entra, per seguire la funzione religiosa, in chiesa con il motore acceso e il motociclista che ha percorso più chilometri per giungere a Castellazzo Bormida viene premiato.
- Il settembre castellazzese è il contenitore di tutte le manifestazioni della festa del paese che ha inizio con l'apertura della collettiva d'arte contemporanea Galleria Gamondio verso la fine del mese di agosto e ha fine con la festa della zucca nella prima settimana di ottobre. Si tengono rievocazioni storiche. Sono presenti costumi, armi e cibi d'epoca. Durante i festeggiamenti, proprio nel giorno della festa, la III domenica di settembre, viene allestito in piazza Vittorio Emanuele II il palio dell'oca dove i vari rioni del paese si sfidano in giochi e l'oca del rione corre lungo un percorso fatto con balle di paglia. La festa della zucca, che si tiene come chiusura dei festeggiamenti patronali, esalta uno dei prodotti tipici di Castellazzo.
Castelletto Monferrato:
- Castelletto Monferrato è famoso, nei dintorni, per la Businà. Si tratta, nelle parole di P. Raiteri, di "...una composizione satirica dialettale recitata pubblicamente sulle piazza dei paesi dell’alessandrino e del Monferrato in occasione del carnevale, avente i caratteri rituali di una confessione collettiva periodica dei peccati, inscenata in forma drammatica con la partecipazione di tutta la comunità che vi si riconosce e vi accorre festosamente come ad una sorta di festoso "tribunale del popolo". Gli avvenimenti dell’anno ma per lo più i personaggi locali che si mettono in mostra, con la satira si dice quello che pensano tutti ma che non dicono". Dopo essere stata sospesa nel dopoguerra, la tradizione della Businà è stata ripresa negli anni '80, e perdura ancora ai giorni nostri. Viene infatti recitata ogni anno, nel giorno di Carnevale.
- Negli ultimi anni, Castelletto Monferrato organizza quelli che vengono chiamati Giochi dei cantoni: verso la fine dell'estate, una squadra rappresentante del paese sfida in varie discipline altre squadre, rappresentanti delle frazioni e dei sobborghi. La formula non è fissa, ma muta ogni anno, nel tentativo di rendere più equilibrata la competizione. Tipicamente ci si sfida a calcio e pallavolo, ma anche a carte, coi tornei di scala quaranta e briscola, nonché nei giochi in piazza, che sono anch'essi molto mutevoli, e constano, ad esempio, in un percorso ad ostacoli da percorrere con una carriola piena d'acqua o nel taglio cronometrato di un tronco. Al termine dei giochi, distribuiti solitamente in due weekend, si sommano i punteggi guadagnati dalle squadre, e quella vincente ottiene il diritto di custodire la Coppa dei Cantoni fino all'anno successivo, quando verrà rimessa in palio. La coppa sarà infine detenuta a titolo definitivo dalla prima squadra che vincerà i giochi per tre volte.
Castelletto d'Orba:
- Festa della trebbiatura. 2a domenica di agosto.
- Sagra dell'uva e del vino. Grigliata castellettese e Brasato al barbera. Risotto al Cortese. Il 2° week-end di settembre.
Cremolino:
La zona è nota per il vino, rinomato in particolare il Dolcetto d'Ovada, per il quale il paese è in zona DOC. Come in altri paesi del Monferrato, il turismo e la conoscenza del vino locale vengono facilitati con l'organizzazione di sagre gastronomiche, quelle ormai consolidate sono:
- Festa delle frittelle, il primo maggio;
- Sagra delle tagliatelle, a metà luglio.
Fubine:
- Sagra degli asparagi, nella metà di maggio
Gavi:
- Sagra della Patata, a Pratolongo, la terza domenica di agosto, a cura della Pro Loco.
- Festival Gavi Musica e Cinema. In memoria del Maestro Angelo Francesco Lavagnino. A settembre.
- Natività della B. V. Maria, al Santuario Mariano in Valle. L' 8 settembre.
Grondona:
- Sagra A' Rampanna. Località Lemmi. Arte, tradizioni e musica. 2a domenica di agosto.
- Sagra della capra e della fersulla. Ultimo weekend di agosto.
Lerma:
- Festa del fungo a inizio settembre
Melazzo:
- Festa patronale con raviolata il 24 agosto
Molare:
- Molare in vendemmia: Pigiatura in piazza e Merenda rustica. A cura della Pro loco. La seconda domenica di settembre.
Montaldo Bormida:
- Sagra dei vini pregiati e dello stoccafisso. Primo weekend di settembre.
Montechiaro d'Acqui:
- Il commercio delle acciughe salate, attività storica del comune, viene rievocato nelle festa annuale dell'Anciuada der castlan, la prima domenica di maggio, con la solenne processione religiosa della Confraternita di Santa Caterina, che custodisce la venerata reliquia delle Sante Spine.
