La Provincia di Cuneo è una provincia del Piemonte di oltre 570 mila abitanti. È la più antica provincia italiana (istituita nel 1859) ed era la più grande per estensione fino al 1947 (attualmente è la terza dopo Bolzano e Foggia); per questo in Piemonte è anche detta la Granda.
Le Alpi Cozie e Marittime la circondano rispettivamente a ovest e a sud, con un grande arco che solo a est della valle del Tanaro si abbassa in forme più dolci, trapassando al sistema collinare delle Langhe. I rilievi formano pertanto un grande bordo ad U, entro il quale si apre l'alta pianura solcata dal Po, dal Tanaro e dai loro numerosi affluenti. Sulla sinistra del Tanaro rientra nella provincia una porzione delle colline del Monferrato, che restringono la pianura fra Bra e Saluzzo e deviano il corso del Tanaro, che raggiunge il Po solo dopo aver aggirato da sud l'intero sistema collinare. Cuneo risulta essere una provincia ellittica estremamente accentrativa e compatta, sia dal punto di vista morfologico che sociale.
Nell'arco alpino i fiumi incidono valli trasversali, che convergono a ventaglio verso la pianura. La valle più settentrionale è quella del Po che nasce alle pendici del Monviso, massima elevazione della provincia (3841 m); seguono, quasi parallele, le valli dei torrenti Varaita, Maira e Grana, affluenti di destra del Po, quelle della Stura di Demonte e del Gesso, e numerose altre tributarie di sinistra del Tanaro. Le valli del Belbo e della Bormida, che tributano al Tanaro da destra, incidono e delimitano con altri corsi d'acqua i rilievi delle Langhe.
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Cuneo
Cuneo si trova su una terrazza alluvionale a forma di "cuneo" isolata dalla lenta confluenza verso la pianura del torrente Gesso a Est e della Stura di Demonte a Ovest, in posizione centrale rispetto all'arco delle Alpi sud-occidentali, dominate dal Monviso, dall'Argentera, dalla Rocca dell'Abisso e dalla Bisalta.
La posizione strategica della città influì in modo decisivo sulle sue vicende storiche nonché sullo sviluppo urbanistico. Infatti Cuneo, alla quale si apre una sola possibile direttrice di espansione verso sudovest, cioè verso Borgo San Dalmazzo, rimase per secoli racchiusa entro la cerchia originaria di mura. Fu soltanto dopo la demolizione della cinta muraria, ad opera dell'amministrazione napoleonica, all'inizio del XIX secolo, che prese l'avvio l'espansione moderna della città, attorno alla grande piazza centrale (piazza Vittorio Emanuele II, oggi Piazza Galimberti) e lungo l'asse di corso Nizza, con uno sviluppo a pianta regolare, lento per tutto l'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale e con ritmo sempre più rapido fra le due guerre, e specialmente dal 1945 in poi.
Alba
Alba (30.083 ab.) è un comune della provincia di Cuneo, secondo al capoluogo per numero di abitanti; è situata a 60 km nord-est dal capoluogo, a destra del fiume Tanaro, fra colline ricche di vigneti e frutteti (le Langhe).
Della città romana, di forma poligonale, rimangono i resti di una porta fortificata con le mura di cinta e di qualche edificio con mosaici e marmi. La Cattedrale di San Lorenzo risale al XII secolo, anche se ritrovamenti archeologici fanno pensare
che la costruzione sia avvenuta su un tempio preesistente. Il vescovo Andrea Novelli la fece ricostruire nel 1486. Gli altri edifici religiosi: la chiesa dei Santi Cosma e Damiano;
la chiesa del Cristo Re;
la chiesa del Divin Maestro;
la chiesa di San Cassiano;
la chiesa di San Domenico;
la chiesa di San Giovanni Battista conserva la Natività di Macrino d'Alba;
la chiesa di San Paolo;
la chiesa di Santa Caterina;
la chiesa di Santa Maria Maddalena;
il Santuario di Nostra Signora della Moretta.
Alba era nota come città delle cento torri, tutte costruite nel XIV e XV secolo. Oggi ne rimangono poche e fra quelle rimaste molte sono state abbassate al livello dei tetti o incorporate negli edifici.
Alto
È situato all'estremità meridionale della provincia di Cuneo e assieme al comune di Caprauna forma un cuneo inserito fra le province di Savona e Imperia che, caso unico per il Piemonte, si affaccia sul versante marittimo.
Il suo territorio è situato sul versante sinistro della media Valle Pennavaire e culmina nella cima del Monte Dubasso (m. 1538); alle quote più basse si trovano in prevalenza boschi di castagni che si diradano via via con l'altitudine per poi aprirsi in ampie distese prative nella conca di San Bartolomeo e alle pendici del monte Dubasso. Il capoluogo, unico centro abitato del comune, sorge ad una quota di m 645 su di un terrazzo naturale che domina la media e bassa valle, molto decentrato rispetto al territorio comunale; è costituito da un piccolo nucleo tra il castello e la primitiva parrocchiale, ampliatosi col tempo lungo le due direttrici principali, quella per Albenga e quella per la Valle Arroscia e il Piemonte.
Il castello, edificato nel XIV secolo probabilmente su di una antica fortificazione, venne parzialmente distrutto durante il periodo napoleonico; nonostante rimaneggiamenti e aggiunte conserva tuttora la sua fisionomia medievale. È visitabile nel periodo estivo nell'ambito del programma castelli piemontesi.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, fu edificata verso la fine del XVII secolo, presenta stucchi della stessa epoca e decorazioni del XIX sec. La festa del santo patrono è celebrata il giorno 29 settembre con tradizionale processione per le vie del paese.
L'oratorio di San Bartolomeo: attualmente sconsacrata, fu l'antica parrocchiale ed in seguito oratorio dei Disciplinanti. È sede di un museo temporaneo sul paese e con la possibilità di ospitare mostre e convegni.
L'oratorio di San Sebastiano: situato all'uscita del paese sull'antica mulattiera che conduceva a Caprauna, presenta un affresco del XV sec.; purtroppo l'edificio è in stato di completo abbandono.
Il Santuario della Madonna del Lago: a 3 km dal paese, sorge nei pressi di un piccolo laghetto il Santuario edificato alla fine del XIX sec. La prima domenica di luglio esso richiama da sempre un gran numero di fedeli e visitatori in occasione della celebrazione della festa della Visitazione e della tradizionale processione. Tale processione si snoda intorno al lago ed è caratterizzata dalla "Cassa" rappresentante la Visitazione di Maria a Sant'Elisabetta, dai priori vestiti con le caratteristiche cappe bianche, i quali cantano le antiche laudi, dalle confraternite provenienti dai paesi vicini che trasportano a braccia gli imponenti "Cristi" e completata dal corteo religioso e dai gruppi corali. Di fronte al Santuario sorge la primitiva cappella, ora adibita a locanda aperta nel periodo primavera-estate. La zona è attrezzata ad area pic-nic e da qui si dipartono i percorsi che conducono all'Alta Via e ai monti Armetta, Dubasso e Galero. Nei pressi del santuario sono disseminate numerose rocce molto frequentate dagli amanti del free-climbing; la località è frequentata anche da appassionati di parapendio che dispongono nelle immediate circostanze di luoghi favorevoli al decollo e all'atterraggio.
Grotte: disseminate su tutto il territorio comunale, rappresentano un suggestivo itinerario storico e paesaggistico.
Caselle: riscoperta recentissima, rappresentano antichi ripari in pietra per pastori. Suggeriscono un interessante percorso alternativo sui sentieri e sui luoghi della pastorizia.
