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La Provincia di Biella è una provincia del Piemonte di oltre 187 mila abitanti. Situata nel nord della regione, confina a ovest con la Valle d'Aosta, mentre sugli altri versanti è racchiusa tra le province di Torino e Vercelli.
I principali torrenti sono l'Oropa, il Cervo e l'Elvo e il Sessera. È racchiusa a nord dalla catena montuosa delle prealpi (che, dominate dal monte Bo, 2.500 m, si affacciano sul vicino Monte Rosa e sulla piana vercellese) garantendo un'acqua di ottima qualità, a ovest dalla catena collinare di origine morenica denominata la Serra, a est e a sud da pianure coltivate prevalentemente a riso e granturco.
Il Biellese è stato al centro di diversi fenomeni alluvionali (1968, Valle Mosso; 2002, Valle Cervo). Ricco di corsi d'acqua, un tempo indispensabili alle numerose fabbriche della zona (alcune di esse, ormai dismesse, costituiscono una vera e propria memoria archeologico-industriale), condivide con la provincia di Torino il lago di Viverone.
Buona parte del territorio provinciale è incluso nella Riserva naturale regionale Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève.

La conformazione prevalentemente montuosa del territorio favorisce l'allevamento di bestiame (è possibile assistere ancor oggi nei periodi di primavera-autunno alla transumanza); notevole perciò la produzione di latticini (Toma e formaggio tipico Macagno) e salumi (paletta biellese).

La provincia di Biella non è conosciuta soltanto per le sue bellezze paesaggistiche ma anche per il ruolo di rilievo svolto nella storia dell'industria in Piemonte. Importante è infatti il passato industriale del biellese, che in parte si perpetua ancora, valso a fare definire il suo capoluogo - Biella - la "Manchester d'Italia", in virtù dei numerosi opifici edificati a partire dalla metà del secolo XIX; il territorio conta tuttora numerose fabbriche per la filatura e la tessitura della lana.
Molto conosciuta è, sotto questo aspetto, la cosiddetta "via della lana" che, lungo la strada panoramica intitolata all'industriale laniero Ermenegildo Zegna, ed attraverso le località di Pray e Trivero (dove sorge l'antica fabbrica della ruota, stabilimento dismesso ora adibito a ecomuseo industriale), si spinge fino alla vicina Valsesia. Famosi sono anche i cappellifici situati in Valle del Cervo, specialmente nei comuni di Sagliano Micca, che producono cappelli esportati in tutto il mondo.

Meta antichissima di pellegrinaggi spirituali, la provincia biellese è terra di santuari; oltre a quello di Oropa, degni di rilievo sono il santuario di Graglia e il santuario di San Giovanni d'Andorno.

ARTE E AGRITURISMO IN PROVINCIA DI BIELLA

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Biella

Un documento dell'anno 826 attesta come l'allora Bugella venne donata al conte Busone da Ludovico il Pio (figlio di Carlomagno), imperatore del Sacro Romano Impero, di cui il Busone era messo. Uguccione - vescovo di Vercelli - concesse il 12 aprile 1160 importanti privilegi di mercato a chiunque avesse voluto abitare la collina del Piazzo; e ciò per crearsi soprattutto un rifugio onde sfuggire alle lotte fra i Guelfi e i Ghibellini vercellesi. Nacque così il Borgo del Piazzo, con la bella Piazza Cisterna e il relativo Palazzo, i portici con i capitelli di pietra e le decorazioni in cotto.
Il castello del vescovo Uguccione andò distrutto durante la rivolta del 1377, capeggiata dal canonico Codecapra, che portò Biella alla sudditanza di Casa Savoia, cosicché tutti i comuni biellesi passarono sotto il dominio sabaudo.



Ailoche

Ailoche è un comune di 317 abitanti della provincia di Biella. Fa parte della Comunità Montana della Valle Sessera. La frazione Venarolo è sede del santuario mariano della Brugarola. È raggiungibile dalla strada che da Crevacuore porta all'Alpe di Noveis. Numerose sono le frazioni che costituiscono l'ossatura del paese e che sono punto di partenza per escursioni attraverso boschi ricchi di castagne e funghi. Meta di visitatori sono, oltre al santuario della Brugarola, anche i molti oratori presenti nella zona.