Morbello:
- Sagra del cinghiale. 2a domenica di agosto.
Novi Ligure:
- Concorso Internazionale di Composizione per Banda Romualdo Marenco, indetto dal Comune e dedicato al compositore novese. Sfilate e Concerti. (Prima edizione nel 2003). Ha luogo a inizio settembre.
- Sagra della Trippa in frazione Merella. Ultimo sabato di agosto.
- Sagra dei Ceci in frazione Merella. Primo week end di settembre.
- Concorso Nazionale di Lettura Interpretativa
- Dolci Terre di Novi, rassegna enogastronomica annuale incentrata sui prodotti del territorio Novese.
Ovada:
- Incontro dell'Amicizia Meeting internazionale di atletica. Prima edizione nel 1994.
- Week-End alla Croce Verde Porte aperte con sagra gastronomica.
Parodi Ligure:
- Sagra di Seisi (ceci), a Tramontana, terza settimana di agosto
Pasturana:
- Sagra del corzetto (pasta alimentare in dischetti). Stand gastronomici e dimostrazioni di lavori con macchine agricole. Il 1° veek-end di settembre
Pontecurone:
- Sagra della cipolla. Griglia, fritti e zuppa di cipolla. (Prima edizione 1991). A cura della Pro loco. Il 1° week-end di settembre.
Ponzone:
- Festa dell'Uva e del Vino. Località Ciglione, ultima domenica di agosto.
- Sagra del Fungo. La prima settimana di settembre.
Pozzolo Formigaro:
- Festa d'estate del paese. Fuochi d'artificio e balli in piazza, prima domenica di agosto.
- Festa medievale. Mercatino, Scene di vita, Accampamento militare. A settembre.
Predosa:
- Sagra del Salamino d'asino, a Castelferro la terza domenica di agosto, a cura della Polisportiva M. Denegri.
Quargnento:
- Sagra della melanzana (Prima edizione nel 2005). A cura della Pro loco. Il 1° week-end di settembre
- Sagra dell'uva a Lu (Monferrato). Mercatino delle tipicità, carri allegorici. (Prima edizione 1967). Il 2° week-end di settembre
Quattordio:
- Ogni anno, a metà agosto si svolge la festa della Serra, durante la quale si possono gustare i piatti tipici del territorio, come gli agnolotti, la polenta e cinghiale e la tradizionale fricia, una particolare versione del frittomisto piemontese
Rocca Grimalda:
- Sagra dello stracotto. 2a domenica di agosto.
- Sagra della Perbureira. Ultima settimana di agosto.
Rocchetta Ligure:
- Sagra della fagiolana. Gastronomia e Artigianato. Fagiolane al verde con salamino, con le trippe, con tonno e cipolla. (Prima edizione 1971). La seconda domenica di settembre.
San Sebastiano Curone:
- Mostra-Mercato del tartufo che si svolge ogni anno la terza domenica di novembre.
Sardigliano:
- Arte sotto le stelle Rassegna internazionale di arti figurative. Nel centro storico, la 2a domenica di agosto
Serravalle Scrivia:
- Festa della Birra (Prima edizione nel 2005)
Silvano d'Orba:
- Silvano d'Orba è sede di un'importante rassegna nazionale ed internazionale "Ai Bravi Burattinai d'Italia", che comprende due periodi di spettacoli: la manifestazione estiva con spettacoli e premiazioni dei burattinai italiani e la fase autunnale dove affiancati agli spettacoli si svolgono una serie di seminari per far imparare l'arte del teatro dei burattini agli iscritti provenienti da tutta Italia.
Stazzano:
- Fiera di fine estate nella frazione Vargo. Inizio settembre.
Tagliolo Monferrato:
- Gran Palio del Monferrato - Gara di Lancio dello Stoccafisso. Farinata e vino Dolcetto d'Ovada. A cura di Assoc. Sportiva Tagliolo e Assoc. Alto Monferrato. La seconda domenica di settembre.
Tassarolo:
- Sagra di S. Rocco. Ricorrenza religiosa il 17 agosto. Festa il 15 agosto con Tagliatelle e Spezzatino al cinghiale, Bollito e Salsa verde; a cura di Comune, Pro Loco, SUPMS Società Unitaria Patriottica M. S. 1868
Trisobbio:
- Sagra delle lasagne al forno. 2° weekend di agosto.
- Musica Estate. Rassegna chitarristica. Prima edizione 1992. A Settembre.
Visone:
- Cena sotto la Torre in Agosto
Voltaggio:
- Sagra dei Gnocchi al pesto, il 15 d'agosto
Fonti: tutti i contenuti di questa pagina sono tratti da WIKIPEDIA