Baldissero d'Alba
Castello dei Colonna citato già nel 1268: conserva al suo interno resti dell'antica cappella gotica con pareti affrescate. All'esterno è visibile ancora una parte della cinta muraria con la torre detta "dei Coltelli".
Bastia Mondovì
Bastia Mondovì sorge nella confluenza tra il torrente Ellero ed il fiume Tanaro. Il centro storico costituisce una parte limitata del suo territorio che è formato soprattutto da numerose frazioni, località o case sparse, più o meno abitate, che fanno da contorno al concentrico del paese. Bastia è costituita da un territorio principalmente collinare ed in parte pianeggiante, attraversato dal fiume Tanaro.
La Chiesa Parrocchiale di San Martino: sita in Piazza Parrocchiale, la struttura originaria era una cappella del XII secolo, ampliata nel XV secolo e parzialmente ricostuita a metà del Novecento. All'interno, nella parte absidale Quattrocentesca, sono presenti affreschi probabilmente risalenti allo stesso periodo.
La Chiesa di San Fiorenzo è un autentico gioiello dell'arte gotica. Costruita sulla tomba del Santo agli inizi del II millennio, come testimonianza tangibile di una fede profonda, tramandata per generazioni, fu dapprima "cappella del pellegrino" che si affacciava su una delle più importanti vie del sale e, attraverso l'immagine del grande San Cristoforo dipinto sull'ingresso, invitava i viandanti alla sosta. La sua semplice struttura racchiude all'interno un ciclo di affreschi così straordinario ed imponente da lasciare stupefatto il visitatore. Sono ben 326 mq. di affreschi realizzati a più mani dalle migliori scuole popolari del XV secolo: pareti policrome, arte semplice, spoglia di orpelli ma ricca di misticismo e di profonda religiosità; una Bibbia dei poveri che, attraverso le storie dei Santi, della Vita e della Passione di Cristo, del Paradiso e dell'Inferno, si fa catechesi per istruire, ammaestrare e confortare non solo la gente semplice della comunità rurale di allora, ma anche l'incantato visitatore di oggi. Gli affreschi portano la data del 24 giugno 1472.
Briaglia
La Chiesa Parrocchiale di Santa Croce;
la chiesa sconsacrata di San Giovanni: all'interno di questa piccola chiesa è possibile ammirare antichi resti preistorici risalenti ad alcune tribù primitive che risiedevano nella zona.
Busca
Il centro storico della città racchiude nelle sue vie le testimonianze di un passato da non sottovalutare: partendo dalla via centrale parzialmente porticata (C.so Umberto) si arriva in piazza XX Settembre alla chiesa della SS. Trinità. Al suo interno è custodito un sacello dedicato alla "Madonnina" che, secondo la tradizione popolare, liberò la città dalla pestilenza nel 1745. Grandi architetti come Francesco Gallo (artefice della cupola del santuario di Vicoforte Mondovì) hanno lavorato in Busca: la chiesa della Santissima Annunziata ad esempio è un capolavoro di architettura barocca piemontese con pianta a croce greca; il Gallo lavorò anche nella parrocchiale di Santa Maria Assunta tra il 1717 ed il 1728. Nelle sue vicinanze si può ancora notare la porta dell'antica cinta muraria, con arco in pietra squadrata. Nei dintorni, in direzione di Villafalletto sorge l'antica Cappella di San Sebastiano in stile tardo romanico e gotico. Al suo interno si possono ammirare affreschi quattrocenteschi. In direzione di Rossana sorge la cappella di Santo Stefano. In direzione di Saluzzo si arriva al castello del Roccolo, disegnato da Roberto D'Azeglio in stile gotico - moresco.
Caprauna
Poco sopra il paese, al Colle di Caprauna, passa l'Alta Via dei Monti Liguri, percorso segnalato per escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo. Il fresco clima, la media altitudine e la bellezza dei paesaggi ne fanno un piacevole luogo di soggiorno estivo.
Caraglio
A partire dal 2000 il paese ha conosciuto una grande fase di restauro che ha compreso i principali edifici storici pubblici e privati e che lo rendono interessante al turista. Tra i principali edifici, la Chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Giovanni Battista, il Palazzo del Fucile, la Finestra di Cecilia, il Teatro Civico, la Fontana delle Tre Grazie, il Convento dei Cappuccini, la Chiesa sconsacrata di San Paolo, Villa Vacchetta, l'Albergo del Gallo e il Filatoio. Il Museo Il Filatoio: Il Filatoio di Caraglio, recentemente restaurato, offre al visitatore la ricostruzione degli antichi mulini da seta che permettevano la lavorazione del prezioso filo organzino.
Carrù
Carrù è un comune di 4.007 abitanti della provincia di Cuneo situato all'inizio della Langa (anche detto Porta d'la Langa). Tra gli edifici storici ricordiamo il Palazzo Lubatti, la dimora dei conti Canosio, la barocca Chiesa parrocchiale costruita dall'architetto Francesco Gallo e le due chiese, un tempo private, dei Battuti Bianchi e dei Battuti Neri - dominati dalla figura del castello, la cui esistenza è attestata già da un diploma imperiale di Enrico II, risalente al 1041.
Casteldelfino
È uno dei paesi della Valle Varaita in cui si parla la lingua occitana. A Casteldelfino e Pontechianale sorge il Bosco dell'Alevè, il più esteso bosco di pini cembri d'Europa. È zona protetta dall'Unione Europea, come ugualmente protette sono specie di animali che vivono in questi luoghi. Sono presenti molti sentieri nel bosco che permettono ai turisti di perlustrarlo in tutta la sua ampiezza.
Castelmagno
Il comune è il più elevato della Valle Grana, una delle valli occitane della Valadas, composto da quattro borghi distanti l'uno dall'altro. Un punto di attrazione è sicuramente costituito dal Santuario di San Magno (a quota 1761 m s.l.m.), meta di pellegrinaggi dei pastori occitani e posto tappa della Grande Traversata delle Alpi (GTA).
Corneliano d'Alba
Corneliano sorge sul percorso dell'antica strada romana che collegava Alba a Torino. Divenuta fundus della gens Cornelia (da qui il nome), Corneliano riscoprì una certa importanza solo dal XII secolo, quando, con l'avvento dei Liberi Comuni, venne riscoperta la sua importanza a livello di controllo del territorio. Venne così eretto un castello nella collina sovrastante al paese.
Corneliano si schiera rapidamente al fianco di Alba contro la città di Asti, il cui vescovo aveva mire espansionistiche nella zona. Passata sotto varie signorie, Corneliano subì momenti bui durante le guerre del XVI secolo, durante le quali il castello subì notevoli danni. Oggi rimane solo l'elegante torre decagonale.
Altro monumento degno di nota è l'arco che costituisce la porta d'ingresso al centro storico, fatto erigere per volontà di Casa Savoia dopo la caduta di Napoleone. Di grande pregio la chiesa di San Gallo e di San Nicola, fatta erigere, nel 1748, in un nuovo sito in sostituzione della vecchia e piccola parrocchiale, posta più a monte, parzialmente abbattuta e sul cui sito venne edificata l'attuale confraternita, dedicata a San Bernardino.
Entracque
Entracque è un comune di 851 abitanti della provincia di Cuneo. Rinomata stazione turistica fin dai primi '900, grazie alla vicina Riserva Reale di Caccia, oggi si rivolge sia al turismo estivo, sia a quello invernale. Dispone di 4 impianti di risalita per lo sci da discesa e di circa 40 km di piste di fondo. Entracque comprende, inoltre, parte del Parco delle Alpi Marittime.
