La Provincia di Asti è una provincia del Piemonte di oltre 214 mila abitanti. Asti è una provincia sostanzialmente agricola, con particolare rilievo per i vigneti (famosi i vini del Monferrato e dell'Astigiano).
Asti (Ast in piemontese), comune del Piemonte di 73.734 abitanti, è il capoluogo della provincia omonima. Si trova a circa 60 chilometri ad est di Torino, nella valle del fiume Tanaro. È al centro delle colline del Monferrato, alla confluenza dei torrenti Borbore, Valbrenta e Versa dove sfociano nel fiume Tanaro.; è conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare il vino spumante (l'Asti ), ed ogni anno, a settembre, si tiene uno dei concorso enologici più importanti d'Italia, denominato la Douja d'Or.
ARTE E AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ASTI
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La città di Asti presenta il più vasto patrimonio medievale del Piemonte, a memoria di quello che fu il più potente comune piemontese. Torri, case-forti, chiese, domus e palazzi, configurano il più vasto patrimonio basso-medievale della regione.
Asti, Chiese e luoghi di culto di interesse artistico:
Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo
La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo di Asti è la chiesa più grande e più importante come espressione dell'architettura gotica in Piemonte. È probabile che la prima costruzione della Cattedrale si aggiri intorno al V secolo - VI secolo, e potrebbe essere la conseguenza di un agglomerato di edifici nella zona episcopale, abbattuti, i cui materiali furono riutilizzati per la nuova chiesa.
La facciata presenta tre rosoni, sormontati da due oculi e da una finestra a crociera. Lateralmente il portale dei Pelletta, presenta negli angolari statue di Santi, tra cui Girolamo, Pietro, Paolo e Biagio, tutti databili al tardo quattrocento. Nel 1470, con la costruzione dell'antiporta "Pelletta", è stata posta la statua marmorea di Maria Assunta, circondata da sei teste di angeli alati, a dominare la piazza della Cattedrale e a vigilare sulla città. Da sempre nelle cronache astesi le celebrazioni per la festa della Patrona sono sempre state grandiose e molteplici. Venivano eretti palchi per ospitare cantori e musici proveniente da altre parrocchie e addirittura da altre città.
Collegiata di San Secondo
La Collegiata di San Secondo, è una basilica cattolica tra le la più antiche di Asti. Con l' adiacente sede comunale e prospiciente alla piazza omonima costituisce il cuore della città. Dedicata a San Secondo, patrono della città, è sorta, secondo la tradizione, sul luogo del suo martirio e sepoltura.
Non si conosce l'epoca certa della sua fondazione, sicuramente antecedente al 900, secondo i primi documenti. Per volontà del vescovo Bruningo, vissuto nel X secolo, si procedette ai primi lavori di ampliamento della chiesa, trasformando così la fabbrica nel terzo polo nevralgico della città insieme alla residenza fortificata vescovile, il Castelvecchio e la Cattedrale.
Non è in alcun modo ricostruibile l'impianto pre romanico della chiesa salvo la presenza della cripta, la parte più antica risale al VI / VII secolo, costituita da quattro colonnine sormontate da capitelli ad imitazione corinzia a doppio ordine di foglie. Due muri laterali e due cancellate in ferro battuto delimitano la "cella confessionis", all'interno della quale è presente il reliquiario cinquecentesco, in argento, contenente le ossa del martire astigiano. Secondo un processo tipicamente altomedievale, la presenza di reliquie in una chiesa aumentava o spostava il polo di attrattiva politico, demografico, commerciale vicino alla stessa chiesa; si pensa che questo abbia contribuito a determinare l'insediamento della corte ducale longobarda, di cui si fa cenno in un documento del 940.
La chiesa ha pianta longitudinale, suddivisa in tre navate irregolari, di cui la centrale è la maggiore. La navata centrale termina con un abside pentagonale. La navata sinistra termina con un abside piatta, mentre la destra è circolare. La facciata con la tipica impostazione romanica a capanna suddivisa in tre parti presenta al centro un rosone in laterizio con elementi rinascimentali. Le porte laterali sono cinquecentesche, il portone centrale è settecentesco. Al fondo, a lato destro del presbiterio, vi è la cappella di San Secondo, un gioiello del barocco piemontese, affrescata da Golzio nel 1779, in cui vi è l'esposizione permanente delle bandiere e dei Palii antichi.
San Pietro in Consavia
La chiesa di San Pietro in Consavia o Complesso del Battistero di San Pietro, è una chiesa cattolica di Asti, costituita da quattro edifici databili tra il XII secolo e XIV secolo.
La presenza ad Asti di una "rotonda" medievale, secondo lo storico Stefano Giuseppe Incisa, dava credito alla leggenda che la chiesa fosse sorta sul sedime di un antico tempio pagano dedicato a Diana. Ma sicuramente l'ispirazione giunge dal culto del Santo Sepolcro di Gerusalemme, sull'onda dell'entusiasmo della prima crociata. Fu il vescovo Landolfo da Vergiate dopo l'anno 1000 ad iniziare la costruzione del primo nucleo, quale copia del luogo santo, per tutti coloro che non avessero i mezzi per recarsi in Palestina e potevano quindi seguire un pellegrinaggio locale. Tra il duecento e il trecento, con il periodo di maggior espansione del comune, si sviluppa anche la chiesa su tre corpi di fabbrica , disposti a "U" a lato dell'edificio religioso, formando una corte interna.