Andorno Micca

Prende il nome da Pietro Micca, il cui luogo di nascita è per la verità conteso fra la stessa Andorno e la confinante Sagliano Micca, dove si trova peraltro quella che si ritiene sia stata la casa natale del patriota. La chiesa parrocchiale di San Lorenzo, che spicca con il suo campanile seicentesco (il più alto del biellese), è il monumento principale della cittadina. Fu edificata nel 1483 su una precedente struttura risalente al X secolo; è stata poi più volte rimaneggiata (l'ultima nel XVIII secolo, con la costruzione di una nuova facciata). Al suo interno sono conservate le spoglie del pittore e scenografo Bernardino Galliari.
Tra gli altri edifici di rilievo ad Andorno Micca: la Commenda di Malta, la chiesa parrocchiale di San Giuseppe Casto (XVI secolo) e la sua torre campanaria, la Cappella degli Eremiti e una piccola pinacoteca risalente agli anni novanta, sita presso il palazzo comunale.
Prodotto tipico locale è il liquore Ratafià, preparato nell'originale con ciliegie nere ma anche nelle varianti con albicocche o noci.



Candelo

Il Ricetto di Candelo, in Piemonte, è un capolavoro medievale dell'ingegno e della fatica di una comunità di piccoli agricoltori, orgogliosi, fieri, innamorati del proprio paese e di questo simbolo della forza della coesione: fortificazione collettiva, cantina comunitaria, patrimonio universale. Di tutti è il Ricetto, e per tutti sono le emozioni che suscita. E' un borgo fortificato per la tutela della popolazione. A breve distanza dal Ricetto di Candelo sorgeva il castello di Ysengard (Isangarda) nome di derivazione Longobarda, che è andato completamente distrutto da battaglie o frane. Vi sono altri borghi analoghi in Piemonte e in Europa ma la struttura conservata meglio è proprio il Ricetto di Candelo.



Castelletto Cervo

Il paese è situato sulla sponda destra orografica del torrente Cervo, nei pressi di uno dei pochi guadi esistenti per l'attraversamento del fiume. Il controllo del guado è il motivo dell'origine del castello, edificato intorno all'anno Mille sulla sommità di una piccola rupe. Il castello, che conserva il fascino dei secoli trascorsi, viene aperto al pubblico in alcune occasioni. Di notevole interesse è anche il complesso romanico del monastero dedicato ai santi Pietro e Paolo, antico priorato cluniacense risalente all’XI secolo, situato nella frazione Garella, attualmente purtroppo piuttosto deteriorato e danneggiato da furti e spoliazioni.



Cerrione

Cerrione è un comune di 2.830 abitanti della provincia di Biella. È costituito da tre centri principali: Cerrione capoluogo, Magnonevolo e Vergnasco, l'insediamento che conta oggi il maggior numero di abitanti. Il territorio comunale è delimitato a ovest dalla Serra di Ivrea, antica morena del ghiacciaio della Dora che lo separa dal Lago di Viverone, ed è costituito per buona parte dalle alluvioni del torrente Elvo e del sistema idrografico minore locale (NW-SE).
Di grande interesse la Riserva naturale della Bessa, antica miniera aurifera a cielo aperto, sfruttata in epoca protostorica e romana, con i suoi inconfondibili comuli di ciottoli. Numerosi ritovamenti archeologici della seconda età del ferro e di epoca imperiale (necropoli) attestano l'antichità del'insediamento nel territorio cerrionese.
È sede dell'ente di gestione del complesso di Riserve naturali regionali Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève.