Envie
Il castello venne costruito dal marchese di Saluzzo nel 1260, in forma di ricetto difensivo. Fu distrutto dagli Acaja nel 1336 e ricostruito dai conti di Bricherasio nel secolo XV. Fu danneggiato durante le guerre di religione del '500 e completamente abbattuto dai Savoia. Dopo alcuni secoli di oblio lo acquistò il conte Guasco di Castelletto che lo riedificò, in stile neo-gotico, a metà dell'800.
Furono ospiti del conte, nel castello enviese, Cavour, Pellico, e D'Azeglio. Quest'ultimo scriveva alla moglie: «Questo è veramente un luogo adatto per scrivere un romanzo». Silvio Pellico dedicò una poesia alla nobile Clementina che era morta giovanissima.
"Ella s'inchina a protegger d'Envie l'antica villa e il castello in cui visse te vicina"
Il conte Guasco dotò la sua dimora di una fornita biblioteca e di lussuosi arredi. Il maniero venne circondato da un elegante giardino all'inglese in cui erano presenti alberi ad alto fusto e piante esotiche. Gli arredi e i testi della biblioteca sono stati venduti all'asta nel 1980. Il giardino è stato danneggiato dalla tromba d'aria dell'agosto 2003; alcuni alberi sono stati abbattuti. Attualmente il castello è stato privatizzato e un'ala dell'edificio è adibita ad esclusivo ristorante.
La chiesa di San Marcellino, dedicata ai santi Marcellino, Pietro ed Erasmo, è stata ricostruita nel 1762, in forme juvarriane. Nello stesso luogo sorgeva già una chiesetta di dimensioni minori a partire dal 1100. Questa struttura fu danneggiata durante le guerre del '500 quando venne addirittura trasformata in stalla dagli ugonotti. Della primitiva costruzione rimangono il bel campanile romanico, che porta le insegne dei Bricherasio e dei Savoia, ed il fonte battesimale in marmo bianco. Gli elementi più significativi dell'attuale chiesa sono l'altar maggiore, l'acquasantiera del 1666 e il portale settecentesco. Negli ultimi decenni la parrocchia di san Marcellino è stata oggetto di continui restauri che le hanno dato un aspetto fin troppo nuovo. Il confessionale moderno ed insonorizzato ed il pavimento in mattonelle di pietra sono nuovi di zecca, relativamente recenti sono la campana e l'organo.
La certosa del Montebracco fu fondata nel 1335 dai nipoti del marchese di Saluzzo sulla struttura di una preesistente cappella, la cui costruzione, voluta dalla marchesa Adelaide di Susa, datava al 1075. Prosperò grazie alle donazioni dei marchesi, decadde quando il feudo enviese passò ai Savoia.
Verso la fine del '700 vi si stabilirono i monaci trappisti in fuga dalla Francia sconvolta dalla rivoluzione. Da questa presenza deriva il nome di "Trappa".
In origine era un eremo dedicato a Santa Maria, oggi si venera San Giacomo. La trappa si trova in frazione Occa, a circa mille metri di altezza, al confine con il comune di Barge.
Numerose sono le cappelle disseminate sul piccolo territorio del comune. La più antica è Sant'Angelo risalente al XV secolo, la più suggestiva è la Madonna della Neve situata su un'altura isolata sopra l'abitato di Occa, la più decorativa è San Giacomo abbellita dagli affreschi del Borgna, la più inquietante è San Rocco (il santo che protegge dalla peste) che fu costruita come ex-voto, forse dopo la pestilenza del 1630.
Frabosa Soprana
Situata alle pendici del Monte Moro si trova ad una quota di 900 metri circa tra la val Maudagna e la Val Corsaglia, Frabosa è una località sciistica che, grazie ai suoi impianti all'avanguardia e alle sue numerose piste, attrae ogni anno moltissimi turisti. Importante è la scuola sciistica che nel passato ha cresciuto molti giovani poi diventati campioni e che ancora oggi sforna sciatori, a livello agonistico, di tutto rispetto. È da segnalare anche la crescente attività turistica estiva rivolta ad un pubblico che ama la natura, i boschi e le montagne, non solo d'inverno.
Govone
Situato poco distante dal cuore delle Langhe, è un centro relativamente piccolo della provincia Granda, posto circa a metà strada fra la città di Alba ed il capoluogo della vicina provincia di Asti.
È conosciuto soprattutto per il suo castello, nel quale soggiornò appena diciottenne (anno 1730), il filosofo Jean-Jacques Rousseau, appena entrato al servizio del conte Ottavio Solaro.
Già fortezza medioevale, l'antico maniero è oggi adibito a Palazzo del Comune.
Appartenne a casa Savoia dal 1792 al 1870 e, come molte altre dimore storiche sabaude del Piemonte, è meta di visitatori richiamati specialmente dal monumentale e scenografico scalone d'onore a due rampe ricco di rilievi e telamoni che provengono dai giardini di Venaria Reale.
Di particolare bellezza sono anche le sale, in special modo quelle decorate da preziose carte cinesi. Il salone da ballo fu fatto affrescare con scene riproducenti l'episodio mitologico di Niobe - ad opera di Luigi Vacca e Fabrizio Sevesi - dal re Carlo Felice che, assieme alla moglie Maria Cristina, agli inizi dell'Ottocento fece completamente restaurare - sulla base di propri disegni - il castello e l'adiacente parco con giardino all'italiana adibendoli a sede delle sue villeggiature estive.
Gli stessi Vacca e Sevesi curarono gli affreschi del grande salone centrale che, giocando sui chiaroscuro della tecnica trompe-l'oeil, simulano con suggestivo realismo l'illusione della presenza di statue.
Grinzane Cavour
Grinzane Cavour è un comune di 1.804 abitanti della provincia di Cuneo. Ha cambiato il suo nome da Grinzane a Grinzane Cavour in omaggio a Camillo Benso conte di Cavour sindaco del paese per 17 anni. Il paese è dominato dall'imponente castello medioevale sede dell'enoteca regionale e già centro della tenuta agricola di proprietà della famiglia Cavour. Nel paese si trova la sede dell'omonimo premio letterario.
Limone Piemonte
Limone Piemonte (Limon in occitano e piemontese) è un comune di 1.545 abitanti della provincia di Cuneo. Considerata, storicamente, come una delle prime stazioni sciistiche italiane, oggi è una conosciuta località turistica invernale ed estiva, che offre ai turisti oltre 80 km di piste da discesa, servite da 18 impianti di risalita, in parte, recentemente rinnovati.
Mondovì
La città di Mondovì (Mundvì nel dialetto locale) è stata fondata nel 1198, quando i vicini villaggi si unirono in una nuova comunità, libera dal potere feudale. Da quel giorno Mondovì crebbe fino a divenire nel XVI secolo la città più popolosa del Piemonte: qui fu pubblicato il primo libro italiano a stampa (1472), qui nacque la prima Università piemontese (1560 - 1566).
Città natale di Giovanni Giolitti, la città ha la peculiarità di essere distribuita su più livelli: il rione Piazza, posto sulla collina denominata del Monte Regale (da cui il nome dei suoi abitanti), è il nucleo originario; i rioni di Breo, Pian della Valle, Carassone, Borgato e Rinchiuso sono collocati in basso, lungo il torrente Ellero, ed ebbero il loro massimo sviluppo tra Settecento e Ottocento, con la nascita delle attività manifatturiere, delle fabbriche e l'arrivo della ferrovia.