Il complesso del Battistero di San Pietro è costituito principalmente da tre edifici: la quattrocentesca chiesa quadrata, l'adiacente Rotonda con la sua torre della metà del XII secolo ed il vicino chiostro, del quale una parte era destinata ad Ospedale dei Pellegrini ed una a Casa Priorale, mentre attaualmente è sede del Museo Paleontologico ed Archeologico. La rotonda del Santo Sepolcro è una costruzione in mattoni ed arenaria, tipica monferrina; il perimetro interno, circolare, è costituito da otto colonne collegate tra loro da archi a tutto sesto; il perimetro esterno è poligonale. La cupola centrale poggia su un tamburo ottagonale.
Gli architrave e gli archi della rotonda presentano fregi in pietra d'arenaria risalenti al XII secolo. I primi sono figurati con immagini zoomorfe, i secondi rappresentano cornucopie o elementi di decorazione vegetale. L'aula quadrata, voluta dal priore Giorgio Valperga nel XV secolo, presenta ricchi fregi in terracotta alle doppie cornici delle finestre ad archi acuti ed alle mensole dei costoloni delle crociere. Sono raffigurati florilegi e teste zoomorfe, che rappresentano il punto più alto raggiunto dalla lavorazione della terracotta ad Asti nel XIV secolo.
Asti fin dal medioeovo fu sede del Priorato Gerosolimitano di Lombardia, uno dei sette d’Italia (gli altri erano Barletta, Capua, Messina, Pisa, Roma e Venezia). Da esso dipendeva oltre una sessantina di ospedali e precettorie distribuiti in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e in Emilia; il Priore risiedeva ad Asti presso San Pietro in Consavia. Il patriziato astigiano fu sempre attratto dall'Ordine, a conferma di ciò è la nutrita rappresentanza di astigiani fin dalla nascita dello stesso. Questo portò molti a combattere in oriente sotto l'insegna della croce ottagona.
Chiesa di Santa Maria Nuova
La chiesa di Santa Maria Nuova di Asti è una chiesa molto antica: in passato è stata abbazia prima degli Agostiniani e poi dei canonici Lateranensi. È situata nella zona est della città sull'antica via maestra (l'attuale Corso Alfieri). Internamente la chiesa è a pianta rettangolare ad una sola navata. All'inizio del 1700 venne ristrutturata e fu provvista di una decorazione in stile barocco. Furono altresì costruite delle cappelle laterali e un cornicione lungo tutto il perimetro interno. Il Campanile costituisce un raro esempio in Asti di architettura romanico-lombarda: risale al secolo XI, ha forma quadrata, a sei piani divisi da cornici in archetti, alto 33 metri. Alla base un grande arco fa supporre che fosse attraversato dalla via principale della città.
Chiesa di Santa Caterina di Asti
La Chiesa di Santa Caterina è situata nel Rione Santa Caterina, contigua alla contrada Maestra (l'attuale Corso Alfieri). È in stlie barocco con iniziali influenze neoclassiche. Sul sedime dell'attuale chiesa, nell'antico Borgo di San Marco, sorgeva in antichità un'altro edificio religioso: l'antica Chiesa di San Secondo della Torre Rossa. La prima notizia certa della presenza di questa prima Chiesa è l'atto di donazione che la Contessa Adelaide di Susa fa nel 1070 ai monaci benedettini dell'Abbazia di San Benigno di Fruttaria nel Canavese. La Chiesa era sorta probabilmente intorno alla torre romanica, che, narra la leggenda, era stata la prigione di San Secondo prima del martirio. La chiesa, nei disegni e negli scritti dell'Incisa, era una costruzione a tre navate con sei altari laterali ed uno centrale dedicato al santo Patrono di Asti. Esternamente era presente un porticato, con attiguo convento. La torre verso il XII secolo venne modificata a campanile e terminava con una cuspide che venne abbattuta nel 1770, visto che minacciava di cadere. I benedettini tennero le sorti della Chiesa fino alla metà del XIV secolo.
La nuova chiesa venne iniziata solamente nel 1766. Edificata in stile barocco, con iniziali impronte nel neoclassico, la chiesa ci appare con una facciata in cotto e intonaco di calce, con un timpano triangolare sostenuto da paraste e colonne corinzie. La pianta presenta un centro ogivale da cui si dipartono a raggera quattro cappelle anch'esse ovalari. Al fondo l'altare maggiore con un grande dipinto raffigurante l'allegoria di Fede, Speranza, Carità. Al centro s'innalza la cupola ed il cupolino che arriva ad un altezza di 35 metri.
Chiesa e Santuario di Nostra Signora Porta Paradisi (Madonna del Portone)
La chiesa di Nostra Signora Porta Paradisi comunemente detta dagli astigiani Madonna del Portone, è una chiesa cattolica, edificata inglobando la porta della cinta muraria dell'antico borgo di San Marco (l'odierno Rione Santa Caterina), sulla quale venne poi costruita la primitiva chiesetta, ora incorporata nel Santuario.
Nel XIII secolo gli astigiani eressero la seconda cerchia di mura, a protezione dei borghi sorti a ridosso del primo concentrico. Ogni borgo era in comunicazione con il centro cittadino tramite le porte che si aprivano lungo il perimetro murario interno. Ogni porta aveva sopra l'architrave l'immagine di Maria, con a lato San Secondo, ed il Santo protettore del Borgo. Brizio ne La pittura in Piemonte dall'età romanica al '500 attribuisce a Gandolfino da Roreto l'affresco sulla porta delle antiche mura, porta detta di San Marco, con la Madonna e il Bambino tra i santi Marco e Secondo.Già nel medioevo questa immagine sulla torretta di San Marco era diventata oggetto di devozione e meta di pellegrini da tutto il Piemonte. Si pensò quindi, nel XVII secolo, di collocare sotto l'affresco un balcone di legno, dal quale ci si poteva avvicinare maggiormente. Ma nel 1689 il Comune di Asti pensò di costruire un tempietto che racchiudesse la Porta, lasciando libero il sottopassaggio.