Mosso

Sede del ponte della Pistolesa - luogo di lancio per il bungee jumping - ha dato i natali a molti componenti della famiglia Sella, fra cui Quintino Sella, politico, studioso ed economista e fondatore del Club Alpino Italiano, nativo della frazione Sella, e Bartolomeo Sella, medico e filantropo, cui è intitolata una statua nella piazza principale della cittadina.
Di particolare rilievo è la parrocchiale della Beata Vergine Maria Assunta, risalente al 1650 e rifacimento di un precedente luogo di culto a sua volta edificato nel 1326 sui resti di una chiesa del 1200 distrutta da Fra Dolcino, l'eretico che sulle montagne attorno a Mosso aveva il proprio quartier generale. Il campanile tardo romanico è l'unico elemento che rimane dell'antica chiesa. Realmente ultimata solo cinquant'anni dopo la sua edificazione, nel 1705, venne ulteriormente trasformata fra il 1732 e il 1734. Nel 1875, infine, vennero rifatti la facciata e il pronao in stile neoclassico. Fra i luoghi di culto cristiano presenti nella zona sono da segnalare, in direzione di Bioglio, il santuario di Banchette ed il santuario di Nostra Signora della Brughiera, situato sul confine dell'antica Mosso Santa Maria con il territorio del comune di Trivero.
Il viadotto di località Pistolesa è sede del primo bungy jumping center permanente italiano e per le sue dimensioni - 152 metri di altezza e 350 metri di lunghezza - è stato soprannominato - Colossus.
Attivo dalla metà degli anni novanta, richiama appassionati di questa specialità di sport estremo da ogni parte del mondo.
Si calcola siano stati effettuati dall'apertura del centro oltre cinquantamila salti.
La rete televisiva inglese BBC nel 2003 ha scelto questa location per il proprio programma scientifico Body Hits.



Pollone

Un'importante attrattiva turistica di questa località è la riserva naturale della Burcina, realizzata a partire da metà Ottocento per iniziativa degli imprenditori tessili Piacenza e dal 1935 di proprietà del comune di Biella.



Sagliano Micca

Città natale di Pietro Micca. Di notevole pregio sono a Sagliano Micca sono la parrocchiale dei SS. Giacomo e Stefano, edificata nei primi anni del XVII secolo, la chiesa dei SS. Fabiano e Sebastiano e la piccola chiesetta della Trinità, a pianta ottagonale, edificata nella seconda metà del XVIII secolo sui resti di un'antica edicola del XIV secolo. All'interno sono conservati pregevoli affreschi del XV-XVI secolo.
Molto conosciuto è il cappellificio fondato nel 1897 in forma di cooperativa e ora azienda affermata del settore che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo; raggruppa sotto le insegne del "Cappellificio Cervo" i marchi "Bantam" e "Barbisio".



Trivero

Trivero è un comune di 6.880 abitanti della provincia di Biella. Fa parte della Comunità Montana Valle di Mosso. È un importante centro laniero ed è porta di accesso per la strada panoramica che attraversa l'Oasi Zegna.
In frazione Bulliana si trova il santuario di Nostra Signora della Brughiera (assieme al santuario di Banchette uno dei maggiormente frequentati del biellese nord-orientale), mentre in località Mazzucco è situato il santuario omonimo, il santuario del Mazzucco (918 mt. s.l.m.), dedicato originariamente alla Madonna e a San Bernardo, e poi particolarmente a Sant'Anna.
Quest'ultimo santuario risale alla prima metà del XVII secolo e la sua posizione isolata, in un bosco di faggi, ne ha fatto fino al secolo scorso sede ideale per gli eremiti.
Nei pressi del Santuario passa una delle più importanti vie della transumanza del biellese, rievocata ogni anno a fine maggio.



Vigliano Biellese

Sono presenti, nel territorio, alcune costruzioni antiche e degne di nota, quali la Chiesa di Santa Maria Assunta, di epoca romanica e risalente quindi attorno al XI e XII secolo, nonostante qualche modifica sia stata annotata nel '400, e la Chiesa di San Giuseppe Operaio, inaugurata nel 1923 e nata dalle macerie di un edificio medievale. Inoltre sono molto caratteristiche delle zona delle belle ville in collina, appartenute a famiglie nobili: tra queste magioni si ricordano Villa Malpenga, Villa Era e il Castello del conte di Collobiano.



Zumaglia

Zumaglia è un comune di 1.073 abitanti della provincia di Biella. Situato sulla collina biellese, dà il nome ad un omonimo brich (colle) sul quale sorge un antico castello sede, nella stagione estiva, di una rassegna teatrale itinerante. Fa parte della Riserva naturale regionale Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève.

LE ESCURSIONI IN PROVINCIA DI BIELLA

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La provincia di Biella promuove una serie di percorsi di interesse turistico. Tali percorsi puntano sul patrimonio artistico e sulle particolarità enogastronomiche delle varie località della provincia.