Per ovviare alle difficoltà di collegamento tra la parte alta e quella bassa, nel 1880 venne costruita una funicolare, sulla scia di quelle costruite a Torino verso Superga e il monte dei Cappuccini. Funzionante inizialmente a contrappeso d'acqua, quindi a vapore e infine con motore elettrico, la funicolare è stata chiusa nel 1974. Dopo un accurato lavoro di ripristino è stata ricostruita nel 2006.
Le principali attrattive del rione Piazza sono: i capolavori pittorici di Andrea Pozzo (Chiesa di San Francesco Saverio, detta "La Missione" 1664 - 1678), le architetture di Francesco Gallo (Cattedrale di San Donato 1743 - 1757), i cicli degli affreschi gotici (Cappella di Santa Croce - XIV secolo) le mura e le torri medioevali (Il Belvedere e la Torre Civica detta dei Bressano - XIII secolo), le antiche piazze e le scenografiche facciate (la gotica piazza Maggiore XIV - XVI secolo). Altri interessanti edifici sacri sono la chiesa di santa Chiara, la chiesa della Misericordia, il convento di Nostra Donna, la settecentesca sinagoga, il Vescovado, l'antico ospedale di Santa Croce, la manierista Casa Jacod, la Chiesa delle teresiane, il Palazzo dei Bressano, quello del governatore e quello di città, Palazzo Fauzone, la cappella di San Rocco delle Carceri e la porta di Carassone.
Le principali attrattive del rione Breo sono invece: la Cappella di San Rocco, la Cappella della Madonna delle Grazie, la chiesa di sant'Agostino, quella dei santi Pietro e Paolo, la barocca san Filippo e la chiesa sconsacrata di santo Stefano, ora adibita a sala mostre.
Le principali attrattive del rione Carassone sono: la parrocchiale di San Giovanni ed Evasio, la chiesa sconsacrata di sant'Evasio e la splendida cappella di santa Maria delle Vigne.
Le principali attrattive del rione Borgato sono: la cappella dell'Annunziata, quella dellaMadonna della neve, la cappella di san Rocco e la parrocchiale dedicata a Maria Vergine Assunta. Splendido esempio di pittura gotica è la cappella di san Bernardo delle Forche.
Nel rione dell'Altipiano si possono visitare: la cappella di san Bernulfo, la chiesa della Riconciliazione e la parrocchiale del Sacro Cuore.
Mondovì è anche conosciuta per le sue ceramiche, per il carnevale, la Fiera del Santuario di Vicoforte (8 settembre), i raduni delle mongolfiere.
Monteu Roero
Il castello dei Roero, in posizione dominante l'abitato, è stato rimaneggiato più volte ma conserva all'interno capitelli trecenteschi in armeria e affreschi e decorazioni seicenteschi. La chiesa di San Bernardino, ampliata in epoca barocca, ha un portale del 1672 e un pregevole altare. La parrocchiale di San Nicolao è stata ricostruita con il campanile nel 1859-1860; la facciata, di forme rinascimentali, è del 1920.
Monticello d'Alba
Posto sulla collina che sovrasta il paese, il castello di Monticello si presenta come una delle strutture medioevali meglio conservate in Piemonte, nonostante i ripetuti lavori di restauro. Da chi l'osserva dall'esterno, si presenta di forma quadrangolare, con due grandi torrioni, uno a pianta circolare e l'altro a pianta quadrata. All'interno di grande bellezza è la Sala delle Armi.
Moretta
Fulcro della vita del paese è la piazza principale, dedicata a Umberto I, completamente pavimentata a porfido. Insieme a via Torino ed ai suoi portici, essa rappresenta la parte più caratteristica di Moretta. Attorno alla fontana e sul "muretto" del castello, i morettesi si incontrano quotidianamente e nelle occasioni importanti. Sulla piazza si affacciano, a nord il Palazzo Comunale, edificato intorno al 1830, e ad est, la Chiesa Parrocchiale.
La Chiesa parrocchiale, dedicata al patrono del paese, fu edificata tra il 1704 e il 1716 e consacrata nel 1717. Bell'esempio di architettura barocca, è caratterizzata da una grande volta centrale, raro esempio nella zona. Le ricche decorazioni murarie e gli affreschi attualmente visibili risalgono al 1886 e sono opera del pittore piemontese Costantino Sereno. L'unica navata centrale è contornata da sei cappelle, le cui pareti sono abbellite da importanti opere pittoriche del '700 e '800. L'altar maggiore attuale risale all'inizio del 1800 mentre del grande organo pneumatico e dell'orchestra si parla già nel 1777. Questo strumento, andato perduto, è stato sostituito verso la metà del XIX secolo da un organo costruito dalla casa Felice Bossi di Centallo (CN). Lo strumento, ancora esistente e funzionante, è stato lievemente modificato nel corso degli anni, in particolare nel 1927 da Francesco Vegezzi-Bossi, nipote di Felice.
Il Castello è un antico edificio medioevale delle cui origini non si hanno notizie precise; dal 1362 divenne dimora dei Conti Solaro. Ha subito nel tempo notevoli rimaneggiamenti: i merletti delle mura, un tempo a cielo aperto, vennero inglobati nelle pareti e coperti da un tetto in tegole.
Il Santuario della B.M.V. del Pilone, edificato tra il 1685 e il 1691 con l'intervento di architetti ed artisti di Casa Savoia, rappresenta un bellissimo esempio di barocco piemontese, interamente costruito in cotto a vista.
La sua origine è legata alla "oscillazione" miracolosa del Pilone votivo della Madonna, iniziata nel pomeriggio del 23 luglio del 1684 e proseguita per alcuni giorni. Tale evento scatenò all'epoca un forte entusiamo religioso che spinse la popolazione di Moretta e dintorni a recarsi al Pilone in pellegrinaggio. Il 7 agosto dello stesso anno, di fronte a moltissime persone, venne celebrata la prima Messa su un altare provvisorio montato sotto ad una tenda vicino al Pilone. Entro breve tempo si iniziò a costrure una Cappella atta a racchiudere il Pilone miracoloso ma, poiché la devozione popolare continuava a crescere, venne presto presa la decisione di realizzare attorno alla Cappella il Santuario oggi esistente. La costruzione, affidata all'ingegnere Baroncelli, fu basata su una pianta a tre navate. L'altar maggiore, opera dello stesso Baroncelli fu sostituito nel 1768 da un nuovo imponente altare disegnato dall'architetto Giovan Battista Borra. Sul retro dell'edificio venne realizzato un giardino che oggi è stato trasformato in una bella area verde attrezzata.
Ormea
Una delle caratteristiche del territorio è la parlata, specifica della zona, di carattere tipicamente ligure (secondo la classificazione dei linguisti Schladel e Parodi). La specificità del dialetto ormeasco ha fatto sì che diversi studiosi locali, ma anche stranieri, abbiano avviato degli studi di fonetica e abbiano pubblicato sia la grammatica che il dizionario.
Nel centro storico si possono ammirare: l'antica porta di ingresso in città, all'interno del campanile nella romanica chiesa di San Martino;
una casa del '300 con bifore e formelle in pietra; case con portali in pietra;
piazzette e vie tortuose (trevi in ormeasco) con bellissimi scorci;
il museo etnografico "La Casa", dove si è ricostruita un'abitazione della fine '800 con mobili e oggetti vari;
il museo del giocattolo antico, dove fanno bella mostra i più bei pezzi dei primi giocattoli in latta con movimento.