Nel 1900, in occasione dell'anno Santo, si invitarono tutti i fedeli di Asti con sottoscrizioni a contribuire alla costruzione del nuovo santuario, e nel maggio 1902, sotto la guida dell'ing.Giuseppe Gualandi di Bologna, si iniziarono i lavori. Nel 1912 avvenne la consacrazione. Del vecchio tempio non rimane che il piccolo presbiterio, che è stato innestato all'abside del nuovo Santuario. Questo è in stile romanico-bizantino, con tre navate, e due grandi cappelle delle stesse dimensioni a forma del coro, a crociera latina.
Chiesa di San Martino in Asti
La Chiesa di San Martino è una chiesa in stile barocco e si affaccia sull’omonima piazza nel Rione San Martino - San Rocco. Già ricordata in un atto dell’aprile 886, la Chiesa di San Martino era in antichità considerata la terza chiesa di Asti per importanza dopo la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Collegiata di San Secondo. Nel 1696 l’antica Chiesa venne abbattuta e si cominciò la costruzione della nuova, terminata intorno al 1738. La Chiesa ha una facciata restaurata nel 1889 ed ultimamente, con timpano curvilineo a volute sopra una serie di nicchie. Al centro presenta la statua del Santo titolare, opera dell’astigiano C.F.Rista (1792). Altre due statue, raffiguranti gli apostoli Filippo e Giacomo, sono ai lati; esse provengono dalla chiesa dell’antica Certosa di Valmanera. Sulla sinistra il campanile, unica costruzione rimanente della antica chiesa, risale al XIV secolo ed è stato elevato di un piano nel 1781, ha pianta quadrata con bifore in pietra.
La Chiesa è inserita in uno degli spazi architettonici barocchi più belli della città di Asti. Piazza San Martino, infatti, è delimitata a sud dall’omonima Chiesa, a est dal Palazzo Cotti di Ceres di origine medievale, ma totalmente restaurato verso la metà del XVIII secolo da Benedetto Alfieri, che ne ha ridisegnata la facciata con gusto barocco. A nord, di fronte alla Chiesa di San Martino, la Chiesa di San Michele è un piccolo gioiello del XVII secolo, costruita grazie alla ricca e potente Confraternita di San Michele nel XVII secolo, con una splendida facciata barocca, decorata con immagini sante.
Chiesa parrocchiale di Viatosto
La chiesa di Santa Maria di Viatosto è una chiesa cattolica situata alcuni chilometri dalla città di Asti nel "Borgo Viatosto". L'edificio fonde elementi romanici con l’inserimento di elementi gotici che si armonizzano perfettamente con le precedenti strutture. Dal sagrato, è possibile ammirare una splendida visuale della città.
Altri monumenti:
Palazzo Catena
Il Palazzo Catena è un palazzo medievale di Asti, sito in via XX Settembre nel Rione San Paolo. L'edificio è il tipico esempio di palazzo costruito con due bracci ortagonali, alla cui confluenza si trova una torre gigante angolare. La parte più antica (XIII secolo) appartiene al braccio interno, perpendicolare a via XX Settembre, che presenta al piano terra un ampio loggiato ad archi a sesto acuto con cornici bicolore bianco-rosse.
Verso la fine del Duecento, si costruisce il braccio parallelo alla via (ricavandolo da alcuni edifici preesistenti), con la torre. La facciata presenta una tipica entrata "ogivale"con quattro cornici in "cotto" ed arenaria alternati. Al piano terra, nel fondaco sono caratteristiche le chiavi di volta centrali raffiguranti lo stemma dei commitenti dell'epoca: la presenza di uno stemma bandato con un leone nascente.
La torre corrisponde a circa un terzo della facciata sul lato est, verso la Chiesa di San Paolo. Il lato esterno misura circa 7,50 metri, sul fronte carraio e circa 8 metri verso l'interno. In origine sicuramente presentava aperture a bifora, ma nel corso del XV secolo la struttura venne "abbassata" ed "uniformata" al resto della facciata.
La tradizione vuole che in questo palazzo abitasse Iginia d'Asti, protagonista dell'omonima tragedia di Silvio Pellico.
Palazzo Alfieri
Palazzo Alfieri è un edificio di Asti molto conosciuto in quanto casa natale del poeta Vittorio Alfieri. Il palazzo in stile barocco, è situato in corso Alfieri nel rione Cattedrale ed è la sede del Centro Nazionale Studi Alfieriani.
Architettonicamente il progetto è molto simile a Palazzo Ottolenghi (altra opera Alfieriana ).
Si presenta come un parallelepido lungo una cinquantina di metri che si affaccia sul corso Alfieri.La facciata è imponente ,con una lunga serie di finestre al piano nobile, interrotta nella parte centrale che è avanzata, contenente il portone circondato da lesene bugnate.
Il piano nobile comprende gli appartamenti e la camera natale di Vittorio Alfieri, che visse in questa casa fino all'età di cinque anni. Il Museo Alfieriano è formato da una decina di sale del piano nobile, che conservano gli arredi originali, comprendenti l'appartamento del poeta e la camera natale.