Riserva naturale orientata delle Baragge

Baragge - Bessa - Area attrezzata Brich Zumaglia - Mont Prève è il nome con cui viene raggruppato un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela. L'area gode di particolari caratteristiche archeologiche, paesaggistiche, naturalistiche, floristiche e storiche e riguarda ventotto comuni di tre province: quella di Biella, quella di Vercelli e quella di Novara. Dieci sono le sub-aree interessate dalla macro-definizione. Il territorio delle riserve naturali è prevalentemente pianeggiante o collinare, ideali per escursioni podistiche (trekking) o a cavallo oppure ancora in bicicletta.

Le tre Riserve

  1. La Riserva Naturale Orientata delle Baragge è costituita da sette porzioni differenti di territorio attraversate da strade statali, provinciali e comunali che ne facilitano l'accesso da uno qualsiasi dei ventidue comuni interessati. Tali aree sono attraversate inoltre da una fitta rete di percorsi ciclabili.
    La fitta brughiera caratterizzata da felci aquiline e brugo, alternata a vaste distese di prateria, che fa apparire la zona simile per certi versi alla savana africana, è posizionata su un altopiano ad un'altitudine che varia dai 150 ai 340 metri fra le province di Biella, Vercelli e Novara. Offre incomparabili scenari che, movimentati dalla presenza di numerose greggi di pecore, mutano nei colori con il mutare delle stagioni.
    Il Baraggione che si estende fra Candelo e Cossato è quello più vasto e conosciuto, anche per la presenza di un antico Ricetto - quello di Candelo, appunto - costituito da un nucleo fortificato in epoca medioevale all'interno del quale si svolgono manifestazioni culturali.
    Verso le Baragge vercellesi, a Castellengo, presso Cossato, è ubicato l'Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge. Di rilievo l'antica chiesa dei santi Pietro e Paolo e il castello che la sovrasta.
    Inclusi nel territorio delle Baragge biellesi sono anche la brughiera che sorge attorno a Verrone e il centro storico di Masserano (con il castello edificato dell'XI), il monastero cluniacense di Castelletto Cervo (XIII secolo) e il castello di Rovasenda.
    La Baraggia novarese del Piano Rosa si estende sul lato orientale del fiume Sesia, nel triangolo Gattinara - Ghemme - Romagnano Sesia. Luoghi di particolare interesse storico-turistico sono, a Roasio, la chiesa romanica di Sant'Eusebio dei Pecurilli e, vicino a Romagnano Sesia, il santuario della Madonna di Rado.
  2. La Bessa, Riserva Naturale Speciale della Regione Piemonte si sviluppa per circa 7 chilometri quadrati ad una quota che oscilla fra i 270 e i 430 metri di altitudine. Territorialmente corre per tutta la sua estensione sul fianco biellese della collina morenica della Serra (tra le più estese d'Europa).
    In tempo lontani fu sede di attività di ricerca dell'oro nei corsi d'acqua che scendono dalle vicine montagne, attività che prosegue anche oggigiorno ad opera di numerosi appassionati. Si calcola che in epoca romana - fra il II secolo a.C. e il I secolo a.C. - migliaia di persone lavorassero già nella zona. Ne sono testimonianza antichi scritti e numerosi manufatti e reperti archeologici ritrovati anche in tempi recenti.
    Nonostante il paesaggio quasi lunare - fatto di ciottoli accatastati dal tempo (i cosiddetti ciapei) e profondi e lunghi valloni (le bunde) - è meta di escursioni sia a piedi che in mountain-bike.
    Molto apprezzata è la visita ai numerosi casali della zona, in particolare a quelli della frazione di Vermogno di Zubiena - sede del Centro Visite e dell'Area attrezzata della Riserva - e di Mongrando, località considerata la capitale della Bessa e sede dell'Ecomuseo dell'oro.
    Nel borgo medioevale di Magnano sono visitabili l'antico ricetto e la chiesa romanica intitolata a San Secondo martire, ove si svolgono in estate rassegne di musica classica.
    La Bessa è raggiungibile dall'autostrada A4 Torino-Milano, uscita a Santhià e statale n. 143 per Biella.
  3. L'Area attrezzata Brich di Zumaglia e Mont Prève è distinguibile dalle doppie cime gemelle del Brich di Zumaglia (brich è termine che indica un territorio impervio) e del Mont Prève, due asperità a nord-ovest della città di Biella, proprio allo sbocco della Valle Cervo. Oltre al comune di Zumaglia, interessa quello di Ronco Biellese.
    La riserva è raggiungibile dallautostrada A4 Torino-Milano, con uscita al casello di Santhià e prosecuzione lungo la strada statale 143 fino alla deviazione per Ronco Biellese.
    L'altitudine massima è posta a 669 metri, ove sorge il castello fatto costruire in epoca fascista sui resti di un'antica rocca. Il castello - aperto in particolari circostante e sede di spettacoli teatrali itineranti estivi - è circondato da un boscoso parco nel quale è gradevole compiere passeggiate, ricco di particolari specie esotiche. Particolarmente apprezzabili sono gli elementi architettonici - monumenti, fioriere ed epigrafi - che decorano i viali che salgono alla cima del colle.
    L'altra cima del complesso naturalistico è data dal Mont Prève, collina gemella del Brich zumagliese. Fitti boschi di castagno e robinia caratterizzano la tipica macchia di questa parte del biellese. LIPU ed ente di gestione dell'area hanno allestito, nei pressi della Cascina Alè (luogo di allevamento di numerose specie animali), una stazione di ambientamento per uccelli rapaci. Un percorso ginnico attrezzato completa la scenografia della riserva naturale.