Interessante e probabilmente unica il sistema di pulizia ("Bioa" in dialetto locale) delle strade cittadine, utilizzando l'acqua del torrente Armella che viene deviata in canali sotterranei e attraverso botole fatta risalire nelle vie che hanno un profilo convesso. Sfruttando la pendenza naturale tutto il paese può essere percorso dalle acque che lavano e in inverno portano via la neve.
Racconigi
Sede del castello estivo dei Savoia (aperto al pubblico con visite guidate), facente parte delle Residenze sabaude. Oggi il castello reale si presenta come un imponente palazzetto in mattoni rossi e tetti a pagoda, orientaleggianti, a più padiglioni. Castello preferito di Carlo Alberto e di tutti i Re d'Italia, oggi è polo culturale e museale, ed è stato interessato da un buon restauro.
Il castello si affaccia a nord verso un imponente parco, progettato nel XVII secolo sui progetti inviati dal parigino André Le Notre, già autore dei giardini della reggia di Versailles. Nella seconda metà del Settecento l'architetto Pelagio Pelagi realizzò molte piccole architetture come il tempietto dorico sulla riva del lago, la dacia russa (costruita in onore dello zar Nicola II di Russia in visita in Piemonte), la fagianaia. Altro edificio di spicco è la chiesa gotica, cara alla nonna di Carlo Alberto, Giuseppina di Lorena. Di grande pregio il complesso rurale cosìdetto delle Margherie, disegnato in stile neogotico dal Palagi anni prima e precursore delle moderne aziende biologiche. Nel 1876 Carlo Alberto chiamò il prussiano Xavier Kurten per riformare lago, corsi d'acqua, colline e filari d'alberi, così com'è in forme attuali.
Il paese di Racconigi ha origine medioevale. Fu dei marchesi di Saluzzo, dei principi di Acaia e dei Savoia Carignano. Di interesse turistico è principalmente il castello reale, ma da visitare sono anche la chiesa parrocchiale di San Giovanni e le chiese barocche di San Domenico e di Santa Maria Maggiore.
Rocca de' Baldi
Notevole il suo castello, oggi di proprietà del comune, il borgo medioevale, il museo etnografico A. Doro, la confraternita di Sant'Antonio e l'oasi di Crava e Morozzo (300 ha di superficie con oltre 135 specie di uccelli censite).
Roddi
Roddi, il cui nome di origine celtica Raud o Rod significa fiume, sorge sulla collina che sovrasta il probabile campo della Battaglia dei Campi Raudii del 101 a.C., nel quale Caio Mario sconfisse i Cimbri. Nel Medioevo fu feudo dei Marchesi del Monferrato poi, nel 1524 passò come proprietà di Gaio Francesco della Mirandola: il nipote del grande umanista si installò nel castello che sovrasta il paese di Roddi e che risale all'XI secolo. Successivi proprietari del castello furono i Della Chiesa di Saluzzo, che ne presero proprietà nel 1690. Dal 2001 il Castello di Roddi è di proprietà statale.
Altri edifici importanti del paese sono la chiesetta di Santa Maria Assunta, nella piazzetta centrale del paese, in posizione adiacente al vecchio castello.
Rossana
Dell'antico castello che dominava la città restano oggi soltanto i ruderi. La chiesa parrocchiale, dedicata all'Assunta, costruita in forme gotiche nel XIV secolo, ha una bella facciata con portale compreso tra colonne binate e resti di affreschi. All'interno è conservata una fonte battesimale del 1447. Il nucleo principale del comune si snoda lungo la strada principale ha il suo centro nella piazza antistante la parrocchia. Su questa piazza ci sono oltre alla Parrocchiale dell'Assunta, la Chiesa della Confraternita e l'ala pubblica. All'estremità del paese, verso Busca, s'incontra l'antica Cappella della Madonna della Pietà, importante centro di devozione locale.
Saluzzo
La cattedrale di Saluzzo è stata costruita tra il 1491 e il 1501.
Ha un portale a cuspide e un interno a tre navate.
Sull'altare c'è un gruppo di statue in terracotta del XVI secolo e un trittico del Maestro del 1511.
La chiesa di San Giovanni ha una bella facciata gotica e un campanile a bifore. La sua costruzione è iniziata nel 1330. All'interno della chiesa vi sono pilastri con volte a crociera. L'abside risale al 1504 ed è in pietra verde scura.
La cinquecentesca Casa Cavassa è, oggi, sede del Museo civico comprendente pitture, mobili e cimeli di Silvio Pellico.
La torre civica risale al 1460.
Sommariva Perno
La vera storia del paese ruota intorno al suo castello, acquistato da Vittorio Emanuele II di Savoia per ospitare la contessa Rosa Vercellana o, come viene più comunemente chiamata, la Bela Rosin.
La contessa arriva nel 1859 nel castello, riedificato per volontà reale e fatto diventare un austero palazzone ottocentesco. L'edificio, già citato dal 1153, era il vero cuore del piccolo paese. In questo palazzo, che il re visiterà più volte, si scriveranno importanti pagine del Risorgimento italiano.
Venasca
Il centro del paese è dominato dall'imponente e maestosa parrocchiale (in stile barocco) di intitolata a Maria Assunta. A pianta ottagonale, e con facciata in cotto, è stata costruita a partire dal 1750 su progetto dell'arch. Ruffino. L'interno è ricco di marmi policromi e con affreschi del pittore milanese Pietro Antonio Pozzi. E' stata definita "Una tra le più superbamente belle chiese del Piemonte"; infatti può essere considerata uno dei più significativi esempi di architettura barocca del Saluzzese. Incorporato con l'edificio religioso, sorge l'antico Palazzo comunale, eretto fra il 1776 e il 1778 su disegno di Michele Borda, oggi sede dell'Istituto Musicale di Venasca-Valle Varaita. Sulla piazzetta di fronte alla parrocchiale sorge un bel palazzo signorile quattrocentesco denominato "La ca dla Tur" (Casa della Torre) dotato di numerosi e pregevoli esempi di antica architettura (altane e colonne in pietra scolpite). La Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo denominata localmente "la crusa" e stata eretta su una precedente chiesa del 1300 dedicata a San Rocco. E' situata sulla nuova piazza del paese e fu sede anticamente della Confraternita dei Disciplinanti o del Gonfalone. D'interesse sono anche le numerose cappelle sparse sul territorio comunale, come la Cappella di Sant'Antonio (1650), quella di Sant'Anna (1683), San Firmino (1719), San Bernardo (1700 ??), San Bartolomeo (1700), Santa Maria del Vernet (???), San Sebastiano (1770) e la cappella della Natività di Peralba (già citata nei documenti nel 1143) che sorge su di un promontorio dominante la pianura, a circa 4 chilometri dal concentrico a 1000 metri di altitudine. Deve, probabilmente, il proprio nome (Peralba) da "albus" (bianco), dovuto al colore delle pietre presenti nella zona o dal colore della costruzione, ben visibile anche in lontananza. Uscendo dal paese, pltre il ponte sul torrente Varaita, è presente la secentesca Cappella di San Carlo, eretta in seguito al voto fatto dalla comunità dopo la grande peste del 1630. Sulla strada che conduce ad Isasca si incontra il piccolo Santuario di Santa Lucia (1725) patrona del paese (protettrice della vista), caratterizzato dalla presenza di numerosi ex-voto. A Bricco, piccolo frazione del paese, infine, sorge la Parrocchiale dedicata alla Visitazione di Maria Vergine (1780).