Palazzo Malabaila
Il Palazzo Malabaila, situato in via Mazzini ad Asti, rappresenta il più importante palazzo rinascimentale della città. Dai saggi di Renato Bordone e Giovanni Donato, confermati anche dalle ultime ricerche del Bera, il Palazzo nacque su volere di Alessandro Malabaila, fervente sostenitore del governo Orleanese, per poter dare una degna accoglienza al re di Francia Luigi XII, che si accingeva a conquistare il Ducato di Milano. Il Palazzo, quindi, sarebbe servito al re come alloggio, mentre utilizzava Asti come base logistica per i suoi attacchi ai milanesi.
L'inizio dei lavori è fatto risalire al 1494, anno della prima venuta ad Asti dell'Orleans, che a quel tempo non era ancora re di Francia. Il progetto del Malabaila è ambizioso ed imponente: acquistando ed accorpando stabili trecenteschi della vecchia "Contrada Malabaila", presso la chiesa di San Giuliano, costruì un palazzo concepito come Hospicium regii, che aveva camini decorati con l'arma del giglio di Francia e dei Malabaila, soffitti a cassettoni con le iniziali A di Alessandro e L sormontati da una corona. Sul portale principale capeggiò fino alla fine dell'ottocento l'impresa di Luigi XII , il porcospino.
Alla morte di Gerolamo, complicata anche da alcune disgrazie finanziarie dei Malabaila, subentrate in seguito al tracollo francese, anche il Palazzo seguì una progressiva decadenza. Dell'enorme palazzo di Alessandro Malabaila, che occupava l'intero isolato tra le vie Mazzini, Isnardi e corso Alfieri, oggi possiamo ammirare solo l'impianto che si affaccia sulla via Mazzini.
Palazzo Ottolenghi
Palazzo Ottolenghi è uno dei palazzi barocchi più prestigiosi della città, situato in corso Alfieri (l'antica Contrada Maestra), nel rione Cattedrale. La facciata su Corso Alfieri, tipica alfieriana, è costituita da una fila di colonne che sembrano dividere il palazzo in cinque parti, quattro delle quali sono sovrastate da tre finestre ciascuna, mentre in quella centrale c’è l’ingresso con l’antico portone sovrastato da un balcone su cui si affaccia una porta-finestra sormontata da un timpano a volute, simile a quello di Palazzo Alfieri.
Torre Comentina
La Torre Comentina è situata in Piazza Roma, angolo Corso Alfieri, nel Rione San Martino-San Rocco. Con la Torre dell'Orologio, sono le uniche torri della città arrivate intatte fino a noi. La merlatura a coda di rondine attesta che la data di costruzione risale al XIII secolo. La maestosa torre misura alla base 3,32 metri per lato mentre la sua altezza è di 38,55 metri, in modo che risulta la torre più alta non solo di Asti ma di tutto il Piemonte.
Torre Troyana o Torre dell'orologio
La Torre Troyana o Torre dell'orologio, è uno dei simboli architettonici della città di Asti. È situata attiguamente al Palazzo Ducale o del Governatore, prospiciente su piazza Medici, nel Rione San Secondo. La costruzione avvenne alla fine del XII secolo e, verso la metà del duecento, divenne di proprietà della famiglia Troya. È una torre a base quadrata di metri 5,90 per lato, a canna chiusa e liscia, terminante con tre fasce delinitate da cornici in pietra, su ogni lato delle quali si aprono ampie bifore. Termina con una merlatura "ghibellina" a coda di rondine e sopra di essa un pinnacolo sporgente in metallo a copertura dell'orologio ancora funzionante.
Cripta e Museo di Sant'Anastasio
La Cripta di Sant' Anastasio è una costruzione sorta al di sotto del complesso religioso altomedievale di San Anastasio (abbattuto nel 1907). Si trova ad Asti nel Rione Cattedrale, a poche centinaia di metri dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta.La cripta è inserita nel complesso del Museo di Sant' Anastasio. La cripta è una costruzione a pianta basilicale suddivisa in tre piccole navate con volte a crociera. Il nucleo centrale presenta colonne e capitelli, probabilmente recuperati da edifici precedenti romani risalenti all'XI secolo. Esternamente a questo nucleo il resto delle colonne è stato appositamente realizzato per la cripta in pietra di arenaria. Negli ambienti contigui vi sono resti di pavimentazione romana, qualche insediamento abitativo, e tombe risalenti al VII secolo/X secolo. Più esternamente è ancora presente il muro di fondazione della prima chiesa altomedievale di San Anastasio (VII secolo), resti della successiva chiesa romanica ( XI secolo), ed una parte del muro perimetrale della chiesa seicentesca.
La provincia di Asti propone agli amanti dell’arte, oltre al capoluogo, diverse affascinanti località da visitare:
Albugnano
Situato nel basso Monferrato, a 549 metri di altezza sul livello del mare, si sviluppa su di una superficie di 950 ettari dominando con le sue belle case padronali settecentesche gran parte di quest'area viticola. Viene definito il balcone del Monferrato sia per la sua altitudine sia per lo stupendo panorama che offre, dal quale si possono ammirare verdi boschi e vigneti, innumerevoli paesi e villaggi non essendo la vista limitata che dalla catena montuose all'orizzonte, che spaziano dalle Alpi Marittime fino alle Alpi Cozie. La Canonica di Santa Maria di Vezzolano, altissimo esempio dell’arte romanico-gotica, fondata secondo l’atto il 27 febbraio 1095 è posta in una verde e fresca conca coltivata e presenta uno stile architettonico fondato sulla bicromia di fasce alternate di mattoni e pietra arenaria. La facciata presenta statue e medaglioni di ceramica policroma. All'interno, la navata centrale è tagliata dall’abside, riccamente decorato di bassorilievi policromi; il chiostro conserva affreschi di particolare pregio che rappresentano uno dei più interessanti cicli pittorici del Trecento piemontese.