Santuario di Oropa

Il Santuario di Oropa è un santuario mariano situato una dozzina di chilometri a nord della città di Biella, a circa 1.150 metri di altitudine, in un anfiteatro naturale di montagne che circondano la sottostante città e fanno parte delle prealpi biellesi. Il Santuario di Oropa è stato dichiarato dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.
Il complesso comprende un Sacro monte, la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello e il santuario dotato di diverse strutture destinate all'ospitalità di fedeli e turisti.
All'interno del complesso si trova un osservatorio meteosismico fondato nel 1874 per opera del padre barnabita Francesco Denza di Napoli (1834-1894), fondatore anche del regio osservatorio C. Alberto di Moncalieri e della rete di oltre 300 osservatori nel Regno d'Italia. Attualmente l'osservatorio di Oropa fa parte della rete meteo regionale del Piemonte e della rete sismica sia regionale che nazionale.
Dal santuario è possibile raggiungere il rifugio Savoia (quota m 1900 c.ca) e da qui, in pochi minuti, il lago del Mucrone sul monte omonimo. Salendo ancora con una cabinovia si arriva alla cime del monte Camino, a circa 2.400 metri di altitudine.


Lago di Viverone

ll Lago di Viverone è posto a 230 metri sul livello del mare fra i comprensori di Biella, Vercelli e Ivrea nella zona collinare morenica della Serra. Ha una superficie di circa 6 Km con una profondità massima di 70 metri, il suo perimetro è di 10,5 km. La lunghezza è di 3.500 m e la larghezza 2.600 m. La parte del lago a sud ed a ovest è ricca di vegetazione mentre la parte nord è urbanizzata con alberghi, camping e spiagge.
Anatre, germani reali, folaghe, svassi e gabbiani formano la maggior parte della fauna; la pesca è abbondante di coregoni, persici, tinche, lucci e pesci gatto.
Una linea di navigazione di recente istituzione unisce i porti lacuali del Lido, Masseria, Comuna e Anzasco. Viverone è un importante fulcro per escursioni nel Biellese, Monferrato, Valle d'Aosta e passaggio obbligato per le gite d'Oltralpe.


Santuario della Brugarola

Il Santuario della Brugarola è un santuario mariano intitolato alla Madonna di Oropa. È situato in un bosco di castagno a 699 metri s.l.m. nel territorio del comune di Ailoche, in provincia di Biella, sulla strada carrozzabile che conduce all'Alpe di Noveis. È costituito, oltre che dalla chiesa, anche da un edificio civile un tempo adibito ad abitazione per gli eremiti.
Assieme al santuario di Banchette, presso Bioglio, e al santuario di Nostra Signora della Brughiera, a Trivero, fa parte del gruppo di santuari minori del biellese che si snodano lungo la Via della fede (valli Séssera e Mosso).
Venne costruito nel 1722 in onore della Madonna di Oropa con il nome di santuario della Beata Vergine Incoronata (un pilone votivo con l'immagine della Madonna nera ricorda il suo culto in questa zona fin dall'antichità).
L'accesso al santuario - la cui facciata è ricca di stucchi e statue - avviene attraverso una gradinata in pietra. L'altare maggiore è dedicato alla Madonna, raffigurata tra Sant'Eusebio e San Bernardo; gli altari laterali sono dedicati a San Pietro e a San Francesco.
Il parco che circonda il santuario include una piazzuola nella quale nel mese di agosto si svolgono feste popolari.