Vinadio
È località turistica e località termale (Bagni di Vinadio, a quota 1.305 mt.). Nella frazione di Sant'Anna di Vinadio sorge un santuario - il santuario Sant'Anna - che è il luogo di culto cristiano posizionato alla maggiore altitudine in Europa (circa 2.000 metri). Vinadio è sede anche di una importante fortificazione eretta da Casa Savoia al tempo del Regno di Sardegna: il Forte Albertino, il cui restauro è stato completato negli anni duemila ed è sede di visite turistiche e manifestazioni culturali.
LE ESCURSIONI IN PROVINCIA DI CUNEO
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La provincia di Cuneo promuove una serie di percorsi di interesse turistico. Tali percorsi puntano sul patrimonio artistico e sulle particolarità enogastronomiche delle varie località della provincia.
Bosco dell'Alevè
Il Bosco dell'Alevè si trova in Valle Varaita, sulle pendici del Monviso, nei comuni di Sampeyre, Casteldelfino e Pontechianale, provincia di Cuneo. Vasto circa 825 ettari, si estende tra i 1500 e i 2500 metri sul livello del mare.
E' un bosco antichissimo, già noto ai Romani, il più esteso delle Alpi, costituito da pino cembro: il termine Alevè, in lingua d'oc significa appunto bosco di cembri. Oltre ai cambri, crescono molte altre specie vegetali tipiche della medio-alta montagna e specie animali che in questo bosco trovano il loro habitat naturale.
Nell'area sono presenti alcuni laghi: il Bagnour ed il Lago Secco, alimentati dai nevai d'alta quota che danno origine a ruscelli che attraversano la pineta. L'Alevè è uno dei migliori boschi da seme, incluso dal 1949 nel registro dei boschi da seme: i pinoli, raccolti dalla Guardia Forestale, vengono fatti germogliare nei vivai e successivamente posti a dimora per dare vita a nuove cembrete sulle montagne italiane. Dal 2000 il Bosco dell'Alevè è dichiarato Sito di Interesse Comunitario.
Balconata di Ormea
La sezione del CAI di Ormea ha lanciato un progetto di riscoperta del territorio tracciando un sentiero di circa 40 km denominato "Balconata di Ormea", percorribile a tappe, che attraversa il territorio di 10 frazioni e ben 24 borgate. Si possono "scoprire" case rurali, chiese seicentesche, piloni votivi, seccatoi per le castagne, forni comunitari, canali per l'acqua, muri in pietra a secco in una natura incontaminata.
Castello della Manta
Il castello della Manta è un maniero medievale che sorge nei pressi di Saluzzo, in provincia di Cuneo (Piemonte), donazione di Elisabetta De Rege Provana, oggi bene gestito dal FAI e sede di eventi culturali. È raggiungibile con l'autostrada A6 Torino-Savona percorrendo la via per Marene-Savigliano-Saluzzo.
Frutto di aggregazioni che aggiunte posteriormente all'impianto originario del XII secolo, il castello - poi trasformato in dimora signorile - iniziò ad assumere la fisionomia attuale solo all'inizio del Quattrocento grazie all'opera della famiglia Saluzzo della Manta.
Numerose sono le sale che lo caratterizzano: in particolare il Salone baronale arricchito da un importante ciclo di affreschi che ne decora perimetralmente le pareti, capolavoro e rara testimonianza della pittura profana tardogotica praticata nel nord dell'Italia.
L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta.
Il ciclo, completato poco dopo il 1420, raffigura una serie di eroi ed eroine (presumibilmente appartenenti al casato dei Saluzzo) - qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana e raffigurati in preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana della giovinezza, tema questo ripresa dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. I personaggi rappresentati sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant e sono in ordine: Ettore, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Delfile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tamaris, Theuca e Pentesilea (tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco).
Un'importante testimonianza dell'arte manierista del Cinquecento è invece data dalla Sala delle grottesche, parte dell'appartamento di rappresentanza voluto intorno al 1560 da Michele Antonio della Manta: presenta un soffitto finemente dipinto e decorato con stucchi, grottesche, appunto, rovine antiche, architetture rinascimentali frutto della cultura tipica dell'Italia centrale del tempo.
Annessa al castello è visitabile la chiesa castellana al cui interno sono custoditi due ambienti di particolare pregio, anch'essi riconducibili ai due momenti più significativi della decorazione pittorica che caratterizza l'intero maniero.
Un importante ciclo di affreschi sulla vita di Gesù Cristo - risalente allo stesso periodo della realizzazione della Sala baronale del castello - correda in maniera assolutamente degna l'abside della chiesa, mentre la cappella funeraria di Michelantonio riporta una ricca decorazione a stucco e affreschi anch'essi di stampo manieristico.
Abbazia di Staffarda
L'Abbazia di Santa Maria di Staffarda è uno dei monumenti medioevali più importanti del Piemonte, sita a Staffarda (CN). L'Abbazia di Staffarda si trova a 10 Km da Saluzzo e venne costruita fondata nel 1135 su un terreno inospitale donato nei primi anni del XII secolo dal marchese Manfredo ai monaci cistercensi, che trovavano protezione nei signori saluzzesi.
L'Abbazia di Staffarda presenta una pianta a croce latina rivolta ad oriente, con tre navate: al chiostro laterale si accede dalla sala capitolare. Assai pregevole è il polittico in legno dipinto e dorato, opera di Pascale Oddone eseguito intorno al 1531-1533, posto sull'Altare Maggiore. La facciata è in stile romanico, ridisegnata nel XVI secolo in stile tardo gotico borgognone; a tale stile sono anche ispirati gli intarsi lignei sopra l'altare maggiore.
Castello dei Principi d'Acaja
Il Castello dei Principi d'acaja è un edificio storico di Fossano in provincia di Cuneo situato nel centro della cittadina. Oggi è sede della Biblioteca Civica del comune di Fossano. Nel 1324 gli Acaja distrussero il vecchio castello e ne costruirono uno nuovo, con forma a quadrilatero, su tre piani circondato da quattro torri, tutt’intorno si scavò un profondo fossato e al di là del fossato si eressero ulteriori mura e bastioni. Gli Acaja tennero il castello sino al 1418, anno in cui con la morte di Ludovico si estinse il ramo; castello e paese passarono così ad Amedeo VIII di Savoia. Negli anni 1585 e 1594, su progetti dell’architetto fossanese Alessandro Tesauro, il castello subì le prime ristrutturazioni. Tra il 1600 e il 1700, il castello fu ritrovo di incontri sia culturali che mondani della Casa Savoia; sovente si allestirono spettacoli e danze. Negli anni della repressione cattolica contro i Valdesi fu trasformato in duro carcere. Nel 1800 venne adibito a caserma; in quest’occasione si costruì sul fianco un grande fabbricato. Le varie trasformazioni a cui fu soggetto nei vari secoli, provocarono gravi danni alle opere d’arte ivi contenute, quali affreschi, arredi, bifore, ecc; solamente nei nostri anni ’80, grazie al meticoloso lavoro di recupero svolto dalla Sovrintendenza ai Monumenti, molta della sua bellezza, seppur austera, è tornata a risplendere.
Colle di Tenda
Il Colle di Tenda è un valico di 1870 metri appartenente alle Alpi Marittime, ed è il passaggio meno elevato del lungo spartiacque che costituisce la frontiera naturale tra la Francia e l'Italia.