Buttigliera d'Asti
Chiesa parrocchiale di San Biagio, costruita nel XV secolo in stile gotico, presenta ai lati del portale le statue di san Biagio e di san Bernardo, patrono del paese. L'interno a tre navate, con pilastri rivestiti in marmo e affreschi moderni sulle volte. Accanto alla chiesa sorge il campanile, terminato nel 1789, su disegno dell'architetto Mario Ludovico Quarini, che raggiunge un altezza di oltre 52 m.
Palazzo Freilino, costruito intorno alla metà del XVII secolo per volere del conte Amedeo Baronis.
Calosso
Il Castello, già di proprietà della famiglia Roero di Cortanze nel XIV secolo e da questa ristrutturato alla fine del Seicento, ha perduto ormai la fisionomia originale per assumere l'aspetto di una elegante e signorile dimora di campagna. Tuttavia sul lato nord la fortezza cinquecentesca con le sue bocche da fuoco e le posterle delle casematte è rimasta quasi intatta.
Canelli
Canelli sorge a cavallo del torrente Belbo, sul confine tra la collina astigiana e la Langa vera e propria. Il Castello di Canelli fu edificato nell'XI secolo per difendere le strade che dalla città conducevano ai porti di Savona e Vado Ligure. Il castello fu poi distrutto nel 1617 durante la guerra contro Monferrato. Ricostruito e ristrutturato nel 1930 dall'architetto Arturo Midana come un'elegante villa, è attualmente proprietà della famiglia Gancia.
Castagnole Monferrato
Immerso nell'armonia dei suoi colli, il centro abitato di Castagnole Monferrato si presenta come un borgo seppur prevalentemente agricolo, con edifici di notevole bellezza e scorci caratteristici, ricco di abitazioni antiche, molte addirittura risalenti al '400, tutte raccolte attorno ai luoghi di culto: la settecentesca Chiesa parrocchiale di S. Martino, la Confraternita dell'Annunziata in puro barocco piemontese, la meridiana più grande del mondo, il torchio più grande d’Europa situato nelle cantine della Tenuta la Mercantile luogo dove si svolgono innumerevoli manifestazioni, la seicentesca chiesetta di S. Rocco (ora Madonna di Fatima) e la presenza di storiche cantine scavate nel tufo, capolavori d'architettura rurale, talvolta ispirati anche alla religione o riferiti a momenti più giocosi, con la realizzazione di opere dal gusto ludico.
Castagnole Monferrato è conosciuto ormai in quasi tutto il mondo per il suo Ruché, definito il fiore all'occhiello della vitivinicoltura astigiana, un vino-vitigno nobilissimo e antico con la caratteristica unica di non essere mai stato commercializzato in passato per essere riservato ai momenti alti della quotidianità. Un vino da conversazione, quasi una filosofia di buona vita conviviale e un'offerta del proprio lavoro senza contropartita in denaro.
Castellero
I Solaro nel 1312, appoggiati dei Provenzali di Ugo del Balzo, siniscalco di Roberto d'Angiò, occupano il castello di Agliano, e, secondo il De Canis, sconfiggono i De Castello a Castellero, dove distruggono la rocca, tenuta dai Ghibellini Pulsavino. Da queste vicende appare evidente che il castello di Castellero rappresentava durante le lotte civili, una roccaforte anti-guelfa. Sulle rovine del piccolo castello coinvolto nelle vicende sanguinose del 1312 venne riedificata una fortezza che dalla precedente costruzione demolita prese il nome di Castellero, o “castellaro", termine talvolta usato per indicare un castello distrutto. Poche ma sicure tracce di questo periodo sono ancora rimaste nelle strutture dell'attuale castello: il fossato, ormai quasi scomparso, le finestrelle a strombatura pronunciata, un alto e spazioso ambiente a livello dello sperone esterno e della base della torre, che fa pensare al corpo di guardia; all'ampia volta a tutto sesto sono infissi i ganci a forma di ancora ai quali si appendevano le lampade. L'edificio attuale denuncia le trasformazioni e aggiunte successive che ha subito nel corso dei secoli, interventi del Seicento e del Settecento, attribuiti in gran parte alla famiglia Ponte hanno realizzato una elegante dimora campestre che, come unica memoria di un passato bellicoso, conserva la torre. Di forma romboidale, alta 30 metri, in passato la torre terminava col tetto a tegole spioventi, ma all'inizio del '900 il pericolo di un crollo consigliò di eliminare il tetto e la torre fu coronata di 10 merli rettangolari; nel 1961, in occasione di riparazioni, i merli furono trasformati e assunsero la forma a coda di rondine.