Santuario di Banchette

Il santuario di Banchette è un santuario mariano situato in frazione Banchette, nel comune di Bioglio, in provincia di Biella.
Assieme al santuario della Brugarola, presso Ailoche, e al santuario di Nostra Signora della Brughiera, a Trivero, fa parte del gruppo di santuari minori del biellese che si snodano lungo la Via della fede (valli Séssera e Mosso).
Secondo la tradizione, il santuario eretto dai padri barnabiti sui resti di un'antica chiesa, servita nel 1630 come lazzaretto contro la peste, edificata in segno di riparazione ad un gesto sacrilego. Nel medesimo luogo sorgeva nel XVI secolo un pilone dedicato alla Madonna. Tale pilone era stato fatto segno di lanci di pietre che danneggiarono il capo della Vergine (qui chiamata, in lingua piemontese, la Madonna del bull).
L'edificio attuale è frutto di una serie di restauri compiuti a inizio del XX secolo sull'impianto originale della chiesa cinquecentesca della quale restano soltanto la facciata e parte delle navate laterali.
Per la sua posizione collinare e avvolta dal verde di un boschetto ai piedi del monte Rovella, a poca distanza dalla strada provinciale che attraversa la Valle di Mosso, il santuario è meta di pellegrinaggi e, soprattutto, di cerimonie nuziali.
Accanto al luogo di culto si trova un edificio adibito ad ospizio, risalente alla prima metà del Settecento ed edificato con il lasciato di un ufficiale spagnolo.


Santuario di Nostra Signora della Brughiera

Il santuario di Nostra Signora della Brughiera è un santuario mariano situato in località Bulliana, ad un paio di chilometri da Trivero (provincia di Biella). È aperto dal 25 marzo a fine settembre.
Assieme al santuario di Banchette, presso Bioglio, e al santuario della Brugarola, ad Ailoche, fa parte del gruppo di santuari minori del biellese che si snodano lungo la Via della fede (valli Séssera e Mosso).
Situato ad oltre 800 mt. di altitudine, in una zona ricca di castagni e pascoli, il santuario fu edificato nel luogo in cui, secondo la tradizione religiosa, la Madonna apparve a una pastorella muta donandole l'uso della parola.
Il complesso è costituito da due chiese: la maggiore, oggi cuore del santuario, ed una più piccola e antica, edificata nel XVI secolo sui resti di una chiesa del XIV secolo presso la quale si accamparono i seguaci di Fra Dolcino. È conosciuta per il presepio vivente che vi viene rappresentato la notte di Natale e nel pomeriggio del giorno di Santo Stefano e che, attraverso una mulattiera, conduce al villaggio di Bulliana con una Via Crucis articolata in quattordici stazioni poste in altrettante cappelle decorate nell'Ottocento dal pittore Giovanni Avondo di Balmuccia (conosciuto anche come Avondo di Varallo) e ritoccate nel 1879 dal pittore valsesserino Ciancia.
Questa chiesa, sorgendo su un punto di confine, è stata oggetto oggetto in passato di una contesa tra i comuni limitrofi di Trivero e Mosso (al tempo Mosso Santa Maria), culminata in uno scontro armato, come ricorda un affresco nella chiesa maggiore.
All'interno della chiesa maggiore, oltre ad alcuni ex voto si possono ammirare pregevoli opere artistiche: una Natività di Gesù del cremasco Gian Giacomo Barbello, collocata al centro dell'altare, la navata centrale e il presbitero dipinti nel XVIII secolo da Pietro Lace ed il pulpito ligneo di origine valsesiana, attualmente conservato in sacrestia. Nel Settecento furono poi realizzate l'abitazione dell'eremita e gli alloggi a servizio dei pellegrini.