Raggiungere la sommità del Colle di Tenda è certamente più facile dal versante italiano che non da quello francese: il declivio, che d'inverno fa parte del comprensorio sciistico di Limone Piemonte e non è percorribile in auto, è più dolce sul versante italiano, e la strada che porta a Limonetto è quasi interamente asfaltata – eccezion fatta per gli ultimi 300 metri a partire dall'ultimo chalet/ristorante prima della frontiera. Sull'altro versante, al contrario, la strada che porta ai forti e a Vievola è più ripida: essa infatti è una mulattiera che copre un dislivello di 800 metri di altitudine grazie a 48 tornanti raccomandabili solo a fuoristrada di comprovata affidabilità.
I sei forti che presidiavano il passaggio alla valle del Roia, costruiti nel tardo Ottocento, non hanno mai avuto il battesimo del fuoco, essendo già obsoleti al momento in cui vennero edificati: eppure, nonostante il pluridecennale abbandono (che risale alla seconda guerra mondiale) è ancora possibile visitare la parte più superficiale delle strutture, che in alcuni casi comprendevano una serie di gallerie di comunicazione oggi completamente lasciate a sé stesse. La conservazione di queste opere di archeologia militare è stata possibile proprio grazie all'acquisizione del territorio su cui poggiano da parte di Parigi: i trattati del 1947 non consentivano, infatti, di mantenere fortificazioni di questa imponenza sul suolo italiano. Di seguito, i nomi attuali dei forti e le loro quote:
Fort Centrale, 1908 m s.l.m. (l'unico immediatamente a guardia del passo);
Fort de la Marguerie, 1842 m s.l.m.;
Fort Tabourde, 1942 m s.l.m.;
Fort Pernante, 2117 m s.l.m.;
Fort de Giaure, 2253 m s.l.m.;
Fort Pepin, 2263 m s.l.m.
Durante l'estate il Colle di Tenda è meta di un escursionismo estremamente vivace, corroborato dalle visite ai forti, dalle possibilità di effettuare sport d'altura come il parapendio ed essendo tappa obbligata per tutti coloro che vogliano godere dei magnifici paesaggi offerti dalle valli che si aprono ai piedi della catena montuosa. Inoltre, il colle è a pochi km di distanza da due riserve naturali fondamentali per la regione, il Parco Nazionale del Mercantour in Francia e il contiguo Parco delle Alpi Marittime in Italia.
Museo naturalistico del Roero
Il museo naturalistico del Roero è il più importante del settore nella zona. È situato a Vezza d'Alba, in provincia di Cuneo. Il museo è nato all'inizio degli anni ottanta, nella scuola elementare di Vezza d'Alba per una chiara scelta di metodo di alcuni insegnanti: accostare i bambini allo studio dell'ambiente mediante l'osservazione della realtà del mondo che ci circonda, abituandoli a raccogliere, studiare e conservare gli elementi più significativi. Così, un reperto dopo l'altro, si è naturalmente formata una prima collezioni di fossili e di piccoli animali che si è via via arricchita di nuovi reperti. Alla fine dell'anno 1999 la scuola ha concordato con l'amministrazione comunale la trasformazione da Museo scolastico a Museo civico, continuando a curarne la gestione con il Gruppo cultura-turismo.
Il museo è composto dalla sala geologica e dalla sala naturalistica.
PIATTI E PRODOTTI TIPICI IN AGRITURISMO IN PROVINCIA DI CUNEO
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Prodotti tipici:
Dal 2003 Caprauna ha ottenuto il presidio Slow Food per la rapa bianca di pasta gialla, ortaggio da sempre coltivato dai capraunesi, ma solo recentemente riscoperto per il suo gusto e valorizzato per le sue proprietà organolettiche uniche. La rapa di Caprauna è un prodotto stagionale ed è reperibile in numerosi negozi e mercati delle province vicine al luogo di produzione.
A Caraglio, comune della Valle Grana, si può trovare una ricca varietà di prodotti delle Vallata quali formaggi, prodotti ortofrutticoli: pere, fagioli, castagne, piccoli frutti, mele, pesche. Tra le specialità: la torta amara della Vallera dall'antica ricetta caratterizzata dalla presenza di armelline, mandorle o nocciole e dall'assenza di lievito.
Il Castelmagno è un formaggio di origine molto antica, la sua produzione è documentata a partire dal 1277 ma con ogni probabilità le sue origini risalgono a molto tempo prima; la zona di produzione tradizionale è la Valle Grana nella parte sud-occidentale della provincia di Cuneo, attualmente viene prodotto nel territorio dei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana. È un formaggio semigrasso a pasta semidura erborinata, viene prodotto con latte intero vaccino ottenuto da bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o pascoli. Talvolta vi sono piccole aggiunte di latte ovino e/o caprino.
Il Bra (DOP) è un formaggio a Denominazione di Origine Protetta. Prende il nome dalla cittadina piemontese di Bra (in provincia di Cuneo) che in passato era il maggiore mercato del formaggio prodotto nelle vallate del cuneese.
Vini:
Dolcetto delle Langhe Monregalesi
Il Dolcetto delle Langhe Monregalesi è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Cuneo: colore: rosso rubino vivo;
odore: vinoso, gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, gradevole, amarognolo, di moderata acidità, di discreto corpo.
IL FOLKLORE E L'AGRITURISMO IN PROVINCIA DI CUNEO
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Alba:
- il Palio degli Asini e Giostra delle Cento Torri la prima domenica di ottobre.
- la Fiera del Tartufo.
Alto:
- la Festa di San Michele Arcangelo il 29 settembre.
Bagnasco:
- Bal do Sabre è un'antica festa in costume saraceno, ad inizio maggio.
Baldissero d'Alba:
- Festa della Madonnina, presso la località Aprato ( 8 settembre)
- Festa d'la cadrega, presso la cascina Labrà (il 24 di luglio).
Bastia Mondovì:
- Naturarte il 25 aprile
- la Festa di San Fiorenzo, santo patrono, la seconda domenica di maggio.
Belvedere Langhe
- La prima domenica di Agosto si celebra la festa di San Nicolao.
Borgo San Dalmazzo:
- Fiera Fredda della Lumaca 5 dicembre
Boves:
Bra:
- Ogni due anni si svolge Corto in Bra rassegna internazionale dei film corti.
- Negli anni dispari si svolge "Cheese", ovvero la prestigiosa fiera internazionale del latte e del formaggio. Inventata dal movimento Slow food che ha sede in Bra, essa coinvolge produttori e lavoratori di latte da tutto il mondo.
Questa manifestazione è una biennale che si tiene nel mese di settembre.
Briaglia:
- San Magno: ad agosto a Briglia gli abitanti festeggiano il proprio patrono con i tradizionali festeggiamenti tipici della zona (serate danzanti lotteria giochi all'aperto), i giorni non sono fissi ma vengono stabiliti ogni anno (comunque nel mese di agosto).
Busca:
- Feste patronali di San Luigi e la Madonnina (prima domenica di agosto)
Canale:
Caprauna: nel corso del 2007 la Pro Loco e il Comune organizzeranno le seguenti feste:
- Il 15 luglio "Festa della semina della rapa"
- Il 5 agosto la " Sagra della Formaggetta e del Pan de Cà"
- Il 15 agosto la serata danzante con orchestra
- Il 7 ottobre la " Festa della Rapa di Caprauna e del ritorno"
- L’11 novembre la " Castagnata"
Caraglio:
- Il paese si presenta oggi vivace dal punto di vista culturale con iniziative di richiamo tra le quali ricordiamo la Fiera d'autunno, la mostra mercato di arte tessile Di filo in filo, la festa dell'aglio e feste patronali nelle frazioni e la festa della Madonna del Castello nel capoluogo.