Castelnuovo Don Bosco
Castelnuovo Don Bosco "Terra di Santi e di vini", è un comune di 3.098 abitanti della provincia di Asti. Fa parte dell'Unione dei Comuni - Comunità Collinare "Alto Astigiano". È noto soprattutto per aver dato i natali a San Giovanni Bosco, nel rione Becchi (ora Colle Don Bosco), dove oggi sorge un santuario dedicato al santo che è meta di numerosi pellegrini. I Becchi è la frazione dove è nato San Giovanni Bosco e nella quale si trovano gli edifici ricchi di testimonianze della sua presenza, e della sua opera di apostolato a favore della gioventù.
La sua casa natale è fra i diversi luoghi legati alla sua esistenza, sicuramente quella che richiama la maggior parte dei turisti. Questa è stata di recente inglobata in una moderna struttura e, oltre a illustrare alcuni oggetti appartenuti alla famiglia, fornisce informazioni sulla presenza dei salesiani nel mondo. Il piccolo edificio inoltre restituisce ai pellegrini l'umiltà della vita contadina di un tempo. Accanto al tempio sorgono altri edifici costruiti nell'ultimo secolo, come la Chiesa di Maria Ausiliatrice, ed il Museo Contadino, destinato a conservare la memoria storica della vita agricola del territorio, i suoi strumenti, e il monumento alla madre del santo: Margherita. Il centro dell'insieme degli edifici è formato dall'immenso Santuario, che comprende la Chiesa superiore e la Chiesa inferiore: sono edifici recenti risalenti agli ultimi trent'anni. Sono stati costruiti in forme classiche, interpretate secondo modelli contemporanei. Li precedono un grande piazzale destinato ad ospitare una notevole folla di fedeli in occasione di pellegrinaggio.
Costigliole d'Asti
Castello di Costigliole dei conti Verasis-Asinari;
Parrocchiale di Nostra Signora di Loreto (1816), con opere di Lorenzo Peretti e Michelangelo Pittatore;
Chiesa della Confraternita di S.Gerolamo detta anche dei Battuti Bianchi, all'interno è allestito il Museo di "Arte Sacra"; il castello di Burio.
Monastero Bormida
Monastero Bormida è un comune di 966 abitanti della provincia di Asti. Fu fondato dai monaci benedettini nel 1050. Il castello medievale, che si trova al centro del paese, presenta al suo interno stanze con pavimenti a mosaico e volte con affreschi.
Moncalvo
Palazzo Testafochi (sec. XVIII su impianto tardo medievale); Palazzo del Municipio (ex Convento Monache Orsoline sec XVII su impianto preesistente); Palazzo dal Pozzo (dimora signorile del XVII secolo); Palazzi Manacorda (soffitto a cassettoni del ‘400); Casa Lanfrancone (resti di facciata gotica, secolo XIII); Casa detta dei Marchesi di Monferrato (decorazioni in cotto, secolo XV); Teatro Comunale (1878, costruito sul sedime dell’antico Corpo di guardia secentesco); Resti del Castello (costruzione medievale, residenza dei Marchesi del Monferrato; atterrato alla fine dell' '800, restano solo i possenti torrioni); Villa Foa (dimora borghese posta in posizione panoramica); Chiesa parrocchiale di San Francesco (abside sec. XIII, facciata 1932); Chiesa di Sant’Antonio (sec. XVII); Chiesa delle Madonne delle Grazie (metà sec. XVIII); Chiesa di San Marco; Chiesa di San Giovanni; Chiesa di San Pietro in Vincoli detta "La pieve" (romanica; sulla parete esterna lapide romana del III secolo in calco, l’originale presso la Biblioteca Civica)
Montiglio Monferrato
Il paese di Montiglio è posto in cima ad un colle che domina la Valle Versa.
In cima al colle è situato il pregevole Castello di Montiglio, originario del secolo XIII, distrutto nel 1305 e ricostruito nel secolo XV con interessanti sotterranei; nel parco del Castello si torva la Cappella romanica di Sant'Andrea, la quale conserva il più vasto ciclo di affreschi trecenteschi del Piemonte.
Appena fuori del Paese sorge la chiesa romanica di San Lorenzo, con splendide sculture.
Il paese è inoltre noto per le sue meridiane e per la Fiera del Tartufo in autunno.
Pino d'Asti
Testimone del passato spicca oggi il Castello. Posto sulla sommità del colle, attorno a cui si aggrappano le case del paese. Anche se risale all'epoca medioevale, forse al XIII secolo, è stato quasi completamente restaurato nel Seicento e nel Settecento. Ancora nel Novecento ha subito profonde modifiche prima di essere posto a vincolo dalla Belle Arti nel 1944, e ha visto il crollo della torre grande circolare che lo caratterizzava: oggi si presenta in parte intonacato di recente, quindi il suo aspetto complessivo ricorda poco il tipo dei castelli medioevale, almeno per quanto riguarda la facciata verso sud.
La Parrocchiale della Madonna del Carmine è attualmente un edificio in stile neogotico eretto nel 1899 da Giuseppe Gallo sul luogo dove sorgeva l'antica chiesa, restaurata fra il XVIII ed il XIX secolo. Vicino ad essa si innalza l'elegante campanile barocco di impronta vittoriana, in cotto nella parte superiore su di un basamento per lo più costituito da materiale lapideo.
Villanova d'Asti
Di particolare interesse per chi visita questa città è il Santuario della Beata Vergine delle Grazie; nel viale di accesso, nell'ultima domenica di luglio, viene realizzata l'Infiorata: tappeti raffiguranti immagini religiose creati con petali di fiori.
LE ESCURSIONI IN PROVINCIA DI ASTI
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La provincia di Asti promuove una serie di percorsi di interesse turistico. Tali percorsi puntano sul patrimonio artistico e sulle particolarità enogastronomiche delle varie località della provincia.