Borgata Salomone

Borgata Salomone è una frazione del comune Roppolo in provincia di Biella. Rimasto incontaminato, il borgo di Salomone si presenta al visitatore con tutto il suo fascino antico: gli archi che immettono nei cortili delle case, i grandi muri in pietra, gli orti coltivati, la romantica chiesetta di San Martino con il suo campanile, orgoglio e vanto dei frazionisti e le pigre colline sulle quali si adagia, ne fanno un'oasi di pace e di rara bellezza. Durante le due festività annuali, quella di San Martino l'11 novembre e quella della Madonna del Carmine il 16 luglio, la chiesa di San Martino è aperta per la celebrazione della messa a cui partecipano tutti gli abitanti di Salomone.
Per la sua particolare posizione, Salomone è il punto di partenza ideale per numerose gite in giornata; dal centro del borgo è possibile raggiungere a piedi i laghi di Bertignano, Bose e Viverone. Ancora a circa 20 minuti di cammino, si consiglia la visita al Castello di Roppolo, sede anche dell'importante Enoteca Regionale della Serra e alla Chiesa di San Michele a Roppolo Castello.

PIATTI E PRODOTTI TIPICI IN AGRITURISMO IN PROVINCIA DI BIELLA

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Prodotti tipici: Latticini (Toma e formaggio tipico Macagno); salumi (paletta biellese); vini Erbaluce e Bramaterra e il liquore Ratafià.

Piatti locali: la polenta concia (condita con burro fuso e formaggio) e la supa mitunà. A Carnevale viene prodotto un dolce rustico con farina gialla ed uvetta denominato fiacà.

IL FOLKLORE E L'AGRITURISMO IN PROVINCIA DI BIELLA

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Biella:

  • A cadenza biennale si svolge a Biella il concorso nazionale corale "Provincia e Città di Biella" che vede la partecipazione di formazioni corali provenienti da tutta Italia. Ogni anno, invece, intorno a fine ottobre si svolge il Biella festival che richiama cantautori a autori da tutta Italia e non solo. Arrivato alla sua ottava edizione,sta acquistando sempre più importanza.

Cossato:

  • Ogni anno nella città viene organizzato il Palio dei Rioni, ove tutti i Rioni che fanno parte del paese si ritrovano per una competizione sportiva non a scopo di lucro per incentivare la partecipazione alla vita collettiva ed al volontariato, infatti ogni squadra deve presentare un determinato numero di persone diversamente abili che gareggino insieme agli altri concorrenti. Il palio, di recente istituzione, si tiene nei primi giorni di Settembre.

Magnano:

  • Vi si tiene annualmente ad agosto un importante festival di musica barocca ospitato nella chiesa romanica medioevale di San Secondo.

Ronco Biellese:

  • La Pro Loco di Ronco Biellese organizza annualmente la Sagra del Pailet dove è possibile gustare piatti tradizionali nelle caratteristiche stoviglie, la festa ospita tradizionalmente anche il ritrovo dei ceramisti Raku.

Sordevolo

  • La passione di Cristo è una rappresentazione sacra - su versi arcaici accompagnati da musica solenne, e recitata in forma di teatro popolare - che da quasi duecento anni viene allestita, con cadenza quinquennale, dalla popolazione del comune piemontese di Sordevolo (BI).
    Narra quello che può essere considerato come il momento centrale della cristianità - quello della Passione di Gesù Cristo - ed è sicuramente uno fra i più articolati spettacoli corali allestiti in Italia. Ad interpretarlo sono attori dilettanti di ogni età.
    La rappresentazione ha fatto guadagnare alla località collinare il soprannome di Città della Passione, richiamando spettatori da ogni dove. Viene organizzata ed allestita da una associazione appositamente costituita, l'Associazione Teatro Popolare di Sordevolo, che ha ereditato dal 1991 l'impegno assunto nel 1816 da quello che fu l'antico Teatro Popolare Comitato Passione di Sordevolo.
    La Passione di Cristo viene replicata ogni fine settimana da luglio a settembre.
    In una ampia arena naturale all'aperto di circa quattromila metri quadri, un anfiteatro dotato di tutte le più moderne tecnologie e intitolato a Giovanni Paolo II) è riprodotta la Palestina del tempo di Gesú.

Vigliano Biellese:

  • Durante il periodo della festa di San Michele, patrono del comune, la via principale del paese viene chiusa al traffico e ospita mercatini e artisti che si esibiscono in strada, recuperando un'antica tradizione che si andava perdendo, così come quella dei mercatini di Natale, da poco recuperata.

Fonti: tutti i contenuti di questa pagina sono tratti da WIKIPEDIA