Carrù:
- Famosa per la Fiera del Bue Grasso che si svolge il secondo giovedì del mese di Dicembre e che coinvolge migliaia di persone mischiando le antiche tradizioni con il legame indiscutibile dell'uomo con la terra.
- Sagra dell'Uva, con il suo sempre ricco calendario che ricopre la seconda metà di settembre: mostre, spettacoli, serate danzanti e altre manifestazioni, per giungere alla grande sfilata di carri allegorici l'ultima domenica.
Casteldelfino:
- la Festa patronale di Santa Margherita di Antiochia la terza domenica di luglio
- la Sagra del miele e delle erbe curative il terzo week-end di agosto
Castelmagno:
- la Festa di San Magno il 19 agosto
Cervere:
- la Sagra del Porro Cervere si tiene ogni anno a novembre organizzata dalla Associazione Pro Loco di Cervere.
Ceva:
- Mostra del Fungo; Festa della Birra; Fiera di S.Lucia; Desbarasuma (mercatino delle pulci); Mercatino di ferragosto.
Fossano:
- Palio dei Borghi e giostra dell'oca
Govone:
- Fra marzo ed aprile vi si tiene una apprezzata manifestazione floreale denominata "Tulipani a corte", abbinata ad una sfilata in costume di truppe militari con vestimenti d'epoca sette-ottocentesca.
Mondovì:
- Fiera del Santuario di Vicoforte (8 settembre)
Moretta:
- Nel mese di giugno si svolge la festa patronale, dedicata a S. Giovanni Battista. Durante la processione la statua del Santo patrono viene trasportata per le vie principali del paese, che vengono addobbate dagli abitanti con fiori e lumini.
- La festa più importante è, però, quella dell'Assunta, celebrata il 15 agosto e legata al culto mariano del Santuario. In questa occasione vengono organizzati dal Comitato Pro-Moretta i festeggiamenti dell'Agosto Morettese. Durante questo periodo cade anche la festa di San Rocco, in occasione della quale, nella via omonima, vengono organizzati per i bambini del paese giochi di strada come la corsa nei sacchi, il tiro alla fune e la caratteristica "rottura delle pignatte".
- Particolarmente importante, per i risvolti economici e promozionali di Moretta, è la fiera regionale di prodotti lattiero caseari ed attrezzature MaggioFormaggio, che ogni anno attira oltre 20.000 visitatori. Si svolge nell'ultimo week-end di maggio nell'area verde attrezzata del Santuario. Nei padiglioni espongono caseifici e produttori di formaggi e salumi tipici della Regione Piemonte e produttori di attrezzature per la lavorazione del latte. Parallelamente i visitatori hanno l'opportunità di visitare le stalle di alcune aziende agricole, vedere "dal vivo" come si fanno il formaggio ed i salumi, degustare piatti tipici a base di formaggio e partecipare a molte iniziative di animazione per grandi e piccini.
- Il primo week-end di settembre si svolgono le Giornate Country: durante questa manifestazione vengono organizzate passeggiate ecologiche a cavallo con un centinaio di cavalli; esibizioni di cavalli al trotto; spettacoli, divertimenti e balli. In linea con lo stile della manifestazione vengono proposti pasti a base di carne alla brace.
- Il terzo lunedì di dicembre si svolge la Fiera del cappone. Si tratta della fiera più tradizionale e più antica di Moretta, con una storia di circa 450 anni. Il nome della manifestazione deriva dall'usanza, un tempo diffusa fra i contadini della zona (non solo morettesi ma anche dei paesi vicini), di portare in piazza i capponi allevati durante l'estate per venderli ai commercianti del luogo. Questa consuetudine, così come quella di cucinare tali animali in occasione delle feste natalizie, è stata con il tempo abbandonata e la manifestazione è proseguita negli anni trasformadosi in una specie di grosso mercato di paese. Dal 2001, però, grazie all'impegno congiunto dell'amministrazione comunale e dell'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente di Verzuolo, la tradizione è stata recuperata ed i capponi sono tornati a essere i protagonisti di questa fiera.
Nucetto:
- Nucetto è famoso per la produzione del tipico "Cece di Nucetto" festeggiato durante l'ormai tradizionale festa (oltre 50 edizioni) della Ceciata alla zingarella che si tiene tutti gli anni l'ultima domenica di Luglio.
- Altre feste importanti sono la Festa della pizza e la Festa del cece che si tengono più o meno nelle settimane a cavallo tra Luglio e Agosto
Ormea:
- Le tradizioni vengono mantenute nella solennità del Corpus Domini con l'infioramento della strada principale dove passa la solenne processione di Gesù Eucaristia, poi segue lo spettacolo pirotecnico. Ma anche il carnevale ripropone la tradizione de "J Aboi", risalente probabilmente al tempo dei Saraceni.
Peveragno:
- Fiera di S. Andrea - Ha origini antichissime. Risale infatti al 1396 il primo documento storico in cui si parla di questa Fiera, allorché i Principi di Acaja, succeduti al Vescovado di Asti, confermavano di rispettare, "omnibus et per omnia", tutte le franchigie e le concessioni di cui Peveragno già godeva e tra le quali vi erano sia quella di tenere il mercato il Lunedì e sia quella della Fiera di S. Andrea della durata di tre giorni. Si può quindi ritenere che la nascita della Fiera sia anteriore al 1396. Oggi corrisponde ad una rassegna etnografica, artigianale ed enogastronomica dei prodotti tipici locali, con esposizione degli stessi nella giornata del 1° lunedì di dicembre nel centro storico di Peveragno.
Rossana:
- Fiera della Madonna della Pietà, prima domenica di Maggio.
Sampeyre:
- La "Baìo" è una festa tradizionale che si svolge ogni cinque anni nel comune di Sampeyre, in Valle Varaita, nella provincia di Cuneo, tra le ultime settimane di gennaio e le prime di febbraio. La Baìo è composta da quattro cortei (o "eserciti"), provenienti dal capoluogo e da tre sue frazioni: Sampeyre (Piasso), Rore (Rure), Calchesio (Chucheis), e Villar (Vilà). Per tradizione al corteo partecipano solo gli uomini di ogni borgata, esibendosi con i complicati costumi tessuti dalle donne del borgo e interpretando anche i ruoli femminili: un'usanza che non ha risparmiato alla festa l'accusa di maschilismo.
Il momento di comunicazione più profondo tra pubblico e interpreti è il ballo. La Valle Varaita è infatti considerata il più importante centro del mantenimento e della riscoperta delle tradizioni occitane, dove si sono conservati molti balli tradizionali e gran parte del folklore musicale; così, al suono dei violini, delle fisarmoniche, degli organetti e dei clarinetti, i festanti si esibiscono nella courento, nella gigo, nella courento di custiole, nella countradanso, nella tresso, nella bureo d'San Martin, nella bureo vieìo, nel mulinet e in una quantità di altre danze.
Tarantasca:
- Principali manifestazioni sono le feste dell'Assunta e del santo patrono San Bernardo, che si svolgono nella seconda metà di agosto.
- Nel mese di maggio ha luogo la sagra del coniglio, giunta nel 2005 alla IV edizione.
- Degno di nota l'appuntamento musicale del mese di luglio organizzato dall'Associazione Culturale Tarantasca: Onde Sonore.
Venasca:
- 2° domenica di agosto "Festa del prosciutto al forno".
- 3° domenica di settembre "Festeggiamenti di Santa Lucia"
- 3° domenica di ottobre "La Castagna" Mostra mercato dei prodotti agricoli ed artigianali della Valle Varaita.
Fonti: tutti i contenuti di questa pagina sono tratti da WIKIPEDIA