PIATTI E PRODOTTI TIPICI IN AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ASTI
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Bagna cauda - è un piatto "povero" che affonda le sue origini nel medioevo. Gli ingredienti sono: acciughe sotto sale, burro, olio extra vergine di oliva, aglio, il tutto stemperato in un tegame fino ad ottenere una salsa calda (bagna cauda). A questo punto si intingeranno le verdure crude tipiche del monferrato (cardo gobbo di Nizza Monferrato, cardo avorio di Isola d'Asti, peperone quadrato di Motta di Costigliole, sedano dorato d'Asti, topinabur, rape, patate di Castelnuovo Scrivia...).
La Robiola di Roccaverano, formaggio fresco DOP, preparato con latte vaccino, ovino, caprino.
La Robiola di Cocconato, formaggio fresco di latte vaccino (un tempo era preparato con latte crudo).
La Toma Piemontese, formaggio vaccino, la cui storia risale al 1300.
L'autunno e l'inverno sono le stagioni "principe" della cucina astigiana e piemontese:
Carne cruda con il tartufo, vitello con salsa tonnata, peperoni in "bagna cauda", lingua di vitello in salsa verde (bagnet), tomini "elettrici" (formaggio con peperoncino), tonno di coniglio, sono solo alcuni dei tipici antipasti astigiani.
Agnolotti d'asino, di lepre; tagliatelle all'uovo (tajarin) al sugo d'arrosto, al tartufo o ai fungi porcini, per i primi.
Bollito di bue grasso con polenta "concia" (con formaggio filante).
La finanziera: il nome di questa ricetta deriva dal'abito chiamato proprio finanziera, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto, ma altre fonti suggeriscono l'origine nel tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (i finanzieri appunto) per entrare in città. Tributo composto principalmente dalle frattaglie dei polli, ancora oggi fra gli ingredienti fondamentali.
Il fritto misto alla piemontese legato al rito della macellazione del maiale e alla necessità di non sprecare nulla. Annoverava le interiora, i sanguinacci, il polmone (fricassà bianca), il fegato (fricassà neira), le animelle. Col tempo si è arricchito di nuovi ingredienti e numerose sono le versioni: tipici del Monferrato sono i fiori di zucca e gli amaretti.
Gli arrosti di vitello ed i brasati al barbera o al barolo
Tra i dolci:
La polentina astigiana, fatta con mandorle, uvetta, maraschino e ricoperta da polenta gialla.
Gli amaretti di Mombaruzzo o di Canelli, biscotti morbidi di mandorle.
Torta alle nocciole.
Zabaglione al barbera o al moscato.
L'antico mun di Mongardino (mattone dolce).
Pesche al Ruchè di Castagnole Monferrato.
I vini
Asti e le sue colline sono famose in tutto il mondo per i vini dolci: il maggior vitigno è il Moscato Bianco o Moscato di Canelli, da cui si ottiene uno spumante, un passito ed una qualità "tranquilla" (o ferma). Da questo deriva l'Asti o Asti spumante, importante vino DOCG da fine pasto. Da non dimenticare la produzione di Malvasia nera, in particolare la Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco e di Schierano, le cui uve danno vini rosati e dolci. Inoltre, degno di menzione, è il vitigno di Brachetto dell'alto monferrato e della zona di Acqui Terme. Per quel che riguarda i vini rossi, sicuramente il Barbera è la produzione più diffusa sul territorio, seguono il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa ed il Ruchè. Per quel che riguarda i bianchi da pasto, la produzione di Cortese, specialmente nell'alto monferrato, è prevalente. Da ricordare che, nell'astigiano, nel 1999 è nata la prima strada del vino piemontese, la strada Astesana. Si sviluppa con otto percorsi, attraversando 52 comuni della provincia di Asti e di parte delle Langhe.
IL FOLKLORE E L'AGRITURISMO IN PROVINCIA DI ASTI
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Asti:
- Palio di Asti
Il Palio di Asti è un Palio italiano, corso con cavalli montati a pelo (cioè senza sella), che si svolge ogni terza domenica di settembre nella centrale piazza Alfieri di Asti. Il Palio di Asti, come altri palii italiani, vede nella corsa il culmine dei propri festeggiamenti. Nel primo pomeriggio ha inizio il corteo storico che, partendo dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, si snoda poi per le vie del centro storico e si conclude in Piazza V. Alfieri, dove attualmente si tiene la corsa. Il corteo si apre con il gruppo a cavallo del Capitano del Palio e dei magistrati. Al Capitano spetta la supervisione della manifestazione, con il potere di infliggere squalifiche durante lo svolgimento della corsa. Immediatamente dopo il gruppo di testa, sfilano i vincitori dell'ultima edizione del Palio, seguiti dagli altri partecipanti. Al termine del corteo è posto il Carroccio, antico simbolo dei Liberi Comuni, che reca con sè il Sendallo raffigurante San Secondo a cavallo e le insegne del Comune di Asti. La committenza ogni anno è affidata ad un Maestro della pittura contemporanea di fama internazionale. Una volta partiti, i cavalli devono svolgere tre giri di piazza. Il Palio viene vinto dal cavallo, con o senza fantino (scosso), che taglia per primo la linea del traguardo. Attualmente, sono 21 i partecipanti ammessi ripartiti fra Rioni, Borghi cittadini e Comuni della provincia di Asti.
- Festival delle sagre astigiane (Sagra delle Sagre)
Il Festival delle Sagre è una grande manifestazione eno-gastronomica che si tiene ad Asti la settimana antecedente il Palio di Asti. Oltre 40 pro-loco della provincia di Asti propongono le loro specialità gastronomiche, accompagnate da vini DOC astigiani, in un grande ristorante all'aperto allestito in Piazza Campo del Palio di Asti, dove, durante il sabato sera e tutta la giornata di domenica, migliaia e migliaia di persone possono accomodarsi in un antico villaggio di campagna, il tutto impreziosito da ombrelloni e colorate tovaglie che arredano la piazza insieme alle casette delle pro-loco. Questo si svolge dopo una suggestiva sfilata che si snoda per le vie della città, animata da più di tremila figuranti in autentici abiti d'epoca, trattori, arnesi del mestiere, che rappresentano i valori e le tradizioni della tradizione contadina della provincia di Asti.
- Douja d'Or
La Douja d'Or è un concorso enologico a carattere nazionale che si tiene tutti gli anni a settembre nella città di Asti. E' una manifestazione che dura dieci giorni nel "settembre astigiano", collocata tra il festival delle sagre (secondo week-end di settembre) ed il Palio (terza settimana di settembre). Durante i dieci giorni di apertura si possono acquistare e degustare i vini premiati al Concorso. La manifestazione non è soltanto una vetrina di vini prestigiosi ma un importante appuntamento con mostre, eventi, incontri, concerti e con i raffinati menù della cucina d'autore piemontese (i piatti d'autore).
- Feste patronali di San Secondo
San Secondo d'Asti è venerato dalla Chiesa cattolica come santo, martire e patrono di Asti. La devozione che i fedeli astigiani professano verso San Secondo, concittadino eletto a patrono, è da sempre vivissima. Le feste in suo onore furono sempre grandiose e solenni ed ancora oggi durano diversi giorni. La festività si celebra il 1° martedì di maggio. Il primo lunedì di maggio antecedente la festa del Santo patrono, nell’abituale area del Lungo Tanaro, si svolgono i Lundes d’j feu (fuochi artificiali). La Fiera Carolingia è sicuramente la più antica, la più conosciuta e la più grande delle Fiere che si svolgono sul territorio astigiano (la fiera si svolge il mercoledì seguente la festa di san Secondo).
Buttigliera d'Asti:
- Fiera tradizionale dell'Alto Astigiano "Le contrade del Freisa" (1 maggio)
- Festa patronale di San Bernardo (20 agosto)
- Festa dell'aglio, del tacchino e della gallina bionda (21 agosto).
Canelli:
- Assedio di Canelli; viene ricostruito l'assedio a cui fu sottoposta la città nel 1613 ad opera delle truppe di Carlo Gonzaga.
- Fiera di San Martino e Fiera regionale del tartufo
- Cattedrali sotterranee
- Canelli è uno dei Comuni partecipanti al Palio di Asti
Castel Boglione:
- Fiera dell'Assunta (festa religiosa il 15 agosto). Rassegna tipicità monferrine e langarole. A cura del Comune e della Pro Loco.
Cinaglio:
- Durante la festa Patronale di S. Felice che oggi si festeggia l’ultima domenica di agosto, ma che originariamente era la terza di novembre, al pomeriggio si svolge la Sagra del Canestrello: un torneo gastronomico della ricetta storica. Tutte le famiglie gareggiano portando la propria ricetta dei canestrelli davanti ad una giuria di “illustri” assaggiatori che conclamerà il vincitore dell’anno riconoscendo al vincitore un generoso premio in denaro.
Costigliole d'Asti:
- Barbera il gusto del territorio, quattro giorni di degustazione, incontri e fiera del tartufo. Novembre
- Sagra del raviolo al plin (chiusura a pizzicotto). A cura del Comune e della Pro loco. A metà agosto.
- Sagra delle sagre (o Festival delle sagre), seconda domenica di settembre ad Asti.
Incisa Scapaccino:
- Tradizionale fiera del Tacchino. Mercato di bestiame e macchine agricole. A cura di Comune e Pro loco. Il 16 agosto.
Moncalvo:
- Fiera del tartufo (ultime due domeniche di ottobre)
- Festa patronale di San Antonino (3a domenica di maggio)
- Fiera del bue grasso (secondo giovedì non festivo di dicembre)
- Sagra delle cucine monferrine (3a domenica di giugno)
- Concerti jazz in piazza Carlo Alberto (luglio)
- Rassegna teatrale di prosa (novembre-marzo)
- Rassegna di teatro in dialetto (ottobre-novembre)
- Concerti di musica classica e organistica
- Mercatino dell’antiquariato (1a domenica di ogni mese)
Pino d'Asti:
- La festa patronale della Madonna del Carmine, ricorrente il 16 Luglio, viene celebrata la domenica precedente o la domenica successiva.
Refrancore:
- Festa di Pentecoste
- Festa d'autunno (prima domenica di ottobre)
Roccaverano:
- Cena sotto le stelle. A cura di Comune e Pro loco. A metà agosto.
Viarigi:
- Saltimpiazza (ultima domenica di agosto)
- Festa patronale di Accorneri (prima domenica di settembre)
Villanova d'Asti:
- Festa di Sant'Isidoro - la prima domenica di settembre con la particolare corsa dei buoi e l'incanto del cappello.
Fonti: tutti i contenuti di questa pagina sono tratti da WIKIPEDIA